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Fuga dopo incidente e ritorno sul posto: è reato?

30 Marzo 2021 | Autore:
Fuga dopo incidente e ritorno sul posto: è reato?

L’obbligo di fermarsi non può essere eluso, ma la presentazione alla Polizia entro le successive 24 ore evita l’arresto.

Le bugie hanno le gambe corte anche quando il passo è veloce: chi scappa dal luogo dove è avvenuto un incidente stradale commette senza dubbio il reato di fuga ed anche quello di omissione di soccorso, se vi sono persone ferite che hanno bisogno di assistenza. Ma se dopo la fuga c’è un “pentimento”, o un ripensamento a mente fredda che induce a tornare sul luogo dei fatti, si può essere scriminati? In caso di fuga dopo l’incidente e di ritorno sul posto, c’è reato?

La giurisprudenza adotta una linea molto severa in questi casi: il reato commesso si considera già perfetto nel momento in cui avviene il primo allontanamento. A quel punto, è già stata violata la norma penale che impone chiaramente e senza mezzi termini l’obbligo di fermarsi.  La successiva presentazione alla Polizia, però, può attenuare le conseguenze del reato e comportare una diminuzione della pena, se il giudice valuta positivamente il contributo, pur tardivo, dato alla ricostruzione dei fatti. Inoltre, ha un primo importante effetto: quello di evitare l’arresto, se la costituzione è tempestiva.

Guai, però, a sgarrare e cercare poi di cavarsela dichiarando circostanze non vere: in un recente caso, la Cassazione [1] ha confermato la condanna a due imputati che avevano dichiarato di essersi fermati a 200 metri di distanza dal luogo del sinistro, sostenendo di non averlo potuto fare prima a causa dell’intenso traffico, ma sono stati inchiodati dalle celle telefoniche che dimostravano la loro presenza a una distanza ben maggiore. E a nulla è valso l’essere ritornati sul posto dopo una ventina di minuti: è emerso, anzi, che il loro proposito era quello di ostacolare gli accertamenti in corso per la ricostruzione dell’incidente che essi stessi avevano provocato.

Obbligo di fermarsi in caso di incidente stradale

Innanzitutto, il Codice della strada [2] impone ad ogni conducente l’obbligo di fermarsi in qualsiasi caso di incidente stradale che sia «comunque ricollegabile al suo comportamento». Le conseguenze della violazione sono soltanto amministrative se il sinistro comporta danni alle sole cose: è prevista una sanzione pecuniaria da 302 euro a 1.208 euro e si rischia anche la sospensione della patente se i veicoli hanno riportato danni gravi, tali da comportare la revisione straordinaria.

Il reato di fuga

Quando invece l’incidente comprende danni anche alle persone coinvolte, la fuga diventa reato [3]: chi si allontana dal luogo del sinistro violando l’obbligo di fermarsi è punito con la pena della reclusione da sei mesi a tre anni. Si aggiunge la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per una durata da uno a tre mesi. È previsto l’arresto del conducente in flagranza di reato o nei casi di quasi flagranza, quando l’indiziato viene inseguito o è sorpreso con «cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima» [4], come quando viene trovato a poca distanza dal luogo di verificazione del sinistro e alla guida della macchina incidentata o con tracce di sangue derivanti dall’investimento.

L’omissione di soccorso

Il reato diventa più grave e prende il nome di omissione di soccorso [5] se, con la fuga compiuta, si elude anche l’obbligo di prestare la necessaria assistenza che potrebbe occorrere alle persone ferite: per questa ipotesi delittuosa, la reclusione parte da un anno nel minimo e arriva a tre anni nel massimo. Inoltre, la patente è sospesa per un minimo di un anno e sei mesi e fino a un massimo di cinque anni. Per entrambi i reati, fuga ed omissione di soccorso, è previsto l’arresto.

Una sosta momentanea esclude il reato?

Una breve sosta non è sufficiente ad escludere il reato di fuga: lo ha affermato la Cassazione [6] in un caso ove il conducente di un’autovettura che si era scontrata con un bambino in bicicletta si era fermato, ma per un arco di tempo troppo breve per verificare se il minore avesse necessità di essere accompagnato a casa o portato al pronto soccorso. Inoltre, la sosta momentanea aveva precluso la possibilità di acquisire le generalità del conducente: la norma penale che vieta la fuga è volta proprio a garantire l’identificazione dei soggetti coinvolti e la ricostruzione dei fatti.

Se poi chi è coinvolto nell’incidente verificatosi poco prima presenta lesioni visibili, l’obbligo di fermarsi è previsto anche al fine di prevenire il pericolo di un ritardato soccorso. Per questo la previsione di fornire assistenza ai feriti riguarda anche chi non è direttamente responsabile della causazione del sinistro, ma vi è semplicemente coinvolto: per questo solo fatto, egli diventa «titolare di una posizione di garanzia al fine di proteggere gli altri utenti», afferma la Suprema Corte.

Fuga e ritorno sul posto: è reato?

Il conducente che decide di allontanarsi dal luogo dell’incidente dandosi alla fuga rimane penalmente responsabile anche se poi torna sul posto: così ha sancito la Corte di Cassazione [7] in un caso di successiva presentazione del fuggiasco alla Polizia. La norma penale è già stata irrimediabilmente violata in quanto la sua finalità, come abbiamo visto, è quella di rendere possibile l’accertamento immediato – e non tardivo – delle modalità di verificazione dell’incidente e di identificazione di chi vi ha preso parte; se sono presenti feriti, si aggiunge l’obbligo di soccorrerli.

La presentazione spontanea, invece, è utile per evitare l’arresto, purché sia tempestiva: la legge [8] dispone che «il conducente che si fermi e, occorrendo, presti assistenza a coloro che hanno subito danni alla persona, mettendosi immediatamente a disposizione degli organi di polizia giudiziaria, quando dall’incidente derivi il delitto di omicidio colposo o di lesioni personali colpose, non è soggetto all’arresto stabilito per il caso di flagranza di reato» e inoltre prevede che: «Nei confronti del conducente che, entro le ventiquattro ore successive al fatto, si mette a disposizione degli organi di polizia giudiziaria» non si applicano le misure cautelari personali.

Chi si costituisce alla Polizia entro 24 ore dall’incidente evita l’arresto.

Anche la Corte di Cassazione [9] afferma che «il responsabile potrà evitare l’arresto, ponendosi a disposizione della polizia giudiziaria entro le ventiquattr’ore».

Per ulteriori informazioni leggi l’articolo “Fuga dopo incidente: quando è reato“.


note

[1] Cass. sent. n. 11676 del 29.03.2021.

[2] Art. 189, comma 1, Cod. strada.

[3] Art. 189, comma 6, Cod. strada.

[4] Art. 382 Cod. proc. pen.

[5] Art. 189, comma 7, Cod. proc. pen.

[6] Cass. sent. n. 29837/20 del 28.10.2020.

[7] Cass. sent. n. 22795 del 22.05.2018.

[8] Art. 189, commi 8 e 8 bis, Cod. strada.

[9] Cass. sent. n. 29759 del 08.03.2017.


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5 Commenti

  1. Ma che assurdità. Prima uno provoca l’incidente, scappa e poi gli vengono i sensi di colpa? Bene, proprio bene… E e nel frattempo il poveretto che è sbandato sta male e necessita di cure urgenti? Che fa l’automobilista? Non se ne preoccupa ma magari dopo ci ripensa e arriva quando ormai è troppo tardi?!

  2. Posso immaginare che se un automobilista distratto, assonnato o ubriaco provoca un incidente scappa per paura di essere preso e accusato per violazione del codice della strada, per guida in stato d’ebbrezza oppure per il più grave reato di omicidio stradale…Però razionalizzare un attimo quello che ha causato e intervenire per evitare il peggio!

  3. Che vigliacchi! E’ pieno di gente così che dopo un incidente si dà alla fuga nella speranza di non essere sgamato…Ma se ha un po’ di coscienza, l’accaduto non gli farà fare sonni tranquilli e ripenserà alla sua condotta ignobile e illecita

  4. Una persona responsabile e coscienziosa dopo aver fatto il danno cerca quantomeno di rimediare affinché non possano verificare ulteriori conseguenze più gravi. Ma mi rendo conto che su questa Terra non siamo tutti uguali e non la pensiamo allo stesso modo, quindi chi pensa solo a salvarsi la pelle e se ne frega del prossimo cercherà di ricorrere all’opzione che gli riesce meglio: la fuga. E non si assumerà le sue responsabilità…e dire che magari c’è stata gente lasciata morire sul ciglio della strada proprio a causa di questi infami che non hanno neppure tentato di intervenire o quantomeno allertare le autorità o un’ambulanza

  5. Se le forze dell’ordine dovessero beccare questi soggetti dovrebbe arrestarli e buttarli in cella facendo sparire le chiavi! Non sono hanno causato l’incidente ma si danno pure alla fuga compromettendo la possibilità di sopravvivenza del povero automobilista ferito… Certa gente dovrebbe marcire in prigione e capire cosa significare spezzare così una vita. Magari può trattarsi di un giovane che ha tutta la vita davanti e che la famiglia attenderà a casa invano, oppure di un padre di famiglia con bimbi piccoli che vedranno strappata per sempre l’opportunità di crescere con il loro genitore… Insomma, c’è il rischio che venga negata la vita a un persona solo perché non viene soccorso in tempo e magari il “povero” automobilista pentito si aspetta di passarla franca dopo essere tornato sul luogo dell’incidente? NO!

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