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Mentire alla polizia: quando non è reato?

30 Marzo 2021 | Autore:
Mentire alla polizia: quando non è reato?

Dire bugie a un pubblico ufficiale è legale? Indagati e persone informate sui fatti: quando c’è l’obbligo di dire la verità?

Non esiste una legge italiana che impone ai comuni cittadini di dire la verità; ciò significa che, di norma, mentire non costituisce illecito. Vi sono tuttavia alcune circostanze in cui dire le bugie è reato: si tratta in genere di menzogne riferite a pubblici ufficiali in servizio, soprattutto quando essi stanno indagando su fatti criminosi. Con questo articolo analizzeremo alcuni casi concreti, specificando se raccontare frottole è legale oppure no. In altre parole, vedremo quando non è reato mentire alla polizia.

Sin da subito possiamo anticipare un principio che è essenziale all’interno del nostro ordinamento giuridico: nessuna persona indagata o imputata è tenuta a dire la verità. In altre parole, un soggetto che è sospettato o accusato formalmente di un crimine può mentire alle forze dell’ordine senza correre alcun rischio, cioè senza subire un’incriminazione per le sue menzogne. In tutti gli altri casi, invece, mentire alla polizia può costituire reato. Se l’argomento t’interessa, prosegui nella lettura: ti basteranno pochi minuti per trovare le risposte che cerchi.

Posso rifiutare di dare le mie generalità alla polizia?

Iniziamo la nostra analisi con il caso più frequente: il controllo della polizia che chiede di identificarti. Si possono fornire false generalità alle forze dell’ordine? La risposta è negativa.

Non puoi mai sottrarti dal fornire le tue generalità alle autorità: rischieresti di commettere il reato di rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale [1].

Non sei invece tenuto a mostrare i documenti: non esiste una legge che obbliga i cittadini a portare con sé carta d’identità e codice fiscale per mostrarli alla polizia (salvo casi eccezionali in cui sia stato ordinato, a persona pericolosa o pregiudicata, di averli sempre con sé).

Generalità false alla polizia: è reato?

Peggio ancora se fornisci delle generalità false alla polizia che ti ha fermato per un controllo di routine. In questo caso il reato è ancora più grave, in quanto il delitto è punito con la reclusione fino a sei anni [2].

Come vedremo, l’obbligo di riferire le proprie vere generalità sussiste per tutti, anche per coloro che sono formalmente indagati o che sono arrestati in flagranza.

Rissa: posso mentire alla polizia?

Vediamo se è possibile mentire alla polizia in alcuni casi specifici. Cominciamo dall’ipotesi in cui ti sia trovato coinvolto in una rissa, magari scoppiata al termine della serata, davanti a un locale pubblico. Qualcuno chiama la polizia e, quando arriva, sedati gli animi, ti chiede cos’è successo e se hai preso parte alla scazzottata. In un caso del genere, si può mentire alla polizia?

Ebbene, non sussiste alcun obbligo di dire la verità: puoi negare di aver partecipato alla rissa e rifiutare di dare informazioni utili alle indagini. Insomma: per salvare te stesso, puoi sempre mentire.

Come diremo nel prosieguo, le cose cambiano se la polizia vuole sentirti non perché hai partecipato alla rissa ma perché hai solamente assistito all’evento. In questa specifica circostanza non potrai mentire né rifiutarti di collaborare. Ma di questo parleremo più avanti, quando affronteremo l’argomento delle persone informate sui fatti.

Marijuana: è reato negare il possesso?

Mentre sei in strada con un amico, questi ti passa una bustina contenente della marijuana; da lontano, alcuni poliziotti che erano seduti nella volante hanno assistito alla scena e, avvicinatisi, ti chiedono di vuotare le tasche. Cosa puoi fare?

Innanzitutto, sappi che, quando si tratta di sostanze stupefacenti e c’è il forte sospetto che le si abbia addosso con sé, le forze dell’ordine possono effettuare una perquisizione.

Quindi, il consiglio è di collaborare e di mostrare la marijuana che ti ha passato il tuo amico, perché tanto la polizia la troverebbe comunque.

A questo punto, puoi mentire alle forze armate, dicendo ad esempio che non è tua, che la tenevi solo per restituirla oppure che è per uso esclusivamente personale?

Qualunque cosa tu risponda, non commetteresti reato: come per la rissa, la persona sospettata di aver commesso un crimine non è mai tenuta a dire la verità.

La collaborazione con la polizia è una condotta di cui si può tenere conto in sede processuale, nel momento in cui bisogna stabilire l’entità della pena e la concessione delle attenuanti generiche, ma non sussiste alcun obbligo di dire la verità.

In altre parole, se ti trovano con la droga e menti spudoratamente su di essa, non commetti alcun crimine.

Porto abusivo d’armi: posso mentire?

Quanto detto per la droga e per la rissa vale anche per il porto abusivo d’armi e, come si dirà, per ogni tipo di reato: nessun indagato è tenuto ad autoaccusarsi.

E così, se la polizia ti trova con un coltellino, poi sempre difenderti sostenendo che, in quanto collezionista, lo hai appena acquistato e lo stai portando a casa.

Se, invece, sei sorpreso con un cacciavite o con un martello, puoi giustificarti affermando che ti servono per un lavoretto di bricolage che stai portando a termine a casa di amici.

In ogni caso, mentire non ti costerà, di per sé, alcuna incriminazione; al massimo, la polizia non ti crederà e procederà al sequestro delle armi, oltre che a identificarti per comunicare la notizia di reato in Procura.

Posso avvalermi della facoltà di non rispondere?

In tutti i casi visti sopra, non solo è possibile mentire alla polizia, ma ci si può anche avvalere della facoltà di non rispondere.

Secondo la legge [3], la persona indagata di un reato ha facoltà di non rispondere ad alcuna domanda, salvo quelle che riguardano la propria identità (come visto sopra, si ha sempre l’obbligo di indicare le proprie generalità).

Dunque, se sei fermato dalla polizia perché c’è il sospetto che tu abbia commesso qualsiasi tipo di crimine, non solo puoi mentire ma puoi anche rifiutare di pronunciare parola.

Autocertificazione Covid: è reato mentire?

L’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da Covid-19 ha causato importanti limitazioni alla libertà di circolazione di tutti i cittadini italiani. È noto praticamente a tutti che, per muoversi da un posto a un altro, bisogna quasi sempre giustificarsi compilando un’autocertificazione in cui, sotto la propria responsabilità, si indicano le ragioni dello spostamento e il luogo da raggiungere.

Secondo recenti sentenze [4], non esiste un obbligo di fornire motivazioni veritiere all’interno dell’autocertificazione che giustifica gli spostamenti in tempo di Covid. Pertanto, si può mentire anche nella dichiarazione rilasciata per iscritto sotto la propria responsabilità.

Secondo i giudici, chi viene sottoposto a controlli del genere non può trovarsi di fronte all’alternativa di scegliere tra dire il vero, accettando così la sanzione in caso di spostamento ingiustificato, e riferire il falso, incorrendo nel reato falso ideologico in atto pubblico.

In pratica, come detto sino a questo momento, nessuno può essere costretto ad incriminarsi da solo. Di conseguenza, anche nel caso dell’autocertificazione Covid, secondo le più recenti sentenze, non si può essere costretti a dire la verità.

Quando c’è l’obbligo di dire la verità alla polizia?

Mentire alla polizia è reato tutte le volte in cui hai assistito a un reato o, comunque, puoi fornire informazioni utili per le indagini senza essere coinvolto direttamente nel crimine.

In pratica, se sei indagato non hai mai l’obbligo di dire la verità, potendo quindi mentire impunemente; al contrario, se sei una persona informata sui fatti (cioè, una persona che può riferire circostanze utili ai fini delle indagini), allora hai l’obbligo di essere sincero con le autorità, pena il reato di favoreggiamento personale o di false informazioni al pubblico ministero.

La persona informata sui fatti è un possibile testimone: se le indagini preliminari dovessero terminare con un rinvio a giudizio, il pubblico ministero potrà convocare la persona informata sui fatti davanti al giudice per deporre in qualità di testimone.

Può succedere che la persona informata sui fatti, ingenuamente, riferisca circostanze da cui emerge la propria responsabilità penale. E infatti, mentre l’indagato ha diritto all’avvocato prima di essere sottoposto a interrogatorio e può rifiutarsi di parlare, la persona informata sui fatti non ha diritto al difensore, né può tacere. Cosa succede in questi casi?

Secondo la legge [5], se davanti alla polizia giudiziaria una persona non imputata o non indagata rende dichiarazioni dalle quali emergono indizi di colpevolezza a suo carico, l’autorità procedente ne interrompe l’esame, avvertendola che a seguito di tali dichiarazioni potranno essere svolte indagini nei suoi confronti e la invita a nominare un difensore. Le precedenti dichiarazioni non possono essere utilizzate contro la persona che le ha rese.

Insomma: se la polizia ti vuole sentire come persona informata sui fatti ma, nel corso della narrazione, si evince che in realtà potresti essere accusato anche tu del reato per cui si indaga, allora la polizia deve interrompere immediatamente l’esame e invitarti a nominare un difensore in quanto, a seguito di quanto raccontato, anche tu potresti essere sottoposto a indagini. Ciò che è stato detto fino a quel momento, però, non potrà essere utilizzato contro di te. Facciamo un esempio.

Mario si trovava davanti al bar dove, qualche giorno prima, sono state ferite alcune persone durante una rissa. Poiché qualcuno ha fatto il suo nome, la polizia lo convoca in questura in qualità di persona informata sui fatti. Durante la sua narrazione, però, si evince che Mario non si è limitato ad assistere, ma ha inizialmente preso parte alla colluttazione, per poi tirarsene fuori subito dopo. La polizia deve dunque interrompere l’esame e invitare Mario a nominare un avvocato in quanto, a seguito delle sue dichiarazioni (comunque non utilizzabili contro di lui), egli potrebbe rivestire la qualità di indagato.

Mentire alla polizia: quando è legale?

Mentire alla polizia è legale tutte le volte in cui si è sospettati di aver commesso un reato: in questo caso, la legge tutela la persona indagata consentendole di non rispondere alle domande oppure di mentire per difendersi.

Una volta assunta la qualità di indagato, inoltre, si ha sempre diritto a un avvocato, il quale dovrà obbligatoriamente assistere a ogni interrogatorio.

La legge consente eccezionalmente di mentire alla polizia per salvare un proprio congiunto [6]. Ad esempio, il padre che mente alla polizia per salvare il figlio da un’accusa di spaccio, dichiarando che la droga trovata in casa è solo per uso personale, non potrà essere incriminato per favoreggiamento personale, in quanto ha agito mosso dalla solidarietà naturale che intercorre tra persone unite da un legame di sangue o sentimentale.

Per legge, per prossimi congiunti [7] si intendono gli ascendenti (nonni e genitori), i discendenti (figli e nipoti), il coniuge, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, i fratelli, le sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti.

Secondo la Corte di Cassazione [8] tra i prossimi congiunti per i quali mentire è lecito devono essere fatti rientrare anche i conviventi.

Mentire alla polizia: quando è reato?

In sintesi, è reato mentire alla polizia quando si acquisisce la qualità di persona informata sui fatti, cioè di persona che è in grado di aiutare le autorità con la propria deposizione. In questo caso, è reato non solo mentire, ma anche rifiutarsi di collaborare, magari tacendo su circostanze note.

Esiste poi tutta un’altra serie di ipotesi in cui mentire è reato, a prescindere dall’intervento della polizia. Per approfondire questo argomento, ti consiglio la lettura dell’articolo dal titolo Quando una bugia è reato.


note

[1] Art. 651 cod. pen.

[2] Art. 495 cod. pen.

[3] Art. 64 cod. proc. pen.

[4] Gup Reggio Emilia, 11 marzo 2021; Gup Milano, 25 marzo 2021.

[5] Art. 63 cod. proc. pen.

[6] Art. 384 cod. pen.

[7] Art. 307 cod. pen.

[8] Cass., sez. un., sent. n. 10381 del 17 marzo 2021.

Autore immagine: canva.com/


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