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Lo sai che? Animali e condominio: l’assemblea può limitare il diritto di tenere animali in casa?

Lo sai che? Pubblicato il 20 gennaio 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 gennaio 2012

Legittimo il divieto assoluto di detenere animali nel condominio, solo se presente fin dall’inizio nel regolamento contrattuale o stabilito dall’assemblea all’unanimità.

Sempre più frequenti sono le liti condominiali che hanno come protagonisti gli animali domestici, motivo di discordia per i cattivi odori nelle scale, i bisogni nell’ascensore, i guaiti notturni, ma anche responsabili o vittime di episodi di violenza tra vicini.

Nel 2011, sono stati circa 3500 gli animali (cani e gatti) avvelenati in condominio. Non tutti sanno, però, che uccidere un animale (anche con la classica polpetta avvelenata) è un reato punito con la reclusione fino a diciotto mesi [1].

Le assemblee condominiali si sono così attrezzate con regolamenti sempre più restrittivi, per non dire ostili, talvolta contrari alla possibilità di tenere animali all’interno del condominio.

Tendenza più che comprensibile. Ma sarà anche legittima?

La proprietà è un diritto che solo la legge può limitare, spesso per tutelare i diritti altrui [2]. Così, ad esempio, nessuno in generale può vietare di tenere un cane in casa; ma se quest’ultimo di notte abbaia tanto da svegliare il vicino, superando tale rumore la normale tollerabilità, il diritto di proprietà trova una limitazione perché viola quello dell’altro [3].

Inoltre, se un animale reca danno materiale ad altra persona, il padrone è tenuto a risarcire tale danno [4]. È previsto perfino l’arresto, fino a 3 mesi, per chi incita o non impedisce al proprio animale di disturbare il riposo delle persone [5].

Ma basterà tutto questo a giustificare la previsione, in un regolamento condominiale, del divieto assoluto di detenere animali in appartamento?

È bene sapere innanzitutto che esistono due tipi di regolamento condominiale. C’è quello contrattuale, che viene formulato dal costruttore ed approvato, proprio come un contratto, da ogni condomino all’atto dell’acquisto dell’appartamento. C’è poi quello assembleare, che invece viene approvato a maggioranza dagli stessi condomini.

Se il divieto di detenzione di animali è contenuto in un regolamento contrattuale, esso è legittimo perché il proprietario dell’animale è stato nella condizione di conoscere sin dall’inizio (cioè all’atto dell’acquisto dell’immobile) tale divieto e di scegliere se accettare o meno il contratto di compravendita. Pertanto, una volta che egli aderisca al regolamento sarà obbligato a rispettarlo in tutte le sue parti [6], sempre che queste siano espresse in modo chiaro e assolutamente non generico [7].

Invece, se il divieto viene introdotto in un momento successivo, quindi con un regolamento assembleare, allora è necessaria l’approvazione all’unanimità di tutti i condomini

[8], posto che non è possibile limitare il diritto di proprietà senza il consenso del suo titolare (il proprietario di ogni appartamento).

L’assemblea potrebbe, per esempio, vietare l’ingresso di animali nell’ascensore, ma solo a condizione che tale limitazione venga accompagnata dalla descrizione del male che si intende evitare (come sporcare nelle parti comuni). Di contro, se un condomino è accompagnato da un “cane guida” di certo non gli si può impedire l’suo dell’ascensore: una limitazione in questo senso sarebbe pertanto illegittima.

In conclusione, è possibile inserire il divieto assoluto di detenere animali nel condominio, ma a condizione che tale regola sia presente fin dall’inizio nel regolamento contrattuale o se approvata dall’assemblea, all’unanimità, in un momento successivo [9]. Diversamente tale clausola è nulla e quindi, anche se prevista dal regolamento, non è applicabile [10].

di ALESSIA PRIMAVERA

 

 


note

[1] Art. 544-bis c.p.

[2] Art. 42, Cost., nonché art 832 c.c.

[3] Ad esempio, il Tribunale di Milano (sent. del 28.05.1990) ha ritenuto che “in caso di regolamento condominiale che vieti tassativamente di recare disturbo ai vicini con rumori di qualsiasi natura, il continuo abbaiare di tre cani pastore ed il suono di una batteria configurano sia la lesione di tale norma regolamentare, che la violazione dell’art. 844 c. c. (che vieta le immissioni di rumori che superino la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi)”.

[4] Art 2052 c.c.

[5] Art. 659 c.p.

[6] Cass. SS. UU. sent. n. 3705/11.

[7] Cass. SS. UU. sent. n.16832/09.

[8] Di segno contrario: Cass. SS. UU. sent. n. 899/1972: “È inesistente il divieto giuridico di tenere cani in condominio. Il regolamento condominiale che contenga una norma contraria è limitativo del diritto di proprietà, quindi giuridicamente nullo. L’assemblea condominiale non può deliberarlo”.

[9] Art. 1136 c.c.., ma v. anche Cass. Civ., sent. n. 11281/98.

[10] Cass. Civ., Sez. II, sent. n.12028/1993.


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