Più facile prendere la Naspi nel 2021

27 Marzo 2021 | Autore:
Più facile prendere la Naspi nel 2021

Fino al 31 dicembre di quest’anno salta uno dei requisiti richiesti per ottenere il trattamento. Novità Inps anche sulle indennità Covid.

Fino alla fine del 2021, per accedere alla Naspi diventa obsoleto il requisito di essere stati occupati per almeno 30 giorni nei 12 mesi che precedono la data in cui si è perso il lavoro. Lo chiarisce l’Inps in un recente messaggio. L’unico requisito per avere quest’agevolazione: la domanda deve essere approvata tra il 23 marzo (data di entrata in vigore del decreto Sostegni) e il 31 dicembre di quest’anno.

Facendo due calcoli, anche se l’Istituto non lo specifica, il beneficio dovrebbe essere valido per chi ha visto risolto il proprio rapporto di lavoro a partire dal 14 gennaio. Questo perché la decadenza per richiedere la Naspi ha un termine di 68 giorni dalla cessazione del rapporto. Quindi, tornando indietro dal 23 marzo – primo giorno indicato dall’Inps per avere la Naspi con l’attuale facilitazione – si arriva, appunto, al 14 gennaio.

Restano, comunque, gli altri due requisiti per poter richiedere il trattamento, ovvero lo stato di disoccupazione e la necessità di aver maturato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti lo stato di disoccupazione. Inoltre, la Naspi può essere richiesta da chi si è dimesso per giusta causa o da chi ha perso il lavoro in modo involontario. Ma anche da chi ha firmato un accordo con l’azienda che prevede la risoluzione del rapporto con la procedura della conciliazione.

Ora, con quest’agevolazione ed in presenza dei citati requisiti, la Naspi verrà pagata anche a chi non ha lavorato almeno 30 giorni nei 12 mesi che precedono la cessazione del rapporto di lavoro.

Lo stesso messaggio dell’Inps chiarisce altri benefici introdotti dal decreto Ristori. In particolare, per quanto riguarda l’una tantum di 2.400 euro per chi ha già beneficiato di precedenti indennità Covid concesse dal decreto Ristori, verrà erogata senza dover presentare una nuova domanda a:

  • lavoratori stagionali e somministrati nei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • stagionali di settori diversi da quelli appena citati;
  • lavoratori intermittenti;
  • autonomi occasionali;
  • venditori a domicilio;
  • lavoratori a termine dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • lavoratori dello spettacolo.

Per le citate categorie che non hanno beneficiato delle indennità Covid nel decreto Ristori è prevista anche un’una tantum di 2.400 euro con queste novità:

  • vengono inseriti tra i beneficiari i somministrati presso aziende utilizzatrici di settori diversi da turismo e stabilimenti termali. Finora, non beneficiavano delle indennità Covid;
  • per i lavoratori dello spettacolo, la soglia di reddito per avere diritto all’indennità con almeno sette contributi giornalieri o almeno 30 giornate di contributi è stata elevata a 75mila euro.


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