I social ci spieranno così per il Fisco

29 Marzo 2021 | Autore:
I social ci spieranno così per il Fisco

Da Facebook e Google ad Amazon avranno l’obbligo di comunicare alle Entrate i dati su chi e quanto guadagna su Internet.

Tempi duri in arrivo per chi pensa di guadagnare online senza farlo sapere all’Agenzia delle Entrate. Nei giorni scorsi, è stata approvata dai ministri delle Finanze dell’Ue la direttiva europea che prevede lo scambio di dati tra i colossi di Internet (da Facebook e Google) e il Fisco, la cosiddetta Dac7. In pratica, tutto ciò che c’è da sapere su chi utilizza il web come fonte di guadagno verrà trasmesso in automatico dalle piattaforme online alle Entrate. La data di partenza sarà il 1° gennaio 2023, perché gli Stati membri dell’Unione dovranno recepire la direttiva entro la fine del 2022. Obiettivo: recuperare complessivamente circa 30 miliardi di euro nei 27 Paesi.

A «dare le soffiate» al Fisco, dunque, ci penseranno Facebook e Google, ma anche Instagram, Amazon o Airbnb. L’obbligo di comunicazione, infatti, interessa «qualsiasi software, compresi i siti web o parte di essi e le applicazioni, accessibile agli utenti che consente ai venditori di essere collegati con altri utenti allo scopo di svolgere, direttamente o indirettamente, un’attività per tali utenti». Sono esclusi i software che consentano esclusivamente di:

  • trattare i pagamenti relativi alle attività;
  • catalogare o pubblicizzare un’attività;
  • reindirizzare o trasferire gli utenti verso una piattaforma.

Le piattaforme racconteranno al Fisco chi è che fa i soldi online e quanti ne fa, fornendo delle informazioni anche sulle transazioni realizzate dagli utenti all’interno dell’Unione.

Nella pratica, le attività sulle quali i social o le piattaforme web punteranno gli occhi sono quelle relative a:

  • locazione di immobili, compresi quelli residenziali o commerciali e gli spazi di parcheggio;
  • servizi personali;
  • vendita di beni;
  • noleggio di qualsiasi tipo di mezzo di trasporto.

Le informazioni che verranno trasferite obbligatoriamente al Fisco sono:

  • nome, sede legale e codice fiscale della piattaforma con obbligo di comunicazione;
  • nome e cognome del venditore se persona fisica o ragione sociale se entità;
  • indirizzo principale;
  • eventuale codice fiscale del venditore o luogo e data di nascita se persona fisica;
  • numero di registrazione dell’attività del venditore, se è un’entità;
  • numero di partita Iva, se disponibile;
  • identificativo del conto finanziario su cui viene versato o accreditato il corrispettivo, se conosciuto dalla piattaforma;
  • qualsiasi altra informazione relativa al conto e al suo titolare, soprattutto se diverso dal venditore;
  • Stato membro in cui è residente il venditore;
  • corrispettivo totale versato o accreditato per ogni trimestre e numero di attività per le quali è stato versato o accreditato il corrispettivo;
  • eventuali diritti, commissioni o imposte trattenute dalle piattaforme.

Inoltre, per quanto riguarda l’affitto degli immobili, verranno comunicati al Fisco:

  • l’indirizzo di ogni proprietà e, se disponibile, il numero di iscrizione al catasto;
  • corrispettivo totale versato o accreditato per ogni trimestre e numero di attività per le quali è stato versato o accreditato il corrispettivo;
  • il tipo di ciascuna proprietà e il numero dei giorni di locazione.

Le informazioni verranno raccolte dall’autorità fiscale e condivise con gli altri Paesi europei. Le autorità di ogni Stato potranno accedere ai dati comunicati ed inseriti in un registro centrale che verrà creato dalla Commissione europea.

Ci sarà l’obbligo per le piattaforme che hanno sede fuori dall’Unione di registrarsi in uno Stato membro a cui invieranno le informazioni. Chi non dovesse rispettare quest’obbligo rischia pesanti sanzioni e, se il caso, la sospensione dall’accesso al mercato.



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