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Come si svolge la prima udienza di separazione?

29 Marzo 2021
Come si svolge la prima udienza di separazione?

Procedimento di separazione giudiziale: prima della causa, il Presidente del tribunale tenta la conciliazione e adotta i provvedimenti provvisori.

Ci sono, di solito, grande attesa, tremore ed agitazione in occasione di un procedimento di separazione. L’impatto col giudice, che di per sé non è mai facile, diventa ancora più problematico quando c’è da narrare un percorso di vita familiare doloroso. In tali casi, sapere ciò che attende i coniugi può essere d’aiuto per sgravarli dal peso di questa incognita, un’incognita che spesso neanche gli avvocati riescono ad alleggerire. È allora bene sapere come si svolge la prima udienza di separazione.

Come noto, la procedura di separazione dinanzi al giudice può essere di due tipi. C’è quella «consensuale», che si risolve in un’unica udienza e si sostanzia nella ratifica dell’accordo stilato dai coniugi in un momento precedente (di solito, tramite i rispettivi avvocati). E c’è la separazione «giudiziale» che è quella in cui marito e moglie si fanno causa affinché sia il giudice a definire tutti gli aspetti, patrimoniali e personali, conseguenti alla fine del matrimonio.

In questo secondo caso, la legge prevede una prima udienza dinanzi al Presidente del tribunale (cosiddetta «udienza presidenziale») allo scopo di fissare i provvedimenti provvisori che le parti dovranno rispettare in attesa della definizione del giudizio. In tal modo, si vuole evitare che, nelle more della procedura, le parti in gioco possano subire pregiudizi. Così, ad esempio, vengono definiti il pagamento di un importo mensile a titolo di mantenimento e la collocazione degli eventuali figli presso l’abitazione di uno dei due genitori. 

Ma come si svolge la prima udienza di separazione? Ecco alcune importanti indicazioni.

Il deposito del ricorso

Se per la separazione consensuale, marito e moglie possono anche decidere di affidarsi a un solo avvocato, per quella giudiziale è chiaramente necessario avere due difensori diversi, essendo diverse le posizioni.

La procedura inizia con il deposito di un ricorso di separazione da parte di uno dei due avvocati. È del tutto indifferente chi inizia la procedura.

Nei 5 giorni successivi al deposito del ricorso, il Presidente del tribunale fissa, con decreto, l’udienza di comparizione dei coniugi entro 90 giorni dal deposito del ricorso.

La fissazione dell’udienza davanti al Presidente

L’udienza si deve tenere davanti allo stesso Presidente oppure dinanzi ad altro Presidente di sezione o davanti a un giudice appositamente delegato.

Il decreto presidenziale deve indicare il termine entro il quale:

  • il ricorrente deve notificare all’altro coniuge copia autenticata del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza di comparizione;
  • il coniuge convenuto può depositare una memoria difensiva e i relativi documenti.

La difesa dell’altro coniuge

Il coniuge convenuto in giudizio, tramite il suo avvocato, deve predisporre una memoria difensiva nella quale:

  • espone i fatti e le proprie ragioni ponendo a fondamento le relative prove;
  • presenta i documenti necessari;
  • deve allegare le ultime dichiarazioni dei redditi, nella prassi generalmente sono richieste, almeno, quelle degli ultimi tre anni.

La prima udienza di separazione davanti al Presidente

All’udienza davanti al Presidente, i coniugi devono comparire personalmente con la necessaria assistenza dei propri avvocati difensori.

Se il ricorrente non compare (si ritiene: senza fondato motivo) oppure, comparendo all’udienza, dichiara di rinunciare alla separazione, la domanda di separazione non ha effetto.

Se, invece, il ricorrente non compare ma il suo avvocato dà atto di un legittimo impedimento dello stesso, il presidente può rinviare l’udienza ad un’altra data per consentire la comparizione del ricorrente.

Una volta constatata la presenza di entrambi i coniugi, il Presidente li sente personalmente e tenta tra di loro una conciliazione. Tale tentativo è ormai più formale che sostanziale, limitandosi a una mera dichiarazione di non voler trovare un accordo.

Il giudice sente separatamente i coniugi al fine di comprendere quali fatti hanno portato alla richiesta di separazione, quali motivi hanno reso intollerabile la convivenza.

Se il tentativo di conciliazione non riesce (com’è norma), il Presidente emette un’ordinanza in cui autorizza i coniugi a vivere separatamente e assume i provvedimenti temporanei e urgenti nell’interesse del coniuge e dei figli (di tanto parleremo a breve). Nello stesso tempo, nomina un giudice istruttore per la successiva prosecuzione del giudizio, per la raccolta delle prove, l’audizione dei testimoni e la decisione finale.

Prima della pronuncia dei provvedimenti provvisori, il presidente acquisisce le dichiarazioni dei redditi di entrambe le parti. Egli ha inoltre il potere di assumere, a istanza di parte o d’ufficio, qualsiasi mezzo di prova necessario per la definizione dei provvedimenti relativi ai figli minori.

Cosa si decide alla prima udienza di separazione?

Come anticipato, scopo della prima udienza del procedimento di separazione giudiziale è adottare quei provvedimenti temporanei che dovranno regolare i rapporti tra gli ex coniugi in attesa che esca la sentenza. Pertanto, tali provvedimento hanno ad oggetto:

  • l’affidamento dei figli (affidamento che, di norma, è «condiviso» e che consiste nel potere dei genitori di prendere le decisioni più importanti relative alla loro crescita, educazione ed istruzione);
  • la collocazione dei figli (ossia dove questi andranno materialmente a vivere in via prevalente);
  • l’assegnazione della casa coniugale in favore del coniuge presso cui i figli vanno a vivere;
  • la misura dell’assegno di mantenimento in favore dei figli e dell’ex coniuge.

Tali provvedimenti possono poi essere confermati dal giudice istruttore al termine della causa oppure modificati.

Reclamo contro i provvedimenti della prima udienza

Ciascuno dei coniugi può proporre reclamo contro i provvedimenti presidenziali con ricorso dinanzi alla Corte d’Appello entro 10 giorni dalla notifica del provvedimento.



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