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Come ci si separa senza avvocato?

29 Marzo 2021
Come ci si separa senza avvocato?

Separazione e divorzio gratuito senza avvocato: quando e come è possibile?

È possibile separarsi e divorziare senza avvocato, ma solo a determinate condizioni e sempre che marito e moglie riescano a raggiungere un accordo su tutti gli aspetti del distacco. Trovata l’intesa, i due dovranno seguire una particolare procedura che consentirà loro di agire in autonomia, senza l’intermediazione di un difensore e con notevole riduzione dei tempi. Peraltro, l’intero procedimento è gratuito, a differenza invece di tutte le altre forme di separazione e divorzio.

Vediamo allora come ci si separa senza avvocato. Si tenga peraltro conto che quanto andremo a dire da qui in avanti sulla separazione vale anche per il caso di divorzio: anche per quest’ultimo è infatti concesso procedere senza avvocato. Allo stesso modo, si procede per la modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. Ma procediamo con ordine.

Quando ci si può separare senza avvocato

La legge n. 132 del 2014 consente a marito e moglie di separarsi e divorziare in Comune senza avvocato. Si tratta del cosiddetto accordo davanti al sindaco. I due devono presentarsi, di comune accordo, presso il Comune di residenza e lì procedere alla separazione innanzi al sindaco o all’ufficiale di Stato civile da questi delegato.

Si tratta di una forma di separazione consensuale che presuppone, appunto, un accordo su ogni aspetto della separazione.

Ci si può separare in Comune solo a tre condizioni:

  • si deve trattare di una separazione consensuale;
  • la coppia non deve avere figli minorenni, con handicap o non ancora autosufficienti;
  • l’accordo non può prevedere il trasferimento di diritti patrimoniali.

Vediamo più nel dettaglio questi tre requisiti.

Separazione consensuale

Il primo requisito per potersi separare in Comune è che entrambi i coniugi siano d’accordo sul procedere con la separazione e che, quindi, decidano di rivolgersi al sindaco piuttosto che al giudice e ai rispettivi avvocati. Non è quindi possibile separarsi in Comune se uno dei due coniugi non vuole o se non c’è un’intesa su tutti gli aspetti della separazione; se anche vi fosse disaccordo su un solo punto, non si potrebbe optare per tale procedura.

In assenza di accordo, l’unico modo per separarsi è in tribunale, dinanzi al giudice, con una regolare causa. 

Assenza di figli non autosufficienti

La coppia non deve avere figli o, se li ha, non devono essere: 

  • minorenni, 
  • portatori di handicap
  • maggiorenni ma non ancora autosufficienti. 

Quindi, in buona sostanza, gli eventuali figli della coppia devono avere già un proprio reddito stabile che consente loro di mantenersi da sé. 

Sono esclusi i figli avuti da precedenti unioni. Quindi, ad esempio, se una donna con un figlio di 5 anni avuto da una precedente unione si sposa e poi si separa, la presenza del bambino non è d’impedimento alla procedura in Comune.

Divieto di trasferimento di diritti

Nell’accordo che i coniugi andranno a firmare dinanzi al sindaco non devono essere contenuti patti relativi al trasferimento di beni mobili o immobili (testualmente si legge che è vietato il trasferimento di «diritti patrimoniali»). Quindi, ad esempio, non è possibile stabilire la divisione dell’arredo o di eventuali immobili. È escluso solo l’assegno di mantenimento la cui determinazione può rientrare nell’accordo. 

Questo non significa che la coppia non possa procedere alla divisione dei beni ma tali patti dovranno trovare ingresso in un atto separato e distinto rispetto a quello firmato in Comune. Tale atto separato potrà essere una scrittura privata o anche un atto notarile.

L’accordo non può invece prevedere il pagamento in un’unica soluzione (una tantum) dell’assegno periodico di divorzio, trattandosi di attribuzioni patrimoniali mobiliari o immobiliari. La legge infatti impone che spetti al tribunale valutare l’equità di un tale pagamento e tale controllo non può essere attribuito al sindaco all’esito di una procedura stragiudiziale: l’ufficiale dello stato civile, infatti, non può entrare nel merito della somma consensualmente decisa né della sua congruità.

Dove separarsi senza avvocato

La procedura si svolge innanzi al sindaco (quale ufficiale dello Stato civile) del Comune di residenza dei coniugi o del Comune presso cui è iscritto o trascritto l’atto di matrimonio. Il sindaco può anche delegare, per suo conto, un altro ufficiale di Stato civile.

Chi compare davanti al sindaco?

I coniugi devono personalmente concludere l’accordo davanti al sindaco. L’assistenza di un avvocato è facoltativa, per espressa precisazione di legge. Ma l’avvocato non può mai sostituire il proprio cliente che pertanto dovrà sempre essere fisicamente presente. Tuttavia, i coniugi possono avvalersi della rappresentanza di un procuratore speciale il quale svolga, in luogo del rappresentato, tutte le attività che questi dovrebbe porre in essere avanti all’autorità amministrativa.

Il sindaco deve rendere conto, nell’atto contenente l’accordo, dell’attività eventualmente resa dall’avvocato, la cui opera professionale non è qualificata dalla legge in termini di rappresentanza, dato il carattere personale della dichiarazione di ciascuno dei coniugi. L’ufficiale di stato civile riceve da ciascuna delle parti personalmente la loro dichiarazione di volontà.

Come separarsi senza avvocato

La procedura per separarsi in Comune senza avvocato passa attraverso due incontri.

In una prima occasione, i coniugi si presentano innanzi all’ufficiale di Stato civile per rilasciare una dichiarazione con cui manifestano la volontà di separarsi (o di divorziare). L’ufficiale dello stato civile, ricevute le dichiarazioni, invita i coniugi anche a comparire dinanzi a sé non prima di 30 giorni dalla ricezione per la conferma dell’accordo: se i coniugi non compaiono, l’accordo si intende non confermato. Nel secondo incontro, il sindaco o l’ufficiale di Stato civile compila l’atto contenente l’accordo (di separazione, di divorzio o di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio), lo sottoscrive e lo fa sottoscrivere alle parti.

Il sindaco è tenuto a recepire quanto concordato dalle parti nell’accordo, senza poter entrare nel merito della somma (quella prevista a titolo di assegno di mantenimento o divorzile) consensualmente decisa, né della sua congruità.

Il sindaco, dopo la conferma dell’atto da parte degli interessati, deve comunicare la sua avvenuta iscrizione nei registri di stato civile alla cancelleria del tribunale presso la quale sia eventualmente iscritta la causa concernente la separazione o il divorzio, oppure a quella del giudice davanti al quale furono stabilite le condizioni di divorzio o di separazione oggetto di modifica.

Quanto costa separarsi senza avvocato?

L’intera procedura appena descritta è gratuita. È dovuta solo una marca da bollo da 16 euro.



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