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Covid: così sarà più facile vaccinarsi

30 Marzo 2021 | Autore:
Covid: così sarà più facile vaccinarsi

Possibile ricevere il siero anche nella Regione di domicilio, anche se diversa da quella di residenza. Come funziona la somministrazione in farmacia.

Fare il vaccino non sarà come andare a votare, per chi abita fuori Regione per motivi di lavoro. Per rendere le cose più semplici a chi risulta residente in un Comune e domiciliato in una Regione diversa, il commissario per l’emergenza Covid, il generale Francesco Paolo Figliuolo, ha firmato questa mattina un’ordinanza che consente la vaccinazione di un cittadino nel luogo in cui trascorre la maggior parte dei giorni, senza essere costretto (come per votare) a tornare nella propria città di residenza.

Non sono pochi, in effetti, gli italiani che, di fatto, abitano lontano da casa durante la settimana per motivi di lavoro (si pensi, ad esempio, agli insegnanti che svolgono l’attività docente in una regione diversa da quella di residenza) o perché devono assistere un parente anziano. L’ordinanza di questa mattina prevede che ogni Regione o Provincia autonoma «dovrà procedere alla vaccinazione non solo della popolazione residente ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro, di assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella Regione o Provincia autonoma». Quindi, ad esempio, rientrano anche i ragazzi che stanno svolgendo un tirocinio lontano da casa.

Ciò significa che dovrà essere necessariamente rivisto il piano di distribuzione delle dosi: non si baserà più sulla popolazione residente nella Regione ma su quella che effettivamente ci abita (cioè domiciliata in quel territorio) anche se formalmente residente altrove.

Quello che Figliuolo non ha precisato – e che dovrà essere chiarito al più presto – è come accederà al vaccino il cittadino domiciliato ma non residente (da chi verrà chiamato, ad esempio) e se l’interessato potrà scegliere dove farsi vaccinare, se nella città in cui è domiciliato o nella sua città di residenza.

Il commissario per l’emergenza introduce, così, un’altra agevolazione che si aggiunge all’accordo firmato ieri dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e da Federfarma e Assofarm in virtù del quale sarà possibile fare il vaccino in farmacia. Si è partiti questa mattina in Liguria, dove si conta di somministrare in questa prima fase 2.000 dosi alla settimana. Tra una quindicina di giorni, da metà aprile, lo si potrà fare in tutta Italia, molto probabilmente con il vaccino Johnson&Johnson che arriverà, appunto, il 16 aprile.

I vaccini verranno somministrati da farmacisti abilitati «sulla base di specifici programmi e moduli formativi» organizzati dall’Istituto superiore di sanità. Verranno esclusi i pazienti con patologie pregresse, cioè con «estrema vulnerabilità o con anamnesi positiva per pregressa reazione allergica grave/anafilattica».

Secondo l’accordo, il vaccino dovrà essere eseguito «seguendo percorsi in apposita area esterna» ma anche in area interna «purché quest’ultima sia separata dagli spazi» dedicati all’accoglienza e alle normali attività e che sia «opportunamente arieggiata in modo da garantire un costante ricircolo d’aria».

Una volta giunto in farmacia, il cittadino troverà un’area per l’accettazione in cui saranno svolte le pratiche burocratiche. Dopodiché, verrà portato nell’area di preparazione delle dosi, separata da quella della somministrazione in cui riceverà il vaccino non più tardi di 10 minuti dal suo ingresso. Infine, sosterà per circa 15 minuti in un’area destinata al monitoraggio per eventuali reazioni immediate al siero.

Per ogni dose somministrata, le farmacie riceveranno 6 euro.



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5 Commenti

  1. Il vaccino anti-Covid di AstraZeneca ha cambiato il nome, in “Vaxzevria”. Ma secondo voi io dovrei sentirmi più rassicurato perché il farmaco ha cambiato nome? Io continuo a leggere di gente morta per trombosi. Magari si sono accaniti contro questo vaccino perché costa di meno e tutto quello che volete, però intanto le notizie escono fuori ed io non sono per niente tranquillo!

  2. Ma io mi auguro che queste vaccinazioni siano una soluzione temporanea per tamponare la mancanza di una terapia efficace, perché sinceramente mi seccherebbe vaccinarmi per i prossimi 3 anni per il Covid-19. Dovrebbero trovare un medicinale per consentire al corpo di guarire senza il pericolo di andare a finire in terapia intensiva.

  3. Io preferisco avere fiducia nella scienza piuttosto che credere a tutte le notizie allarmistiche che quotidianamente vengono condivise sui social e soprattutto preferisco informarmi da riviste e telegiornali. Non date retta alle tante sciocchezze che circolano. Certo, purtroppo, gli effetti collaterali ci sono ed il rischio collegato al vaccino può essere alto, ma non dimentichiamo che dipende anche da come reagisce il corpo e dal singolo soggetto. Magari bisognerebbe fare qualche analisi in più prima di farsi somministrare il vaccino e sicuramente la ricerca per migliorare il vaccino deve andare avanti, però non è che negando la sua efficacia o l’esistenza del virus ci salviamo eh. Giusto per mettere le cose in chiaro

  4. IO IL GIORNO 15-04-2021 HO FATTO L’ASTRAZENICA A MONZA ,PER MOTIVI FAMILIARI POSSO FARE IL RICHIAMO CHE è AL 5-7-2021 IN UN’ALTRA REGIONE ITALIANA

    1. Il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Francesco Paolo Figliuolo, ha firmato l’ordinanza n.3 del 29 marzo 2021 contenente le disposizioni per la vaccinazione in luogo diverso dalla propria residenza. L’ordinanza stabilisce che, in sede di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione del Covid-19, ciascuna Regione o Provincia autonoma proceda alla vaccinazione non solo della popolazione residente ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro, di assistenza familiare o per qualunque altro giustificato o comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella Regione o nella Provincia Autonoma.

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