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Vaccini: firmato il protocollo per farli in farmacia

29 Marzo 2021
Vaccini: firmato il protocollo per farli in farmacia

L’intesa appena siglata dal ministro della Salute Roberto Speranza servirà ad accelerare con le immunizzazioni.

I vaccini contro il Coronavirus si potranno fare anche in farmacia. Da oggi, è ufficiale: il ministero della Salute ha appena firmato l’accordo con Regioni e farmacisti per avviare la campagna vaccinale anche nei punti vendita di medicinali.

«Ho appena firmato il protocollo con Regioni e farmacisti per far partire in sicurezza le vaccinazioni Covid nelle farmacie del nostro Paese – ha annunciato lo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza -. La campagna di vaccinazione è la vera chiave per chiudere questa stagione così difficile. Oggi facciamo un altro importante passo avanti per renderla più veloce e capillare».

Per ora, c’è il protocollo. La fattività dell’operazione richiederà qualche tempo. Probabilmente, la campagna di vaccinazione vera e propria anche nelle farmacie non sarà concretamente realizzabile prima della fine di aprile o dell’inizio di maggio. Ma sarà comunque una mossa determinante per moltiplicare i punti di vaccinazione.

L’Italia sta cercando di velocizzare il più possibile le inoculazioni di siero anti-Covid. Questa settimana saranno raggiunti i dieci milioni di dosi somministrate. Porre il piede sull’acceleratore della strategia vaccinale vuol dire provare a lasciarsi alle spalle la pandemia più rapidamente possibile, anche se non sarà abbastanza: oltre ai vaccini, serviranno nuovi farmaci per curare chi ha comunque contratto la malattia per evitare che sviluppi una sintomatologia grave.

Secondo Speranza, è essenziale velocizzare anche la discussione sul Green pass, il documento che attesta che ci si è sottoposti a tampone risultato negativo o che si è stati vaccinati, «così da arrivare a una soluzione prima dell’estate, in modo da permettere la mobilità in maggiore sicurezza». Il ministro lo ha ribadito stamattina, intervenendo in videoconferenza alla riunione del G7 dei ministri della Salute. Al centro del confronto, come riporta un comunicato stampa diramato dal ministero, la sanità digitale e il certificato vaccinale, sia a livello europeo che su scala globale.

La campagna di vaccinazione è «il fattore di svolta che mi porta a essere più ottimista – ha detto Speranza in un’intervista al quotidiano Il Messaggero -. Confido in un’estate diversa dai giorni che stiamo vivendo ora». Sempre con il quotidiano romano, il ministro ha fatto il punto sulle prossime forniture di siero anti-Covid.

«Ci aspettiamo più di cinquanta milioni di dosi nel secondo trimestre e oltre 80 nel terzo». C’è poi il vaccino italiano di Reithera, con l’Istituto nazionale Malattie infettive Lazzaro Spallanzani, che è attualmente in corso di sperimentazione: «Si spera che dall’autunno possa essere un altro tassello in grado di soddisfare le nostre esigenze». Tra tutti i farmaci per l’immunità dal Covid al momento disponibili, il ministro spiega che l’Italia ha «opzionato oltre 240 milioni di dosi».

L’ultimo arrivato è il vaccino di Johnson & Johnson, molto atteso perché ha un paio di vantaggi importanti, rispetto agli altri farmaci per l’immunizzazione. Il primo è che si conserva in frigoriferi normali, senza necessità di temperature molto basse. Il secondo è che non richiede due somministrazioni, ma una soltanto.

«Il commissario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo mi ha detto che i vaccini Johnson & Johnson arriveranno in Italia dal 16 aprile», ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale della Liguria, Gianmarco Medusei, nel corso dell’inaugurazione del maxi hub vaccinale della Fiera di Genova.

L’Agenzia europea dei medicinali (Ema) e il suo omologo italiano Aifa hanno dato l’autorizzazione al siero della multinazionale americana a metà marzo. «Ha dimostrato di avere un’efficacia al 67% in uno studio con 44mila persone – ha detto di recente Emer Cooke, direttrice dell’Ema, parlando del siero J&J -. È il primo vaccino a dose unica autorizzato nell’Unione Europea. Le prime dosi potrebbero essere disponibili entro la fine di aprile». La prima fornitura all’Italia comprenderà quattro milioni e mezzo di dosi. Circa il 16% saranno destinate alla Lombardia. Con l’arrivo di questo siero, l’obiettivo è portare le somministrazioni quotidiane a cinquecentomila al giorno.



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