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Cartella senza responsabile del procedimento: è nulla?

27 Marzo 2021 | Autore:
Cartella senza responsabile del procedimento: è nulla?

L’obbligo di riportare il nominativo del funzionario incaricato è previsto dal 2008 per garantire la trasparenza nei rapporti tra la PA e i cittadini.

Hai ricevuto una cartella esattoriale e la leggi attentamente, senza fermarti solo alle cifre del debito. Scorri tutte le avvertenze, come la facoltà di proporre ricorso, i vari modi per pagare o per rateizzare, le informazioni di contatto con l’Agente della riscossione, fino a quando trovi questa indicazione: «Il responsabile del procedimento di emissione e notificazione di questa cartella di pagamento è….»; segue il nome e cognome della persona.

Devi sapere che questa avvertenza è indispensabile ai fini di instaurare un rapporto corretto e trasparente tra Amministrazione e cittadini, i quali devono sapere precisamente a chi rivolgersi. Ma allora la cartella senza responsabile del procedimento è nulla? Sì, è un elemento essenziale. Perciò se questa informazione manca sei legittimato ad eccepire l’omessa indicazione e a proporre ricorso al giudice tributario, che annullerà l’atto impositivo.

Si tratta, però, di una conquista piuttosto recente: solo dal 2008 la legge prevede l’indicazione obbligatoria del nominativo della persona fisica del funzionario negli atti preordinati alla riscossione. La giurisprudenza ha dovuto chiarire che questa informazione al contribuente non ammette equipollenti: di recente la Corte di Cassazione [1] ha affermato che essa non può essere sostituita dall’indicazione del direttore dell’ufficio, se manca un riferimento espresso alla persona preposta alla responsabilità del procedimento di emissione di quella cartella di pagamento.

Il responsabile del procedimento: chi è e cosa fa

Il responsabile del procedimento è una figura essenziale in tutte le attività amministrative che si concludono con l’emanazione di un provvedimento nei confronti del cittadino. Il suo ruolo centrale è previsto direttamente dalla legge quadro del 1990 sul procedimento amministrativo [2] quando afferma che che «le pubbliche amministrazioni sono tenute a determinare per ciascun tipo di procedimento relativo ad atti di loro competenza l’unità organizzativa responsabile della istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale, nonché dell’adozione del provvedimento finale».

Fin qui però non c’è un preciso riferimento ad una persona fisica, in carne ed ossa, ma soltanto ad una impersonale «unità organizzativa» cioè un’articolazione dell’ufficio procedente. Era troppo poco. Così in seguito la figura del responsabile del procedimento è stata “concretizzata” da ulteriori disposizioni legislative sul diritto d’accesso agli atti [3] secondo cui: «Responsabile del procedimento di accesso è il dirigente, il funzionario preposto all’unità organizzativa o altro dipendente addetto all’unità competente a formare il documento o a detenerlo stabilmente».

Il responsabile del procedimento per le cartelle esattoriali

In ambito tributario mancava ancora un passaggio, indispensabile vista la particolare natura dei rapporti tra Amministrazione finanziaria e contribuente, che possono incidere negativamente sul patrimonio di quest’ultimo. Ciò avviene specialmente quando il Fisco esercita la sua pretesa tributaria mediante l’emissione e la notifica delle cartelle esattoriali che, se non vengono pagate o impugnate entro i 60 giorni dal loro ricevimento, preannunciano la riscossione coattiva del debito dovuto, con strumenti molto aggressivi ed invasivi come i pignoramenti.

Questa lacuna è stata colmata con un’apposita previsione di legge [4] secondo cui la cartella di pagamento «contiene, altresì, a pena di nullità, l’indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e di quello di emissione e di notificazione della stessa cartella».

Nullità cartella per omessa indicazione responsabile del procedimento

Queste disposizioni sanciscono la nullità espressa delle cartelle esattoriali prive dell’indicazione del nominativo del responsabile del procedimento per entrambe le fasi – prima l’iscrizione a ruolo e poi l’emissione e notifica della conseguente cartella – e si applicano ai ruoli consegnati agli Agenti della riscossione dal 1° giugno 2008; le cartelle relative ai ruoli precedenti non sono invece affette da questa nullità e rimangono valide anche in assenza di tale informazione.

Bisogna sottolineare che il nominativo del responsabile del procedimento è qualcosa di molto diverso dalla semplice indicazione dell’ufficio che ha emesso la cartella. Specificare il nominativo della persona fisica serve, infatti, per “personalizzare” il rapporto tra Pubblica Amministrazione e cittadino ed è proprio questo lo scopo che la norma di legge intende cogliere.

La Corte di Cassazione con una nuova pronuncia [1] ha ribadito che nella cartella di pagamento notificata al contribuente «non è sufficiente che si abbia ad indicare l’ufficio o la struttura che è destinata a svolgere il procedimento» e neppure «il nominativo del direttore dell’ufficio preposto all’iscrizione a ruolo», cioè a compiere l’operazione preliminare all’emissione della cartella esattoriale.

Il Collegio ritiene «del tutto evidente che l’indicazione dell’ufficio o della struttura (circostanze già ben note perché intrinsecamente già rese pubbliche) non possono realizzare la finalità di rendere “personale” il rapporto con il contribuente». Perciò la «personalizzazione» che avviene mediante l’indicazione nominativa è assolutamente necessaria: essa – spiega la sentenza  – «è in funzione della chiara individuazione di una persona fisica responsabile della eventuale inosservanza del singolo procedimento, dovendo il contribuente sapere chi e in quale momento fosse la persona fisica appartenente all’ufficio preposta allo svolgimento del procedimento».

La nuova pronuncia non è isolata ma si inserisce in un solco ormai costante, già espresso dalla stessa Suprema Corte in numerose precedenti occasioni [5]; perciò possiamo affermare con piena sicurezza che adesso per le cartelle di pagamento c’è un motivo di nullità in più.

note

[1] Cass. ord. n. 8413 del 25.03.2021.

[2] Art. 4 L. n.241/1990.

[3] L. n.15 del 11.02.2015 e art. 6 D.P.R. n. 184/2006.

[4] Art. 36, comma 4 ter, D.L. n. 248/2007.

[5] Da ultimo, Cass. sent. n. 33565/2018 e ord. n. 9106/2020.


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