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Da quando decorre la prescrizione di un credito?

28 Marzo 2021
Da quando decorre la prescrizione di un credito?

Inizio del calcolo di prescrizione: da quale giorno? Come si calcola la prescrizione?

In un precedente articolo abbiamo visto quando si prescrive un credito. Ora spiegheremo invece da quando decorre la prescrizione di un credito. I due argomenti sono strettamente connessi e di pari importanza. Difatti ha poco senso stabilire, ad esempio, che un debito si cancella dopo cinque anni o dopo sei mesi se non si sa il momento a partire dal quale inizia tale calcolo. È chiaro dunque che la prescrizione può slittare in avanti o in dietro se la decorrenza del termine viene posticipata o anticipata. 

Ma chi decide da quando decorre la prescrizione di un credito? Non di certo il creditore o il debitore: è la legge a definire inderogabilmente tutta questa disciplina. E lo fa, in modo generale, con gli articoli del codice civile che partono dal 2934 e finiscono al 2963: in tutto ben 29 articoli. Una disciplina quindi molto complessa e a volte particolareggiata: basti pensare che non tutti i crediti hanno lo stesso termine di prescrizione. Difatti, sebbene la regola prevede che la prescrizione si compie in 10 anni, sono previste numerosissime eccezioni. Si va dai sei mesi per il debito relativo al pernottamento in un hotel ai 5 anni per le spese condominiali. 

Se vuoi conoscere tutti i termini di prescrizione ti invito a leggere lo schema in questo articolo Prescrizione dei crediti.

Detto ciò, vediamo più nel dettaglio, da quando decorre la prescrizione di un credito.

Cos’è la prescrizione?

Partiamo dal definire, in termini brevi e concisi, cos’è la prescrizione (per maggiori chiarimenti rinviamo ai link che abbiamo indicato in apertura di questo articolo). La prescrizione è il termine entro il quale il diritto del creditore deve essere esercitato. Se ciò non avviene, il creditore non può più rivolgersi a un giudice per ottenere tutela, il che equivale – nei fatti – a dire che tale diritto cessa, scompare per sempre e, conseguentemente, il debitore viene liberato da ogni obbligo. Quindi, ad esempio, dire che un credito si prescrive in tre anni significa che, se in tale termine, il creditore non chiede il pagamento, il debitore non deve più pagare. 

Inizio del calcolo della prescrizione

L’articolo 2935 del codice civile stabilisce che il termine di prescrizione inizia a decorrere «dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere» ossia da quando il creditore può riscuotere il proprio credito o, in caso di inadempimento, esigerlo tramite il ricorso al giudice. È questo il momento da cui decorre la prescrizione. 

La «possibilità» di riscuotere il credito cui la norma fa riferimento è quella di carattere giuridico. Pertanto, ad esempio, se un contratto prevede che il pagamento per un abbonamento debba avvenire non prima della fine di ogni mese, è da questo giorno che inizia a decorrere la prescrizione. Non rilevano quindi gli impedimenti pratici o di altra natura: quindi non importa se il creditore non può riscuotere il denaro in quanto all’estero o perché ignora l’identità del suo debitore o perché il suo commercialista ha ritardato l’emissione della fattura. Il che equivale a dire che se il creditore dimentica di esigere il pagamento o semplicemente fa ritardo nell’informare il debitore circa somma da pagare, la prescrizione inizia a decorrere lo stesso.

Facciamo il caso delle utenze domestiche. Il termine di prescrizione decorre dalla fine di ogni mese perché è da questo momento che, per contratto, il creditore può esigere il pagamento e il debitore è tenuto a pagare, a prescindere dal fatto che quest’ultimo non sappia ancora quanto è l’importo da versare. Risultato: la prescrizione inizia a decorrere anche se la bolletta non è stata ancora inviata o se, per una ragione o per un’altra, non arriva a destinazione. 

Nel caso di un contratto, per il quale il pagamento debba avvenire solo dopo l’esecuzione della prestazione, la prescrizione inizia a decorrere da quando tale prestazione è stata integralmente resa, a prescindere poi dalla data in cui materialmente la fattura viene comunicata. 

Insomma, ciò che rileva è il momento in cui il creditore può chiedere il pagamento, indipendentemente dal fatto che l’abbia chiesto o meno. Quindi, se una persona può chiedere un pagamento ma non lo fa o dimentica di farlo, la prescrizione inizia a decorrere lo stesso.

Se un contratto subordina il pagamento a una condizione o un termine iniziale, la prescrizione decorre non appena detta condizione o termine si sono compiuti perché, prima di tale momento, il creditore non potrebbe esigere l’adempimento.

Nel caso delle cartelle esattoriali, la prescrizione inizia a decorrere dopo la scadenza dei 60 giorni dalla loro notifica perché è da questo momento che l’Esattore può avviare le pratiche di riscossione. 

Nel caso di atto illecito – ad esempio la rottura di un tubo che determina l’allagamento dell’appartamento del vicino o un incidente stradale – la prescrizione inizia a decorrere dal momento in cui si verifica il danno o da quando il danneggiato ne viene a conoscenza.

Attenzione però: il termine di prescrizione può essere interrotto da una qualsiasi diffida scritta con cui il creditore esige il pagamento. In tal caso, il termine si azzera e inizia a decorrere nuovamente da capo, per un periodo di pari durata rispetto a quello precedente. Ad esempio basterebbe una raccomandata a/r o una Pec per far sì che la prescrizione si interrompe.

Come si calcola il termine di prescrizione

La prescrizione si verifica quando è compiuto l’ultimo giorno del termine. Si calcolano tutti i giorni compresi tra quello iniziale e quello finale, anche se festivi. Il giorno iniziale non si calcola, ma si calcola quello finale. Pertanto la prescrizione si verifica con lo spirare dell’ultimo istante del giorno finale (alla mezzanotte).

Se il termine scade in giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo.

La prescrizione a mesi si verifica nel mese di scadenza e nel giorno di questo corrispondente al giorno del mese iniziale.

Se nel mese di scadenza manca tale giorno, il termine si compie con l’ultimo giorno dello stesso mese.



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