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Isee senza documenti

4 Agosto 2021 | Autore:
Isee senza documenti

Dichiarazione sostitutiva unica precompilata: come funziona, chi può presentarla, quali dati bisogna verificare.

L’Isee (indicatore della situazione economica equivalente) è lo strumento di valutazione della situazione economica delle famiglie per l’accesso a numerosi benefici e prestazioni sociali erogati dagli enti pubblici. L’indicatore Isee, calcolato e reso disponibile dall’Inps previa presentazione della dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), si basa su numerosi dati, relativi a tutti i componenti del nucleo familiare: il documento contiene infatti informazioni di natura anagrafica, amministrativa, personale, sanitaria, reddituale e patrimoniale, necessarie a descrivere la situazione economica della famiglia.

Ma si può presentare l’Isee senza documenti? In effetti, la compilazione della dichiarazione Isee è tutt’altro che semplice: la mole richiesta di dati da indicare è enorme (redditi, immobili, conti, carte, affitto, mutuo, titoli, partecipazioni, condizione di disabilità…) e riguarda tutti i familiari del dichiarante. Ne abbiamo parlato in “Guida alla compilazione Isee“. I documenti da tenere a portata di mano per compilare la dichiarazione, quindi, sono davvero numerosi.

La dichiarazione sostitutiva unica può essere, comunque, presentata dal contribuente in modalità precompilata, tramite il sito web dell’Inps; in particolare, i dati precompilati riguardano: il canone di locazione della casa di abitazione; il patrimonio mobiliare ed immobiliare, i redditi ai fini Irpef, i trattamenti erogati dall’Inps esenti dalle imposte.

Anche per l’Isee precompilato, però, è necessario disporre della documentazione, non solo riguardo ai dati mancanti, ma anche comprovante i dati già presenti nella dichiarazione: questi, difatti, potrebbero essere errati.

Tra l’altro, al contribuente è richiesta la verifica di tutti i dati precaricati dall’Inps: senza l’ok del contribuente e la relativa assunzione di responsabilità riguardo alla loro veridicità, l’istituto non completa la procedura relativa alla dichiarazione e non elabora l’attestazione Isee.

Qui trovi la “Guida completa all’Isee precompilato“.

Chi può accedere all’Isee precompilato?

Dal 2020, possono avvalersi della Dsu precompilata tutti i cittadini, purché in possesso delle credenziali dispositive per l’accesso al sito web dell’Inps: Pin Inps dispositivo, Spid almeno di secondo livello, carta d’identità elettronica o carta nazionale dei servizi abilitata. In alternativa, si può accedere delegando un Caf.

La procedura per accedere all’Isee precompilato è attiva nella sezione del portale web Inps “Prestazioni e servizi”, “Tutti i servizi”, “Isee precompilato”.

Come funziona l’Isee precompilato?

In caso di accesso diretto all’Isee precompilato attraverso il portale web dell’Inps, il richiedente deve:

  • inserire i dati relativi alla composizione del nucleo familiare ed i dati non disponibili nella dichiarazione precompilata;
  • verificare i dati relativi al reddito del secondo anno precedente la presentazione della dichiarazione Isee, riferiti agli altri componenti maggiorenni del nucleo familiare: per effettuare questa verifica, deve avere sottomano la dichiarazione dei redditi dei componenti del nucleo (modello 730 o modello Redditi persone fisiche) relativa all’anno precedente (redditi prodotti nel secondo anno precedente), in quanto deve evidenziare l’importo esposto al rigo “differenza” nella dichiarazione dei redditi, risultante dal prospetto di liquidazione del modello; se la dichiarazione non è stata presentata, deve dichiarare l’assenza di dichiarazione;
  • verificare i dati relativi al patrimonio mobiliare posseduto nel secondo anno precedente la presentazione della dichiarazione Isee: per completare la fase di riscontro patrimoniale il richiedente deve, per ogni componente del nucleo, indicare la situazione del patrimonio mobiliare al 31 dicembre del 2° anno precedente (ad esempio, al 31 dicembre 2019 per l’Isee 2021), specificando se il familiare in questione:
    • non ha alcun rapporto patrimoniale (privo di conto corrente, carte prepagate, libretti, depositi, partecipazioni, titoli, azioni…);
    • ha uno o più rapporti patrimoniali il cui valore complessivo è inferiore a 10mila euro;
    • ha uno o più rapporti patrimoniali il cui valore complessivo è pari o superiore a 10mila euro; in quest’ultima ipotesi, il dichiarante deve indicare:
      • il valore del saldo contabile al 31 dicembre del secondo anno precedente alla presentazione dell’Isee (quindi al 31 dicembre 2018 per l’Isee 2020) di uno dei depositi e conti correnti bancari e postali;
      • in alternativa, il valore alla stessa data di una delle “altre forme di patrimonio mobiliare”, come una carta prepagata.

Quali dati devono essere dichiarati nell’Isee precompilato?

Nella Dsu precompilata, oltre a specifiche informazioni su redditi e patrimoni, non sono presenti i seguenti dati, che devono essere dichiarati dal richiedente [1]:

  • composizione del nucleo familiare;
  • eventuali componenti aggiuntivi del nucleo, rilevanti ai fini del calcolo dell’Isee;
  • eventuale presenza di disabili o di non autosufficienti;
  • dati identificativi dell’abitazione del nucleo familiare.

Come già osservato, il dichiarante deve anche indicare gli elementi di riscontro (relativi alle dichiarazioni dei redditi dei familiari del nucleo ed al patrimonio mobiliare) e la delega per ogni componente maggiorenne della famiglia.

Come funziona il controllo dei dati precompilati?

Completata la prima fase, con l’indicazione delle informazioni non precaricate, l’Inps invia i dati all’Agenzia delle Entrate che effettua i controlli sugli elementi di riscontro e, in caso di esito positivo, restituisce i dati all’istituto.

L’Inps, ricevuta l’autorizzazione delle Entrate, compila la dichiarazione sostitutiva unica con i dati disponibili e comunica via mail e via sms al dichiarante l’avvenuta lavorazione.

A questo punto, inizia la seconda fase della dichiarazione precompilata, nella quale il richiedente deve rientrare nel servizio “Isee precompilato” per verificare lo stato della dichiarazione:

  • se risultata in stato “Elaborata”, può accettare o modificare i dati precompilati per ogni componente e indicare gli ulteriori dati da autodichiarare; in questo modo, l’Isee precompilato viene calcolato e reso disponibile;
  • se risulta in stato “Sospesa”, deve compilare nuovamente i dati di riscontro errati e attendere una nuova lavorazione dell’Inps.

Il dichiarante ha 3 mesi di tempo, dopo l’ok delle Entrate, per accettare o modificare i dati precompilati: scaduto il termine senza che sia avvenuta la loro accettazione o modifica, vengono cancellati dall’Inps e non è possibile completare il rilascio dell’Isee precompilato.


note

[1] Art. 3 DM 09/08/2019.

Autore immagine: pixabay.com


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