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4 trucchi per pagare meno tasse da dipendenti

3 Agosto 2021
4 trucchi per pagare meno tasse da dipendenti

I lavoratori subordinati possono alleggerire il carico fiscale seguendo alcuni accorgimenti.

L’anno scorso, anche grazie agli straordinari, hai guadagnato molti più soldi del solito. In fase di presentazione della dichiarazione dei redditi, tuttavia, ti sei reso conto che sei costretto a spendere una fetta importante delle tue entrate per pagare le tasse sul reddito allo Stato. Vuoi, dunque, cercare di capire come fare per ridurre il carico fiscale.

L’Italia è uno dei Paesi con la pressione fiscale più elevata. I lavoratori dipendenti, peraltro, sono i soggetti maggiormente esposti al carico fiscale poiché versano le tasse alla fonte. Per questo, nel presente articolo, vi proporremo 4 trucchi per pagare meno tasse da dipendenti. Si tratta di piccoli accorgimenti che consentono, nel pieno rispetto delle leggi, di alleggerire il peso del Fisco sul proprio stipendio intervenendo, talvolta, sulla base imponibile fiscale e, in altri casi, riducendo l’importo che deve essere versato allo Stato a titolo di imposta sul reddito.

Irpef: cos’è?

Irpef è l’acronimo di imposta sul reddito delle persone fisiche. Si tratta di una imposta progressiva per scaglioni che deve essere versata da tutti i contribuenti che, nel periodo di imposta, abbiano ricevuto redditi da lavoro, da rendita o fondiari.

Essendo un’imposta progressiva, l’Irpef non grava su tutti i contribuenti in modo omogeneo. Infatti, l’aliquota fiscale che deve essere applicata sul proprio reddito non è costante ma aumenta con l’aumentare degli scaglioni di reddito, con le seguenti progressioni:

  • 23% fino a 15.000 euro;
  • 27% tra 15.001 euro e 28.000 euro;
  • 38% tra 28.001 euro e 55.000 euro;
  • 41% tra 55.001 euro e 75.000 euro;
  • 43% oltre i 75.000 euro

Ne deriva che chi percepisce redditi più alti pagherà un’imposta notevolmente maggiore rispetto a chi ha una situazione reddituale meno fortunata.

Irpef: come si applica ai lavoratori dipendenti?

Le modalità di prelievo dell’Irpef variano a seconda della tipologia di rapporto di lavoro. I lavoratori autonomi, infatti, pagano l’Irpef in modo autonomo, dopo aver calcolato il relativo importo in fase di dichiarazione dei redditi. I lavoratori dipendenti, invece, pagano l’Irpef mese per mese attraverso un’apposita ritenuta alla fonte sul proprio stipendio effettuata dal datore di lavoro in qualità di sostituto di imposta.

4 trucchi per pagare meno tasse da dipendenti

Non è possibile evitare di pagare l’Irpef ma è, senza dubbio, possibile cercare di ridurre il carico fiscale sul proprio reddito da lavoro adottando una serie di trucchi. Prima di entrare nel merito delle soluzioni che possono essere adottate, occorre evidenziare che, nel nostro sistema fiscale, esistono delle deduzioni e delle detrazioni fiscali che contribuiscono ad abbassare il carico fiscale.

Le deduzioni riducono direttamente la base imponibile su cui dovrà essere calcolata l’Irpef. Le detrazioni, invece, riducono direttamente l’ammontare dell’imposta che è stata calcolata.

Scegli le entrate esenti piuttosto che le entrate tassate

Nel nostro ordinamento, non tutti gli importi erogati dal datore di lavoro al dipendente sono tassati allo stesso modo. Innanzitutto, i rimborsi delle spese sostenute dal lavoratore sono del tutto esenti da tassazione.

Inoltre, sono privi di prelievo fiscale anche i seguenti emolumenti erogati al dipendente:

  • indennità di trasferta, nei limiti di 46,48 euro giornaliere per trasferte in Italia e  77,47 euro giornaliere per trasferte all’estero;
  • indennità per lavoratori trasfertisti, nei limiti del 50% dell’ammontare;
  • fringe benefit (buoni spesa, buoni carburante, welfare), nei limiti di 258,23 euro annui;
  • buoni pasto, entro il limite di 5,29 euro giornalieri per i buoni tradizionali elevato a 7 euro giornalieri per i buoni elettronici.

Scegli le spese deducibili

Le deduzioni fiscali sono delle spese, sostenute dal lavoratore durante il periodo di imposta, che vengono dedotte direttamente dalla base imponibile su cui viene calcolata l’Irpef, determinando una riduzione del prelievo fiscale.

Le spese deducibili (tra le altre) più ricorrenti sono le seguenti:

  • contributi previdenziali-assistenziali;
  • quote versate a fondi di previdenza complementare;
  • contributi versati per colf, badanti, babysitter etc.;
  • spese per adozione internazionale;
  • assegni mantenimento ex coniuge

Scegli le spese detraibili

Oltre agli oneri deducibili, la legge prevede che alcune spese possano essere (in tutto o in parte) detratte dalle tasse. In particolare, le spese detraibili più ricorrenti sono:

  • spese sanitarie;
  • spese per acquisto di medicinali;
  • spese per il pagamento degli interessi passivi del mutuo casa;
  • spese per ristrutturazioni;
  • spese per lo studio dei figli.

Richiedi la detrazione per carichi di famiglia

Il lavoratore dipendente, che ha dei familiari fiscalmente a carico, può chiedere al proprio datore di lavoro di applicare, direttamente in busta paga, un’apposita detrazione che viene calcolata sulla base del reddito complessivo e del numero dei familiari a carico. L’importo della detrazione aumenta in caso di famiglie numerose o di presenza di disabili in famiglia.



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