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Casse di previdenza: 10 cose da sapere

26 Marzo 2021 | Autore:
Casse di previdenza: 10 cose da sapere

Il decalogo per l’iscritto alle casse di previdenza.

Ecco 10 cose da sapere sulle Casse di previdenza relative al quadro normativo di riferimento, al principio di prudenza, alla trasparenza, alla salvaguardia dell’equilibrio finanziario di lungo termine. Per saperne di più, prosegui nella lettura.

Il quadro normativo

Le Casse dei professionisti sono caratterizzate da un quadro normativo di riferimento molto complesso e in continua evoluzione. La privatizzazione effettuata con il d.lgs. n. 509/1994 e successivamente la normazione contenuta nel d.lgs. n. 103/1996 hanno dovuto supportare un processo legislativo di lenta ma costante ripubblicizzazione in considerazione della finalità di rilievo nazionale e comunitario perseguito dalle Casse di previdenza (VIII Rapporto ADEPP sulla previdenza privata, pag. 24).

I finanziamenti 

Alle Casse, ai sensi del d.lgs. 509/1994, non sono consentiti finanziamenti pubblici, diretti o indiretti, con esclusione di quelli connessi con gli sgravi e la fiscalizzazione degli oneri sociali (ibidem).

Finalità

L’ordinanza della Suprema Corte di Cassazione del n. 7645/2020 ha affermato che:

  • la trasformazione in associazioni o fondazioni di diritto privato rileva solo sul piano della gestione perché le Casse continuano a perseguire finalità di pubblico interesse;
  • le Casse sono pubbliche amministrazioni che si occupano dell’assicurazione obbligatoria per l’invalidità e vecchiaia rientrante nella previdenza sociale che, ex art. 38, quarto comma Cost. e art. 1 l. n. 146/1990, costituisce pubblico servizio.

L’equilibrio finanziario 

Il comma 763 dell’art. 1 l. n. 296/2006 ha introdotto l’obbligo di ricondurre, ad un arco temporale non inferiore a 30 anni, la stabilità delle gestioni previdenziali al fine di assicurare l’equilibrio di bilancio, e dunque, salvaguardare l’equilibrio finanziario di lungo termine avendo presente il principio del pro rata in relazione alle anzianità già maturate rispetto all’introduzione delle modifiche derivanti dai provvedimenti suddetti e, comunque, tenuto conto dei criteri di gradualità e di equità fra generazioni.

Il regolamento degli investimenti

Il d.l. n. 98/2011 all’art. 14 ha previsto l’adozione, anche per le Casse di previdenza, del regolamento degli investimenti, regolamento che è stato posto in consultazione pubblica, aggiornato con i pareri di legge ma che, a tutt’oggi, non è ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale come ripetutamente denunciato dagli iscritti e dagli organismi di vigilanza, stante la contrarietà delle Casse (wewelfare.it, Regolamento sugli investimenti: le Casse (ADEPP) contro il Governo).

Il principio di prudenza

Il principio di prudenza: nei documenti contabili di rendicontazione il principio della prudenza comporta che le componenti positive non realizzate non devono essere contabilizzate, mentre tutte le componenti negative devono essere contabilizzate e quindi rendicontante, anche se non sono definitivamente realizzate. (Indagine conoscitiva sugli strumenti finanziari derivati nelle pubbliche amministrazioni, Camera dei Deputati, VI Commissione Finanze, Nicola Benini, Ugo Patroni Griffi, pag. 7).

Trasparenza

Tutte le Casse di previdenza hanno adottato codici di trasparenza secondo le linee guida ADEPP.

Le Casse di previdenza per essere trasparenti verso gli iscritti debbono presentare una valutazione mark to market dei propri attivi il che vuol dire valutare secondo il mercato.

Le attività finanziarie (ma anche quelle reali) possono essere valutate secondo il costo storico (o costo di acquisizione), secondo una procedura detta di “costo corrente”, che sarebbe il costo storico riportato ad oggi mediante un indice dei prezzi, o secondo il prezzo di mercato.

Nell’ottica di stabilire la “verità dei bilanci”, i principi contabili solitamente impongono di usare il mark to market per valutare attività e passività finanziarie. Questo principio diventa scomodo quando, com’è successo nel 2007 – 2008 con la crisi dei mutui o oggi con la pandemia, il mercato per molti asset diventa illiquido e la paura conduce a prezzi così bassi da creare massicce minus valenze, erodendo profitti e capitale. Le procedure di valutazione, tuttavia, lasciano qualche margine per adottare prezzi diversi.

Accesso agli atti della PA

“I dirigenti pubblici faticano ad accettare la trasparenza: la strada per rendere la Pubblica Amministrazione una casa di vetro è ancora lunga se non sarà consentito l’accesso civico generalizzato agli atti della PA, il cd. FOIA (Freedom of Information Act)”. (Dalla relazione annuale di Raffaele Cantone alla Camera dei Deputati del 06.07.2017).

Garanzia del futuro previdenziale

La trasparenza è l’unico antidoto al malaffare e, per gli iscritti alle Casse, è l’unico strumento di garanzia del proprio futuro previdenziale.

Informazioni sugli asset

La recente richiesta alle Casse di previdenza da parte della COVIP delle informazioni sugli asset attraverso il manuale delle segnalazioni statistiche e di vigilanza degli enti previdenziali privatizzati è lungimirante e non miope e quindi va sostenuta a garanzia del futuro previdenziale di tutti i professionisti italiani.

Fonte: Diritto e Giustizia



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