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Se l’azienda fallisce chi paga gli stipendi arretrati?

28 Marzo 2021
Se l’azienda fallisce chi paga gli stipendi arretrati?

Come ottenere il pagamento delle ultime tre buste paga (retribuzioni) e del Tfr dal Fondo di Garanzia dell’Inps sia in caso di insolvenza fallimentare dell’azienda che di inadempimento.

Le aziende aprono e chiudono. Il tempo di vita di un’attività imprenditoriale è sempre più breve. Ma che succede ai dipendenti nell’ipotesi in cui dovesse sopraggiungere una crisi irreversibile di liquidità? Se l’azienda fallisce chi paga gli stipendi arretrati? Il problema non si pone solo per le ultime retribuzioni ma anche per il Tfr che, come noto, deve essere liquidato dal datore non appena cessa – per qualsiasi causa – il rapporto lavorativo. 

Come vedremo a breve, in caso di fallimento, il dipendente può contare su una tutela prevista dalla legge che gli consente di ottenere ugualmente il pagamento delle buste paga, ancora non liquidategli, da parte dello Stato. Ma procediamo con ordine. 

Cosa si intende per fallimento

La prima cosa da valutare con attenzione è la terminologia. Spesso, nel linguaggio comune, si usa la parola «fallimento» per riferirsi anche ad ipotesi che non rientrano invece in tale concetto. Impropriamente, si usa dire che l’azienda è fallita anche quando chiude per volontà del datore di lavoro o viene (s)venduta a terzi o semplicemente sta riducendo il personale. Spesso, è lo stesso datore di lavoro che genera confusione sul punto allo scopo di ritardare le richieste di pagamento provenienti dai dipendenti. 

In realtà, il fallimento è una procedura che si apre solo dinanzi al tribunale, il più delle volte, su ricorso di uno dei creditori non pagati. Essa si verifica quando l’imprenditore si trova in una situazione irreversibile di crisi, tale cioè da non consentirgli di soddisfare i propri debiti. Vengono così nominati un giudice delegato e un curatore con il compito di liquidare i beni dell’azienda fallita e, con il ricavato, pagare i creditori, ivi compresi i dipendenti.

Solo in caso di fallimento – nell’accezione appena indicata – si aprirà la procedura, che qui di seguito vedremo, che consente ai dipendenti di ottenere il pagamento degli stipendi arretrati.

Come ottenere gli stipendi arretrati se l’azienda fallisce

Se il datore di lavoro fallisce – a prescindere che si tratti di una società di capitali (ad es. una Srl), una società di persone (ad es. una Snc) o una ditta individuale – gli ultimi tre stipendi e il Tfr non ancora liquidati ai dipendenti vengono corrisposti dal Fondo di Garanzia dell’Inps.

Il dipendente deve però attendere che la procedura di fallimento entri nel vivo. Innanzitutto, ci deve essere l’udienza prefallimentare nella quale il giudice legge il ricorso del creditore che chiede il fallimento e le difese del debitore. La decisione viene poi assunta dal tribunale in composizione collegiale e, se viene dichiarato il fallimento, si nominano un curatore e un giudice delegato.

Al curatore, i dipendenti che non sono stati ancora pagati dovranno presentare le domande di insinuazione al fallimento: un’istanza con cui, dimostrato il proprio credito, chiedono il pagamento degli arretrati.

Il curatore, accertata la presenza del credito, lo inserisce in un documento che viene chiamato stato passivo. Questo documento viene poi approvato dal giudice delegato nella cosiddetta udienza di verifica dello stato passivo (a volte, sono necessarie pure più di due udienze). 

Lo stato passivo viene quindi dichiarato “esecutivo”. Solo da questo momento, il dipendente può presentare la domanda al Fondo di Garanzia per la liquidazione del Tfr e degli ultimi tre stipendi.

Le ultime tre buste paga vengono però pagate dal Fondo di Garanzia solo a condizione che il rapporto di lavoro non sia terminato più di un anno prima del fallimento.

La domanda di intervento del Fondo di garanzia del Tfr e dei crediti di lavoro diversi dal Tfr deve essere inoltrata esclusivamente attraverso i seguenti canali:

  • web – servizi telematici accessibili mediante Spid, attraverso il sito www.inps.it;
  • patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;
  • contact center, tramite il numero verde Inps.

Che succede se l’azienda non paga gli stipendi perché è in crisi ma non fallisce?

La domanda al Fondo di Garanzia può essere presentata anche in assenza di una vera e propria procedura di fallimento. Ciò succede, ad esempio, quando:

  • l’azienda non rientra tra i soggetti a cui si applica la procedura fallimentare (il che potrebbe essere accertato anche dallo stesso giudice all’udienza prefallimentare);
  • il tribunale decreta di non procedere alla verifica dello stato passivo (ciò avviene quando risulta che non può essere acquisito attivo da distribuire ai creditori che hanno chiesto l’ammissione al passivo).

Nel primo caso, il dipendente che voglia farsi pagare le ultime tre mensilità e il Tfr dal Fondo di Garanzia dell’Inps deve prima avviare un pignoramento nei confronti del datore di lavoro, pignoramento che ovviamente deve dare esito negativo per insufficienza di beni pignorabili.

Se l’esecuzione forzata è infruttuosa e non risultano circostanze che dimostrino l’esistenza di altri beni aggredibili con l’azione esecutiva, il lavoratore può conseguire le prestazioni del Fondo di garanzia. 

Secondo la Cassazione, la necessità del lavoratore di esperire, per la realizzazione dei propri crediti di lavoro, l’esecuzione forzata viene meno in tutti i casi in cui l’esperimento di quest’ultima ecceda i limiti dell’ordinaria diligenza o quando la mancanza o l’insufficienza delle garanzie patrimoniali del datore di lavoro si considerano provate in relazione al caso concreto.  



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