Verso l’assunzione di 50mila docenti precari

29 Marzo 2021 | Autore:
Verso l’assunzione di 50mila docenti precari

Governo al lavoro per evitare un altro boom di supplenze a settembre. Con le difficoltà a convocare concorsi in tempo utile, ecco il piano del ministero.

Il Governo è deciso ad abbattere drasticamente il numero dei precari nelle scuole. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha chiesto al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, di mettere a punto un piano per evitare che a settembre nelle aule ci sia un altro eccesso di supplenti, come successo all’inizio dell’anno scolastico in corso (erano in 200mila).

Si parla, dunque, di assumere tra 50mila e 60mila precari. Andranno ad inserirsi nell’organico stabilito dal ministero pochi giorni fa, che prevede 620.623 cattedre comuni, 106.170 insegnanti di sostegno, e 14.142 adeguamenti alle situazioni di fatto. Tra i posti rimasti vacanti e quelli per coprire nuove esigenze, il fabbisogno arriva a circa 60mila docenti ai quali occorrerebbe sommare i 27.500 posti che a settembre resteranno vuoti per i pensionamenti. Totale: quasi 90mila unità.

Per reperire questi nuovi insegnanti, oggi, c’è a disposizione soltanto il concorso straordinario semplificato, introdotto dall’ex ministra Lucia Azzolina ed in attesa dei nomi dei 32mila vincitori di una cattedra. Resterebbero, appunto, circa 60mila posti da coprire, probabilmente anche 10mila in meno per gli ingressi in graduatoria previsti per quest’anno. A causa del Covid, la procedura per gli altri concorsi ordinari è stata rallentata, quindi non si farebbe, comunque, in tempo a reperire i docenti necessari da qui a settembre. Significa che bisognerà trovare un’altra soluzione.

Qualche idea il Governo ce l’ha già. Una prima ipotesi riguarda lo sblocco della mobilità e l’eliminazione del vincolo dei 5 anni. Draghi e Bianchi valutano la possibilità di convocare un corso-concorso semplificato che punti sui titoli di servizio per coinvolgere chi vive da tempo nel precariato. Consisterebbe in un anno di formazione e la successiva immissione in ruolo a partire dall’anno scolastico 2022-2023. Accanto a questo, si pensa anche al rinvio di un anno della mobilità e alla conferma di tutti i precari sui posti occupati ad oggi.

Infine, e per evitare possibili piogge di ricorsi, si vorrebbero stabilizzare i precari in ordine di graduatoria.

I numeri del precariato nella scuola italiana sono ancora importanti, soprattutto tra i giovani: il 78% dei docenti sotto i 35 anni ha un contratto a tempo determinato. Negli altri Paesi europei, si ha una media del 33%. E non è che superando i 35 anni il problema si risolve: tra quella soglia di età e i 49 anni, i precari sono circa il 18% dei docenti. Insomma, quasi uno su cinque.

Rilevante anche il fatto che in Italia, a differenza di altri Stati dell’Unione europea, si registra contemporaneamente una mancanza della domanda di insegnamento ed un eccesso di offerta di docenti. Le carenze si fanno sentire soprattutto al Nord e, in particolare, in scienze, matematica, tecnologia, ingegneria e lingue straniere.



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2 Commenti

  1. Ce lo auguriamo tutti perché molti per ottenere punteggio si accontentano di lavorare a cifre bassissime e le scuole private lo sanno bene così se ne approfittano e segnano più ore con stipendio molto basso. Ma lo scopo è cercare di entrare in graduatoria con un punteggio decente e prendere il posto statale per l’insegnamento

  2. Parliamoci chiaro, visti i tempi del Covid anche facendo la didattica a distanza molti insegnanti si evitano viaggi dall’altra parte della città o in altre regioni per ottenere le supplenze e invece a causa della pandemia, almeno si evitano trasferimenti e si fa lezione online. Speriamo che presto possano stabilizzare gli insegnanti

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