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Passare da co.co.pro. a lavoro dipendente: quanto è possibile?

13 marzo 2014


Passare da co.co.pro. a lavoro dipendente: quanto è possibile?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 marzo 2014



Sono stato assunto con contratto a progetto; esiste qualche clausola che mi permetta, anche fra qualche anno, di passare a un contratto a tempo indeterminato?

La legge ha stabilito che le collaborazioni coordinate a progetto devono essere riconducibili a uno o più progetti o programmi di lavoro o fasi di esso determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato.

Il co.co.pro. si trasformerà, come sanzione per il datore di lavoro, in un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato nel caso in cui:

a) la collaborazione coordinata e continuativa sia instaurata senza l’individuazione di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso;

b) qualora, durante lo svolgimento del rapporto, si sia venuto a configurare un rapporto di subordinazione (ad esempio, perché manca la necessaria autonomia nello svolgere il progetto);

c) quando l’attività del collaboratore ha ad oggetto mansioni uguali a quelle eseguite dai dipendenti del datore di lavoro (leggi l’articolo “Il nuovo co.co.pro. dopo la riforma Fornero 2012”).

Fuori da queste ipotesi non esiste una norma legislativa che preveda la trasformazione automatica delle collaborazioni a progetto in un rapporto di lavoro subordinato.

Bisogna poi fare una distinzione tra proroga del contratto già in essere e ancora pendente, e rinnovo dello stesso. Distinguiamo le due ipotesi.

Quando è possibile rinnovare il contratto di lavoro a progetto

In merito alla possibilità di rinnovo del contratto di lavoro a progetto, secondo l’interpretazione effettuata dalla circolare del ministero del Lavoro [1] “analogo progetto o programma di lavoro può essere oggetto di successivi contratti di lavoro con lo stesso collaboratore. Quest’ultimo può essere a maggior ragione impiegato successivamente anche per diversi progetti o programmi aventi contenuto del tutto diverso.

Tuttavia i rinnovi, così come i nuovi progetti in cui sia impiegato lo stesso collaboratore, non devono costituire strumenti elusivi dell’attuale disciplina. Ciascun contratto di lavoro a progetto deve pertanto presentare, autonomamente considerato, i requisiti di legge.

La proroga ingiustificata e il rinnovo per un progetto identico non sono possibili e possono determinare l’irregolarità del contratto. Infatti, il rinnovo che abbia ad oggetto un progetto identico al precedente costituisce un indice rivelatore della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato

Quando è possibile prorogare il contratto di lavoro a progetto

Il co.co.pro. può essere prorogato nei seguenti casi:

1. qualora il risultato pattuito non sia stato raggiunto (in tutto o in parte) nel termine fissato [2];

2. qualora il contratto abbia ad oggetto un’attività di ricerca scientifica e la stessa venga ampliata per temi connessi o prorogata nel tempo [3]. Nell’ambito delle attività di ricerca scientifica, è, pertanto, previsto un automatico “ampliamento” dello stesso progetto, legittimando la prosecuzione dell’attività del collaboratore senza particolari formalità [4];

3. nell’ipotesi di gravidanza della lavoratrice a progetto. Ove ricorra tale circostanza, tuttavia, la proroga non è automatica, ma è necessario verificare se il progetto risulti ancora attuale e conseguibile. In ogni caso, la proroga prevista dalla legge è di 180 giorni, salva più favorevole disposizione del contratto individuale [5].

4. Non è invece prevista la proroga del contratto in caso di malattia o infortunio. Si dispone solo la sospensione del rapporto. Tuttavia, le parti possono decidere di regolare diversamente gli effetti della malattia o dell’infortunio nel contratto individuale [6], potendo per esempio prevedere una proroga della durata del contratto di lavoro a progetto.

Al di fuori dei casi considerati, la proroga del contratto a progetto (realizzata per un progetto identico a quello precedente) costituisce un significativo indizio dell’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato e, pertanto, potrebbe comportare la sanzione della trasformazione del co.co.pro. in contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato [7].

note

[1] Min. Lavoro, circ. n. 1/2004.

[2] Min. Lav. circ. 8 gennaio 2004, n. 1, punto 4; Min. Lav. circ. 29 gennaio 2008, n. 4.

[3] Art. 61, co. 2 bis, introdotto dall’art. 7, L. n. 99/2013.

[4] Min. Lav. circ. 29 agosto 2013, n. 35.

[5] Art. 66, co. 3, D.Lgs. n. 276/2003.

[6] Art. 66, co. 2, D. Lgs. n. 276/2003.

[7] Min. Lav. Circ. n. 4/2008.

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. salve, mi crea perplessità il punto seguente :analogo progetto o programma di lavoro può essere oggetto di successivi contratti di lavoro con lo stesso collaboratore. Cosa vuol dire, che se a termine del progetto l’azienda pubblica o privata può ricorrere allo stesso collaboratore per attivare un contratto senza ricorrere ad un selezione?

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