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Facebook cancella il profilo: come opporsi?

31 Marzo 2021 | Autore:
Facebook cancella il profilo: come opporsi?

L’account viene disabilitato per violazioni delle condizioni d’uso, ma l’iscritto può ottenere il risarcimento danni se la rimozione è immotivata e illegittima.

I social sono diventati una parte quasi essenziale della nostra vita: molte relazioni sociali passano proprio lì, tra post, messaggi, immagini e commenti. E Facebook è da anni il più diffuso e consolidato tra i social network. Gli utenti più attivi aprono anche delle “pagine” tematiche per svolgere discussioni su argomenti di interesse, ma tutto è collegato all’account personale: il tuo profilo è nelle mani della società, che può in qualsiasi momento decidere di sospendere l’utilizzo o addirittura eliminare l’intero account, se ritiene che vi sia stata una violazione delle condizioni d’uso del servizio.

Ma se Facebook cancella il profilo come opporsi? I modi per farlo ci sono, anche se la società non sempre comunica i motivi della rimozione dell’account e della conseguente cancellazione di tutti i dati. Facebook agisce come se fosse il giudice di sé stesso, con decisioni inappellabili, ma in realtà non potrebbe. E allora scatta la tutela giudiziaria: un tribunale italiano ha riconosciuto il risarcimento dei danni a un utente che si era visto cancellare improvvisamente l’account e le pagine collegate, ravvisando una lesione alla sua «vita di relazione». In quel caso la cancellazione era avvenuta dopo dieci anni di intenso utilizzo, non era stata comunicata all’interessato ed è rimasta immotivata anche in corso di causa: Facebook non ha inteso dare spiegazioni dell’accaduto. Inoltre l’utente che ha lamentato la «ritorsione» era un avvocato, che ha fatto valere una singolare circostanza: il suo profilo era sparito proprio quando egli aveva ricevuto mandato per difendere altri utenti che erano stati bannati dal social.

Eliminazione di profilo Facebook: quando avviene

L’eliminazione del profilo Facebook può essere decisa dall’utente, che volontariamente decide di rimuovere il proprio account, oppure può essere stabilita dalla società che gestisce il servizio.

La cancellazione volontaria è permanente: Facebook ti avverte che se decidi di farla, in seguito sarà impossibile riattivare l’account, e così il profilo, le foto, i post e i video saranno eliminati senza possibilità di recupero. Per salvare i dati che altrimenti andrebbero irrimediabilmente persi c’è la possibilità di scaricare una copia delle informazioni prima di eliminare l’account.

L’eliminazione dell’account da parte di Facebook invece rientra tra le «misure idonee» che la società si riserva di adottare in caso di uso improprio della piattaforma o di segnalazione di contenuti illeciti: è la misura estrema, una disabilitazione permanente e irreversibile che comporta la perdita totale e definitiva del profilo, senza più possibilità di recuperarlo.

Ma prima di arrivare a questo passo drastico di solito Facebook adotta la disabilitazione temporanea dell’account: durante la sospensione il profilo non sarà visibile, ma i contenuti salvati fino al momento del blocco non verranno eliminati e al termine di quella che Facebook chiama una «pausa» sarà possibile riaccedervi come prima, recuperando le funzionalità inibite.

Perché Facebook disabilita un profilo?

Nelle condizioni di utilizzo, che l’utente accetta al momento dell’iscrizione, c’è un’ampia serie di divieti e Facebook avverte che «l’utente che abbia violato chiaramente, seriamente e reiteratamente le proprie condizioni o normative, fra cui in particolare gli standard della community», rischia di vedersi sospendere o disabilitare l’account.

Le avvertenze contenute nei termini d’uso del servizio precisano che la disabilitazione definitiva viene adottata quando l’utente commette «violazioni gravi» oppure «viola in modo ripetuto i diritti di proprietà intellettuale di altri utenti» e viene disposta anche quando «Facebook sia obbligato a farlo per motivi legali» (per i dettagli leggi quando Facebook può disattivare un account).

Che succede quando Facebook ti blocca?

Se Facebook riceve segnalazioni da altri utenti sull’utilizzo scorretto della piattaforma, o tramite le sue analisi interne ravvisa violazioni ai termini e condizioni d’uso, opera senza indugio il blocco dell’account: vengono temporaneamente disabilitate alcune funzioni, come la possibilità di scambiare messaggi o di pubblicare contenuti e commenti, ma il profilo rimane ancora attivo e visibile dall’esterno.

Facebook informa con un messaggio l’iscritto dell’apposizione del blocco e della sua durata (ad esempio, 24 ore, 3 giorni, una settimana), dando sinteticamente notizia del tipo di violazione riscontrata (spam, foto di nudo, commenti di odio, ecc.); al termine le funzionalità sono automaticamente ripristinate, ma Facebook “ricorda” il blocco anche a distanza di tempo e se l’utente incorre nuovamente nella stessa violazione la sospensione sarà disposta per un periodo più lungo, anche fino a 30 giorni.

Disabilitazione account Facebok: quali rimedi?

Il regolamento di Facebook consente alla società di disabilitare qualsiasi account privato, di propria iniziativa e senza dover fornire alcuna motivazione. In sostanza la decisione è unilaterale e viene assunta dalla società senza alcun contraddittorio preventivo con l’iscritto.

L’utente disabilitato può però rivolgersi al supporto tecnico (Centro di assistenza) inviando un messaggio o una e-mail per conoscere le ragioni della disattivazione. Talvolta in questo modo è possibile ottenere il ripristino se si riesce a dimostrare che la causa della violazione è dovuta ad un errore scusabile o è avvenuta in modo indipendente dalla propria volontà, come nel caso di intrusioni esterne nei sistemi di collegamento.

Quali violazioni provocano la rimozione dell’account Facebook?

Facebook sottolinea nelle avvertenze che «in alcuni casi non possiamo inviare alcun avviso prima di disabilitare l’account; inoltre non possiamo ripristinare account che sono stati disabilitati per violazioni gravi». Anche in questi casi la valutazione della gravità avviene a giudizio insindacabile di Facebook e l’iscritto non è posto in condizioni di interloquire preventivamente.

I casi più frequenti che comportano la rimozione dell’account riguardano contenuti di violenza o istigazione all’odio, il terrorismo o le attività criminali, il tentativo di commercializzare prodotti illegali, come armi e droghe, la perpetrazione di frodi o truffe, l’istigazione al suicidio o all’autolesionismo, la pedopornografia, lo sfruttamento sessuale di adulti, il bullismo, la violazione della privacy o dei diritti d’autore sulle immagini, il furto di dati altrui, la pubblicazione di contenuti crudeli o raccapriccianti, lo spam, le fake news e i falsi profili. Per approfondire leggi “Cosa posso o non posso postare su Facebook?“.

Cancellazione profilo Facebook: si può essere risarciti?

Nel particolare caso cui abbiamo accennato all’inizio, il Tribunale di Bologna [1] ha condannato Facebook al risarcimento dei danni provocati ad un iscritto per l’immotivata cancellazione del suo profilo. I giudici bolognesi hanno ritenuto che il comportamento di Facebook era stato illecito e tale da provocare una lesione ingiustificata del diritto della persona ad esprimersi nella sua vita di relazione, che si esprime anche attraverso i social network.

Il danneggiato era un avvocato che, dopo circa dieci anni di utilizzo, si era visto rimuovere improvvisamente il suo profilo e le pagine associate, riguardanti storia militare ed antiquariato. Il legale ha ipotizzato una ritorsione, poiché aveva assunto il mandato a difendere un cliente che era stato a sua volta rimosso da Facebook.

Il Tribunale ha riconosciuto espressamente che si possono chiedere i danni a Facebook se cancella il profilo: nel caso deciso ha ravvisato nella condotta di Facebook una violazione degli obblighi di correttezza e di buona fede, poiché «la rimozione di contenuti e la sospensione o cancellazione di account è prevista soltanto per le giuste cause indicate nel regolamento contrattuale, con obbligazione per il gestore di informare l’utente delle ragioni della rimozione».

Insomma, Facebook non può agire improvvisamente e senza comunicare i motivi della sua decisione: la sentenza spiega come «la rimozione di un profilo personale o di una pagina ad esso collegata, in carenza di qualsiasi violazione delle regole contrattuali da parte dell’utente, e in carenza di qualsiasi informazione all’utente delle ragioni della rimozione, configura un inadempimento del gestore».

Ciò significa che la società è tenuta a provare i motivi giustificativi della rimozione del profilo, spiegando in cosa consiste la violazione delle condizioni d’uso da parte dell’utente: se non lo fa – sottolinea la sentenza – si ravvisa una «manifesta inottemperanza agli obblighi informativi» e tale comportamento costituisce un «inadempimento della società rispetto all’obbligazione assunta di mantenere il profilo e la pagina Facebook».

Risarcimento danno per rimozione account Facebook: a quanto ammonta?

Dall’illecito riscontrato – che secondo il tribunale di Bologna è di natura contrattuale – sorge il diritto al risarcimento del danno: la quantificazione deve tener conto della violazione del diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero e di svolgere la propria vita di relazione, che sono – ricorda la sentenza – «diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti».

In concreto, la lesione è stata ritenuta grave poiché l’utente era stato «titolare, per anni, di un profilo personale e di una pagina assai vivaci, ricchissimi di contatti, interazioni e scambi di comunicazioni con l’utenza Facebook». Inoltre, egli aveva conservato nel profilo e nelle pagine collegate una molteplicità di foto importanti anche per la sua identità personale: «oltre alla cancellazione arbitraria, quello che si contesta è la perdita di oltre dieci anni di materiali pubblicati e raccolti di foto e, attraverso Messenger, di centinaia di contatti in tutto il mondo. Si tratta di oltre dieci anni di vita e di studi, di amicizie e contatti; materiale che per l’utente ha la sua importanza», spiega l’ordinanza.

Ma quanto vale in concreto e in termini economici un account rimosso? Il giudice parte dalla stima notoria e generica, che attribuisce commercialmente ad un profilo Facebook “medio” un valore di circa 100 euro, precisando che questo valore «tiene conto dell’utilizzabilità  da parte del gestore dei dati personali forniti dagli utenti a fini pubblicitari e commerciali». Nella vicenda decisa il danno è stato ritenuto molto più consistente, poiché ha inciso negativamente sulla vita di relazione del titolare del profilo: si tratta di danni non patrimoniali e il tribunale li ha quantificati, secondo equità, in 10mila euro, più 2mila euro per ciascuna delle due pagine collegate e che erano state eliminate insieme all’account principale.


note

[1] Trib. Bologna ord. del 10.03.2021.


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1 Commento

  1. Io sono uno di quelli perseguitati da Facebook.

    Sono circa tre anni che mi vengono disattivati i profili e se provo ad attivarne uno nuovo (come l’ultimo), dopo un mese di vita mi viene richiesta la verifica della identità, il riconoscimento videofacciale e successivamente mi viene chiuso il profilo.

    Ho inviato quasi dieci raccomandate internazionali in Irlanda e California, inviato pec alla succursale italiana che però mi risponde di non poter fare nulla, messaggi alla assistenza….

    Ad oggi nessuno si è mai preso la briga di rispondermi e fornirmi informazioni.

    Appare evidente che il mio nome e cognome ed i miei indirizzi IP sono finiti in una qualche blacklist.

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