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Congedo legge 104 disoccupati

23 Agosto 2022 | Autore:
Congedo legge 104 disoccupati

Il dipendente il cui rapporto di lavoro è cessato ha diritto al congedo straordinario per l’assistenza di disabili e alla relativa indennità?

La legge [1], per tutelare il diritto alle cure dei portatori di handicap in situazione di gravità, riconosce ai lavoratori la possibilità di beneficiare di un congedo retribuito, sino a un massimo di 2 anni nella vita lavorativa, per assistere un familiare con grave disabilità: si tratta del cosiddetto congedo straordinario legge 104. Ci si domanda se il diritto a questo congedo ed alla relativa indennità spetti anche dopo che il rapporto di lavoro sia cessato: in merito al congedo legge 104 disoccupati, importanti chiarimenti sono pervenuti dal ministero del Lavoro [2]. Il Ministero, in particolare, spiega quali sono le conseguenze, sul diritto al congedo, della sospensione e della cessazione del rapporto di lavoro.

In merito al congedo straordinario, è innanzitutto importare tener presente che il licenziamento durante il periodo di assenza non è vietato, ma, come chiarito dalla Cassazione [3], il divieto sussiste soltanto se è basato sulla fruizione del congedo stesso.

In altre parole, durante il congedo straordinario, il dipendente può essere licenziato per motivi economici (giustificato motivo oggettivo), o per motivi disciplinari (per giusta causa o giustificato motivo soggettivo), tra i quali può rientrare l’illegittima fruizione del congedo stesso. È vietato, però, licenziare il dipendente per la sola fruizione del congedo. Per approfondire, leggi: Congedo straordinario legge 104 e licenziamento.

A chi spetta il congedo legge 104?

Ricordiamo che il diritto al congedo legge 104 spetta al lavoratore dipendente, per l’assistenza di un familiare con handicap riconosciuto in situazione di gravità. La durata del congedo è pari a 2 anni complessivi nell’arco della vita lavorativa.

Il congedo straordinario può essere richiesto dai lavoratori dipendenti, secondo un preciso ordine di priorità:

  • in primo luogo, il congedo può essere chiesto dal coniuge, quindi dal marito per assistere la moglie o dalla moglie per assistere il marito, o dalla parte dell’unione civile per assistere il partner o dal convivente di fatto (cosiddetto convivente more uxorio); sia il coniuge che la parte dell’unione civile, che il convivente di fatto da assistere devono essere riconosciuti disabili in situazione di gravità e devono risultare conviventi con il lavoratore;
  • in mancanza del coniuge/partener dell’unione civile/convivente di fatto, il congedo può poi essere chiesto dal padre o dalla madre, anche adottivi o affidatari, per il figlio disabile con handicap grave; in particolare, si può ottenere il congedo per il figlio disabile in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente o della parte dell’unione civile convivente;
  • può richiedere il congedo, poi, uno dei figli conviventi del portatore di handicap grave, nel caso in cui il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • nel caso in cui il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori ed i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti, può chiedere il congedo uno dei fratelli o sorelle conviventi del disabile in situazione di gravità;
  • può infine richiedere il congedo un parente o affine entro il terzo grado convivente del portatore di handicap grave, nel caso in cui il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente, il convivente di fatto, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli o le sorelle conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Indennità per congedo legge 104

Il lavoratore in congedo straordinario ha diritto:

  • a un’indennità per il periodo di assenza, pari all’ultima retribuzione percepita (non tutte le voci di paga, però, rientrano nell’indennità), sino a determinati limiti;
  • all’accredito dei contributi figurativi, utili sia ai fini del diritto che della misura della pensione, sino a determinati limiti massimi.

I limiti, nel dettaglio, risultano i seguenti:

  • 36.645,11 euro, per l’indennità annua e per la retribuzione figurativa massima annua;
  • 48.737 euro, quale importo complessivo annuo;
  • 12.092,89 euro, quali contributi figurativi annui (i dipendenti pubblici non beneficiano dell’accredito della contribuzione figurativa, ma dell’accredito diretto della contribuzione da parte dell’amministrazione/ datore di lavoro).

Il congedo legge 104 spetta ai disoccupati?

I lavoratori il cui rapporto di lavoro è cessato, anche qualora risultino destinatari di un’indennità di disoccupazione, come la Naspi, non hanno diritto al congedo straordinario ed alla corrispondente indennità.

Lo svolgimento dell’attività lavorativa da parte di chi richiede il congedo costituisce infatti una condizione necessaria per ottenerne la fruizione: lo ha chiarito il ministero del Lavoro [2].

Nello specifico, il Ministero ha evidenziato che lo svolgimento dell’attività lavorativa da parte del richiedente il congedo costituisce un presupposto fondamentale per ottenerne la fruizione, come si evince chiaramente dal contenuto delle disposizioni di legge [1]. A questo proposito, poi, il Ministero sottolinea che la sospensione totale del rapporto di lavoro, come nel caso di cassaintegrazione a zero ore, consente già di adempiere alle funzioni di cura e assistenza del disabile.

Il congedo legge 104 spetta con la cassaintegrazione?

Se il contratto di lavoro è in corso, ma sussiste una sospensione totale del rapporto, come accade in caso di cassaintegrazione a zero ore, non è possibile che il lavoratore richieda il congedo legge 104.

La fruizione del congedo straordinario è invece ammissibile nell’ipotesi in cui la relativa domanda sia stata presentata prima che l’azienda abbia disposto il collocamento del personale in cassaintegrazione: in questo caso, il lavoratore riceve l’indennità per congedo, mentre, non potendo risultare interessato dalla sospensione dell’attività lavorativa, non percepisce il contributo integrativo previsto per l’integrazione salariale [2].

Nel caso di congedo straordinario richiesto durante la sospensione parziale dell’attività, con intervento della cassaintegrazione a orario ridotto o di contratti di solidarietà a orario ridotto, è ugualmente possibile fruire del congedo legge 104: in questa ipotesi, l’indennità per il congedo deve essere calcolata con riferimento all’ultima retribuzione percepita al netto del trattamento di integrazione salariale.

In pratica, se la sospensione dell’attività è solo parziale, il lavoratore:

  • continua a percepire il trattamento di integrazione salariale (o il contributo connesso alla solidarietà) per le ore in cui l’attività lavorativa è ridotta;
  • fruisce dell’indennità per congedo straordinario per le restanti ore o giornate in cui è prevista l’attività.

Il congedo legge 104 spetta ai lavoratori a termine?

I dipendenti assunti a tempo determinato hanno comunque diritto alla fruizione del congedo straordinario, ma solo in costanza di contratto. Una volta scaduto il termine, essendo cessata l’attività lavorativa, l’indennità non spetta più.


note

[1] Art. 42 Co.5 D.lgs. 151/2001.

[2] Ministero del Lavoro, risposta a interpello 70/2009.

[3] Cass. sent. n. 5425/2019.


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