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Come avviene la notifica di un decreto ingiuntivo?

28 Marzo 2021
Come avviene la notifica di un decreto ingiuntivo?

Come funziona il decreto ingiuntivo: i termini di notifica e di opposizione. 

Se non hai pagato i tuoi debiti e temi che i creditori possano agire nei tuoi riguardi in tribunale senza che tu ne sappia nulla è verosimile che ti chiederai come avviene la notifica di un decreto ingiuntivo. Questo perché è solo con la notifica che il debitore prende cognizione di tale atto giudiziario ed è sempre da questo momento che può opporsi. Quindi, è bene sapere cosa prevede la legge in questi casi e qual è la procedura che bisogna rispettare al fine di poter apprestare adeguatamente le proprie tutele. Ma procediamo con ordine.

Come funziona il decreto ingiuntivo?

Prima ancora di stabilire come avviene la notifica di un decreto ingiuntivo dobbiamo chiarire come funziona questo strumento che la legge mette in mano ai creditori per consentire una rapida riscossione delle somme non pagate.

Senza bisogno di avviare una lunga e dispendiosa causa, il creditore può depositare telematicamente – all’indirizzo della cancelleria del giudice – i documenti scritti che attestano il proprio credito: documenti che possono essere costituiti anche da un contratto o da una semplice fattura. 

Con riferimento alla fattura, è vero, il creditore potrebbe emetterla senza alcuna autorizzazione allo scopo di frodare il debitore ma, oltre a dovervi pagare le imposte (compresa l’Iva), si esporrebbe a una facile contestazione del debitore e al rischio – anzi alla certezza – di dovergli rimborsare le spese processuali.

Una volta che il giudice ha accertato l’esistenza di una prova scritta, senza convocare il debitore, emette nei suoi confronti un ordine di pagamento: la cosiddetta ingiunzione di pagamento o appunto decreto ingiuntivo. Nei successivi 60 giorni dalla sua emissione, il creditore deve notificare l’ordinanza al debitore. 

Entro i 40 giorni successivi alla notifica, il debitore deve pagare. In alternativa, sempre nei 40 giorni, il debitore che ritiene infondata la pretesa del creditore, può presentare opposizione allo stesso giudice che ha emesso il decreto. In tal caso, si apre un regolare giudizio ordinario, nel corso del quale spetterà comunque al creditore dimostrare l’esistenza del debito e l’inadempimento della controparte. Dimostrazione che andrà fornita con le consuete prove come i testimoni o i documenti (non però quelli già utilizzati per la richiesta di decreto ingiuntivo).

Come avviene la notifica del decreto ingiuntivo?

La notifica del decreto ingiuntivo deve avvenire necessariamente con l’ufficiale giudiziario. In buona sostanza, l’avvocato del creditore – che ha già ritirato una copia autentica del decreto ingiuntivo dalla cancelleria del giudice che l’ha emesso – si presenta presso l’ufficiale giudiziario per chiedergli di comunicare tale atto al debitore.

L’ufficiale giudiziario può effettuare la materiale consegna del decreto ingiuntivo in due diversi modi:

  • o presentandosi personalmente all’indirizzo di residenza del debitore, per come fornitogli dal creditore, e quindi consegnandoglielo a mani. Ad avvenuta notifica, l’ufficiale compilata un’attestazione facente piena prova (pubblica fede): la cosiddetta relata di notifica (o anche «relazione di notifica») che viene poi consegnata al creditore come prova di ricevimento dell’atto. Sulla relata di notifica non è necessaria la firma del ricevente, essendo sufficiente la semplice attestazione del pubblico ufficiale;
  • oppure avvalendosi del servizio postale (che può essere costituito da quello di Poste Italiane o anche da corrieri privati). In tale ipotesi, il decreto ingiuntivo viene imbustato in una tradizionale busta color verde che contraddistingue gli atti giudiziari. Il debitore, questa volta, vedrà presentarsi alla sua porta il postino tradizionale e non l’ufficiale giudiziario. Questo non toglie che il servizio postale sia solo un collaboratore dell’ufficiale giudiziario, vero e unico soggetto che ha eseguito la notifica. Al posto della relata di notifica, viene compilata la cartolina con l’avviso di ricevimento su cui viene apposta la firma del ricevente, che a sua volta viene riconsegnata al creditore come prova dell’avvenuta notifica.

Termine di notifica del decreto ingiuntivo e prescrizione del credito

Come anticipato, il creditore deve notificare il decreto ingiuntivo entro 60 giorni dalla sua emissione, pena la perdita di efficacia dell’atto giudiziario. Se il termine non dovesse essere rispettato, il debitore può fare opposizione per non pagare. Questo non toglie però che il creditore possa ripresentare anche una nuova richiesta di decreto ingiuntivo se, nel frattempo, il suo credito non è caduto in prescrizione.

Che succede se il debitore non paga il decreto ingiuntivo

Se il debitore, nel termine di 40 giorni, non dovesse presentare opposizione, il decreto ingiuntivo diviene definitivo e non più contestabile. Sicché il creditore, dopo aver effettuato la notifica di un ultimo avviso a pagare entro 10 giorni (il cosiddetto atto di precetto), può procedere al pignoramento dei beni del debitore, sempre a mezzo dell’ufficiale giudiziario. 



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