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Recupero crediti da lavoro dipendente

3 Agosto 2021
Recupero crediti da lavoro dipendente

Il pagamento dello stipendio mensile costituisce la principale obbligazione del datore di lavoro.

Sei un lavoratore subordinato di un’impresa di pulizie. Il contratto collettivo applicato al tuo rapporto di lavoro prevede che lo stipendio mensile ti debba essere erogato entro il giorno 27 del mese ma sono ormai diversi mesi che non ricevi alcun accredito. Ti chiedi cosa puoi fare per ottenere quanto ti spetta. Come recuperare i crediti da lavoro dipendente?

Il contratto di lavoro, come tutti i rapporti contrattuali a prestazioni corrispettive, prevede obblighi reciproci tra le parti. Il lavoratore deve svolgere la prestazione prevista nel contratto e il datore di lavoro deve erogare mensilmente la retribuzione. Cosa fare in caso di mancato pagamento dello stipendio? In queste circostanze, occorre procedere con il recupero crediti da lavoro dipendente.

Per recuperare i crediti da lavoro dipendente è possibile avviare, innanzitutto, un’interlocuzione diretta con il datore di lavoro. Se, tuttavia, il tentativo bonario non sortisce effetti occorre procedere con l’avvio della procedura prevista dalla legge per il tramite di un avvocato. Ma andiamo per ordine.

Cos’è l’obbligazione retributiva?

Il contratto di lavoro subordinato [1] si fonda su uno scambio tra lavoro e retribuzione. Il lavoratore, infatti, con la stipula del contratto, si impegna a svolgere la prestazione lavorativa prevista nel contratto a favore del datore di lavoro, nel rispetto delle istruzioni e delle direttive fornite dall’impresa. Il datore di lavoro, come corrispettivo per l’attività lavorativa svolta, si impegna ad erogare al lavoratore la retribuzione mensile pattuita.

Nel nostro ordinamento, lo stipendio mensile viene pattuito dalle parti nella lettera di assunzione ma esiste una soglia minima sotto la quale non è possibile scendere. I contratti collettivi di lavoro, infatti, determinano i cosiddetti minimi salariali sulla base del livello di inquadramento del dipendente. Ne consegue che le parti non possono accordarsi per il pagamento di una retribuzione inferiore a tale soglia.

Quando va pagato lo stipendio mensile?

Per quanto concerne le tempistiche di pagamento della retribuzione, in linea generale, il corrispettivo deve essere pagato quando il soggetto obbligato ha realizzato l’opera o il servizio previsto nel contratto. Ne consegue che, avendo lo stipendio mensile ad oggetto la prestazione di lavoro erogata nel mese, la retribuzione dovrebbe essere pagata alla fine del periodo di paga, ossia, a fine mese. Sono, tuttavia, i Ccnl a stabilire il momento in cui occorre versare lo stipendio, prevedendo, nella gran parte dei casi, l’obbligo di accreditare la retribuzione i primi 5 giorni del mese oppure il giorno 27 di ogni mese.

Crediti retributivi: cosa sono?

I crediti retributivi sono le somme spettanti al lavoratore non ancora versate dal datore di lavoro. Nei crediti retributivi rientra, innanzitutto, lo stipendio mensile ma anche ogni altra somma alla quale il dipendente ha diritto in base alla legge, al Ccnl e al contratto individuale di lavoro (bonus, prestazioni erogate dall’Inps per il tramite del datore di lavoro, indennità, etc.). In alcuni casi, il datore di lavoro omette di pagare al lavoratore le somme a lui spettanti nei tempi previsti dalla legge, dal Ccnl o dalla prassi aziendale.

Crediti retributivi: come recuperarli?

In caso di mancato pagamento da parte del datore di lavoro delle somme dovute, il lavoratore può agire in diversi modi. Innanzitutto, è possibile chiedere chiarimenti e sollecitare il pagamento in via bonaria, rivolgendosi all’ufficio delle risorse umane anche per comprendere il motivo del ritardo. Se, tuttavia, questo tentativo non produce effetti, è necessario ricorrere ad altri metodi. In primo luogo, è possibile inviare un sollecito di pagamento formale scritto da un sindacato oppure da un avvocato. In questo modo, il datore di lavoro comprenderà che, in caso di mancato pagamento, il lavoratore non resterà inerme ma agirà per le vie legali.

Se anche questo tentativo non produce effetti, occorre affidare ad un legale il mandato a procedere al recupero forzoso del credito tramite la procedura esecutiva prevista dalla legge in caso di insolvenza del creditore.

Crediti retributivi: entro quando occorre agire?

Al fine di dare certezza ai rapporti giuridici, la legge prevede che il diritto del creditore ad ottenere il pagamento del proprio credito è soggetto a dei termini di prescrizione. Nel caso del lavoratore, i crediti retributivi si prescrivono in cinque anni dalla data in cui il dipendente aveva diritto al pagamento. Occorre, tuttavia, considerare che, nel corso di svolgimento del rapporto di lavoro, il lavoratore potrebbe essere indotto a non far valere i propri diritti per timore di ritorsioni. Per questo, nei rapporti di lavoro per i quali non è prevista la tutela reintegratoria in caso di licenziamento illegittimo, la prescrizione dei crediti da lavoro resta sospesa fino alla cessazione del rapporto di lavoro e il termine quinquennale per agire inizia a decorrere dalla data in cui il rapporto cessa.


note

[1] Art. 2094 cod. civ.


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