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Pignoramento pensione: sì al blocco del minimo vitale se accreditata in banca

11 marzo 2014


Pignoramento pensione: sì al blocco del minimo vitale se accreditata in banca

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 marzo 2014



Il pignoramento della pensione può scendere anche al di sotto del cosiddetto minimo vitale una volta accreditata in banca: non esiste nessun limite di pignorabilità quando le somme confluiscono nel conto corrente.

La pensione non può essere pignorata se il residuo importo scende al di sotto del cosiddetto “minimo vitale” (per il 2013 fissato in euro 516,46). Tuttavia questo limite non vale sempre, ma solo finché le somme non vengano depositate sul conto corrente bancario. Dopo tale momento, il pensionato può subire il “blocco” di qualsiasi somma, anche quelle strettamente necessarie alla sussistenza. Lo ha detto il tribunale di Napoli in una recente sentenza [1].

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Questo “drammatico effetto” è praticamente automatico e valido per quasi la totalità dei cittadini con crediti nei confronti dell’ente previdenziale dal momento che il decreto “Salva Italia” ha imposto a tutti i pensionati, con pensioni superiori a 1000 euro, di dotarsi di un conto corrente su cui obbligatoriamente far confluire la predetta pensione. Insomma, una scelta obbligata per l’anziano che, così, non avrà via di scampo e vedrà prelevato anche il “minimo” necessario per il proprio sostentamento!

Vediamo meglio di cosa si tratta.

Il limite alla pignorabilità delle somme depositate sul conto corrente è un problema di non scarsa importanza, specie per chi è solito depositarvi pensioni o stipendi. Ma, se è ormai noto che i creditori possono pignorare i redditi da lavoro o da assegni previdenziali nei limiti di un quinto delle relative somme, ciò però è possibile solo ed esclusivamente quando l’esecuzione forzata venga notificata e avviata direttamente nei confronti del datore di lavoro o dell’ente previdenziale.

Al contrario – così come ha ricordato il giudice campano nella sentenza in commento – l’impignorabilità o i limiti alla pignorabilità della pensione non operano più quando le somme derivanti da pensione vengono versate sul conto corrente bancario. Infatti, all’atto del versamento della pensione sul conto corrente (ma lo stesso discorso può essere fatto per la busta paga) cessa il rapporto giuridico tra il pensionato – soggetto debitore, esecutato nella procedura di pignoramento presso terzi – e l’ente pagatore (l’Inps); pertanto, vengono anche meno i limiti alla pignorabilità (e/o l’impignorabilità) poiché nasce un nuovo rapporto tra banca e correntista che non è soggetto ai limiti di pignorabilità previsti per la pensione.

Insomma, una volta in banca, la pensione potrà essere pignorata al 100%. E da questa ghigliottina sarà difficile sottrarsi, posto che, come si diceva in apertura, oggi la legge impone a tutti i pensionati con assegno superiore a mille euro, di dotarsi necessariamente del conto corrente di appoggio su cui l’Inps deve obbligatoriamente far confluire dette somme!

note

[1] Trib. Napoli, sent. del 28.05.2013.

Autore immagine: 123rf.com

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