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Rimborso spese sull’immobile in comunione ereditaria: Cassazione

29 Marzo 2021
Rimborso spese sull’immobile in comunione ereditaria: Cassazione

Rimborso per migliorie apportate da uno dei coeredi. Il caso dell’azione di collazione. 

Il coerede che sul bene comune da lui posseduto abbia eseguito delle migliorie può pretendere, in sede di divisione, il rimborso delle spese sostenute

Il coerede che sul bene comune da lui posseduto abbia eseguito delle migliorie può pretendere, in sede di divisione, non già l’applicazione dell’art. 1150 c.c. – secondo cui è dovuta un’indennità pari all’aumento di valore della cosa in conseguenza dei miglioramenti – ma, quale mandatario o utile gestore degli altri eredi partecipanti alla comunione ereditaria, il rimborso delle spese sostenute per il suddetto bene comune, esclusa la rivalutazione monetaria, trattandosi di debito di valuta e non di debito di valore.

Cassazione civile sez. II, 17/07/2020, n.15300 – Cassazione civile sez. II, 21/02/2019, n.5135

In sede di divisione di beni in comproprietà, le eventuali migliorie non modificano le quote

Il coerede che abbia migliorato i beni comuni da lui posseduti, pur non potendo invocare l’applicazione dell’art. 1150 c.c., che riconosce il diritto ad una indennità, può pretendere il rimborso delle spese eseguite per la cosa comune, le quali si ripartiscono al momento della attribuzione delle quote, secondo il principio nominalistico, dato che lo stato di indivisione riconduce all’intera massa i miglioramenti stessi.

Cassazione civile sez. II, 29/02/2016, n.3931 – Cassazione civile sez. VI, 28/06/2013, n.16364

Collazione e imputazione delle migliorie 

In tema di collazione ereditaria d’immobili, la deduzione per migliorie e spese ex art. 748 c.c. spetta anche al donatario nudo proprietario che provi di aver migliorato il bene donatogli dal “de cuius” con riserva di usufrutto, dovendosi evitare che i coeredi non donatari possano ricevere un’indebita locupletazione dalle opere eseguite a spese del nudo proprietario, ottenendo la collazione di beni di valore superiore a quelli donati, per effetto di sacrifici patrimoniali da questi solo sopportati.

In tema di collazione ereditaria d’immobili, la pretesa del donatario di dedurre migliorie e spese a norma dell’art. 748 c.c. non integra domanda riconvenzionale, ma semplice eccezione in senso lato, come tale liberamente proponibile e rilevabile anche in grado d’appello, non ampliando il contenuto del giudizio divisorio, atteso che il patrimonio del donante non può comprendere quanto realizzato sul bene dal donatario.

Cassazione civile sez. II, 22/12/2020, n.29247

Il coerede che sul bene comune da lui posseduto abbia eseguito delle migliorie può pretendere, in sede di divisione, il rimborso delle spese sostenute

Il coerede che sul bene comune da lui posseduto abbia eseguito delle migliorie può pretendere, in sede di divisione, non già l’applicazione dell’art. 1150 c.c. – secondo cui è dovuta un’indennità pari all’aumento di valore della cosa in conseguenza dei miglioramenti – ma, quale mandatario o utile gestore degli altri eredi partecipanti alla comunione ereditaria, il rimborso delle spese sostenute per il suddetto bene comune, esclusa la rivalutazione monetaria, trattandosi di debito di valuta e non di debito di valore.

Cassazione civile sez. II, 17/07/2020, n.15300

Giudizio di divisione ereditaria di un bene riscontrato non divisibile

Nel giudizio di divisione ereditaria di un bene riscontrato non divisibile, le migliorie apportate da uno dei condividenti vengono a far parte dello stesso per il principio dell’accessione, con la conseguenza che di esse deve tenersi conto ai fini della stima del bene medesimo, nonché della determinazione delle quote e della liquidazione dei conguagli.

Cassazione civile sez. II, 28/02/2020, n.5527

Collazione per imputazione: nella valutazione del valore del bene rilevano anche le migliorie apportate

L’art. 747 c.c. stabilisce che la collazione per imputazione si fa avuto riguardo al valore dell’immobile al momento dell’apertura della successione, senza che i beni oggetto della collazione tornino materialmente e giuridicamente a far parte della massa ereditaria, incidendo i medesimi esclusivamente nel computo aritmetico delle quote da attribuire ai singoli coeredi secondo la misura del diritto di ciascuno. Non sono irrilevanti, ai fini del computo di detto valore, i miglioramenti che abbiano interessato l’immobile fino a quel momento.

Ai sensi dell’art. 748 c.c. va dedotto a favore del donatario il valore delle migliorie apportate al fondo nei limiti del loro valore al tempo dell’aperta successione. Nel caso di alienazione, l’art. 749 c.c. dispone che i miglioramenti fatti dall’acquirente debbano essere computati nei termini indicati.

Cassazione civile sez. II, 06/10/2016, n.20041

Miglioramenti apportati da un comproprietario 

In tema di divisione, rientrano nella nozione di migliorie della cosa comune, rispetto alle quali il comproprietario che ne sia autore ha titolo per domandare il rimborso “pro quota” agli altri condividenti, quelle opere che, con trasformazioni o sistemazioni diverse, apportano al bene un aumento di valore, accrescendone il godimento, la produttività e la redditività, senza presentare una propria individualità rispetto alla “res” in cui vanno ad incorporarsi.

Ne consegue che, in relazione alla divisione di terreni con destinazione servente di fondi limitrofi (nella specie, oggetto di attività estrattiva di marmo), costituiscono migliorie la realizzazione di una strada di raccordo e di un piazzale da parte di uno dei condividenti, in quanto strumentali all’indicata destinazione dei beni, e non invece i canoni di concessione per l’uso degli stessi corrisposti dal singolo 

Cassazione civile sez. II, 08/10/2014, n.21223



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