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Multe o sanzioni sul pullman: prescrizione e interruzione della prescrizione

11 Agosto 2014
Multe o sanzioni sul pullman: prescrizione e interruzione della prescrizione

Perché l’amministrazione possa interrompere il termine di cinque anni della prescrizione è necessario il compimento di atti procedimentali che hanno la funzione di far valere il diritto dell’amministrazione alla riscossione della pena pecuniaria.

Non c’è giorno che non vengano elevate migliaia di multe e sanzioni amministrative da parte delle amministrazioni locali. Ma molte di queste finiscono in prescrizione perché l’ente dimentica di far valere i propri diritti.

Le regole sulla prescrizione delle sanzioni pecuniarie amministrative hanno valore generale e, quindi, si applicano a un novero esteso di ipotesi. Esempi comuni sono le multe stradali o quelle per aver viaggiato su mezzi di trasporto pubblico sprovvisto di biglietto.

Entrando nel merito, la legge [1] dispone che il diritto a riscuotere le somme dovute a titolo di sanzioni si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui è stata commessa la violazione.

Se, dunque, dal giorno della violazione sono già trascorsi i cinque anni richiesti dalla norma, il credito dell’amministrazione è sicuramente prescritto, a meno che nel medesimo quinquennio il creditore non abbia compiuti atti idonei all’interruzione della prescrizione [2].

La prescrizione, infatti, può essere sempre interrotta con un apposito atto notificato prima della scadenza del termine dei cinque anni, dopo il quale i termini cominceranno a decorrere da capo.

Secondo autorevole giurisprudenza, l’interruzione della prescrizione del credito in questione avviene solo compiendo gli atti procedimentali che hanno la funzione di far valere il diritto dell’amministrazione alla riscossione della pena pecuniaria (e costituiscono, quindi, con le prestabilite caratteristiche di contenuto e di forma, esercizio della pretesa sanzionatoria). Sono invece irrilevanti gli atti che manifestino analoga intenzione ma in modo atipico [3].

 

Tra questi atti validi a interrompere la prescrizione sono da annoverare, per esempio:

a) il verbale notificato successivamente alla violazione (come accade spesso, per esempio, per le violazioni al Codice della strada), che fa decorrere il quinquennio dalla notificazione (a meno che non erano già trascorsi cinque anni dalla commissione dell’infrazione);

b) l’ordinanza-ingiunzione;

c) la notificazione dell’intimazione di pagamento, come la cartella esattoriale o l’ingiunzione per il recupero di crediti pubblici.

Viceversa, non sono idonei a interrompere la prescrizione gli atti estranei al procedimento di riscossione, fra cui la “costituzione in mora”, l’invito bonario al pagamento e simili.

Per come è facile immaginare, nessun valore possono avere le lettere semplici, spedite non con raccomandata a.r. dall’amministrazione.


note

[1] Art. 28 della l. 24 novembre 1981, n. 689 (recante “modifiche al sistema penale”).

[2] Art. 2945 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 5798/05 del 17.03.2005.

Autore immagine: 123rf.com


1 Commento

  1. BUONA SERA .HO UN ABBONAMENTO ANNUALE E HO PERSO LO SCONTRINO .MA POSSIBILE PAGARE LA MULTA DI 102,45.SOLO CHE HO SMARITTO LO SCONTRINO

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