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Buca stradale: Cassazione

31 Marzo 2021
Buca stradale: Cassazione

Quando spetta il risarcimento del danno al pedone o all’automobilista che cade in un’insidia stradale. Le ultime sentenze della Cassazione in merito alla responsabilità e al caso fortuito. 

Danni da caduta: il precario stato della strada richiede maggior attenzione da parte della vittima

La condotta del danneggiato rispetto alla cosa, è suscettibile di essere valutata in relazione al suo grado di incidenza sull’evento, anche ai sensi dell’art. 1227 c.c., comma 1, e del dovere di solidarietà stabilito dall’art. 2 Cost., e che la sua efficienza causale è tanto più rilevante, quanto più la situazione di danno è evitabile con l’adozione delle cautele ordinarie rispetto alla circostanza, sicché il comportamento interrompe il nesso causale con rilevanza esclusiva rispetto alla produzione dell’evento (nel caso di specie, relativa ad una caduta per la presenza di una buca nel manto stradale, lo stato dei luoghi, il fatto che si trattasse di giorno di mercato, l’affollamento, la presenza delle bancarelle e degli ombrelloni, avrebbe richiesto maggiore cautela da parte del danneggiato, sicché la caduta era riconducibile a tale omissione).

Cassazione civile sez. VI, 26/02/2021, n.5457

Strada dissestata e usata da mezzi agricoli: esclusa la responsabilità dell’Ente per i danni causati all’auto da una buca

L’ente proprietario d’una strada aperta al pubblico transito risponde ai sensi dell’art. 2051 c.c., per difetto di manutenzione, dei sinistri riconducibili a situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, salvo che si accerti la concreta possibilità per l’utente danneggiato di percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza la situazione di pericolo.

Nel compiere tale ultima valutazione, si dovrà tener conto che quanto più questo e suscettibile di essere previsto e superato attraverso l’adozione di normali cautele da parte del danneggiato, tanto più il comportamento della vittima incide nel dinamismo causale del danno, sino ad interrompere il nesso eziologico tra la condotta attribuibile all’ente e l’evento dannoso (nella specie, la Corte ha ritenuto non operante la presunzione di responsabilità a carico dell’ente ex art. 2051 c.c., in un caso di sinistro stradale causato da una buca presente su una strada di solito usata da mezzi agricoli, atteso che le condizioni della strada avrebbero richiesto una maggiore prudenza alla guida).

Cassazione civile sez. VI, 03/02/2021, n.2525

Caduta di pedone in una buca stradale: non sempre la condotta colposa della vittima non implica caso fortuito

In ambito di responsabilità da cose in custodia, ex art. 2051 c.c., nel caso di caduta di pedone in una buca stradale non risulta predicabile la ricorrenza del caso fortuito a fronte del mero accertamento di una condotta colposa della vittima (la quale potrà invece assumere rilevanza, ai fini della riduzione o dell’esclusione del risarcimento, ai sensi dell’art. 1227 c.c., commi 1 o 2), richiedendosi, per l’integrazione del fortuito, che detta condotta presenti anche caratteri di imprevedibilità ed eccezionalità tali da interrompere il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno.

Cassazione civile sez. III, 20/11/2020, n.26524

Sinistro provocata da una buca ben visibile, esclusa la responsabilità dell’Ente

In tema di responsabilità civile per danni da cose in custodia, la condotta del danneggiato, che entri in interazione con la cosa, si atteggia diversamente a seconda del grado di incidenza causale sull’evento dannoso, in applicazione, anche ufficiosa, dell’art. 1227, comma 1, c.c., richiedendo una valutazione che tenga conto del dovere generale di ragionevole cautela, riconducibile al principio di solidarietà espresso dall’art. 2 Cost.

Ne consegue che, quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l’adozione da parte del danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso, quando sia da escludere che lo stesso comportamento costituisca un’evenienza ragionevole o accettabile secondo un criterio probabilistico di regolarità causale, connotandosi, invece, per l’esclusiva efficienza causale nella produzione del sinistro (respinta, nella specie, la richiesta di risarcimento dei danni patiti dal ricorrente a seguito di in un sinistro stradale nel quale la vettura da lui condotta era finita in una grande buca esistente sul manto stradale nella specie, atteso che in considerazione dell’ora diurna in cui l’incidente si era verificato e delle dimensioni della buca, questa non poteva non essere vista da un attento utente della strada).

Cassazione civile sez. VI, 12/11/2020, n.25460

Incidente causato da una buca appositamente segnalata, esclusa la responsabilità del Comune

Se il danneggiato conosce la situazione del luogo in cui è avvenuto il sinistro e la condizione di dissesto della strada si ritiene ampiamente visibile, essendovi sul posto apposita segnaletica stradale, non sussiste alcuna responsabilità dell’Ente gestore.

Cassazione civile sez. VI, 16/10/2019, n.26244

Buca stradale e responsabilità del Comune: la condotta imprudente del danneggiato esclude la responsabilità del custode

Non risponde del danno il Comune se l’automobilista si è fatto male inciampando in una buca scendendo di corsa dalla propria auto parcheggiata in una zona conosciuta senza guardare a terra. Questo è, in sintesi, quanto affermato dalla Cassazione che ha altresì condannato l’automobilista per lite temeraria.

Cassazione civile sez. III, 27/02/2019, n.5725

Esclusa la responsabilità del Comune per il sinistro dovuto ad un buca sulla strada se risulta ben visibile

In tema di danni conseguiti ad una caduta da motociclo per presenza di una buca sul manto stradale, va esclusa la responsabilità dell’ente gestore se la buca era di ampie dimensioni, ubicata al centro della carreggiata percorsa dal ciclomotore lungo un più ampio tratto stradale, tutto dissestato e sconnesso, e pienamente visibile ed evitabile con la dovuta attenzione.

Cassazione civile sez. VI, 30/10/2018, n.27724

No responsabilità Comune per la buca sulla strada ben visibile

Il criterio di imputazione della responsabilità di cui all’art. 2051 c.c. ha carattere oggettivo, essendo sufficiente, per la sua configurazione, la dimostrazione da parte dell’attore del nesso di causalità tra la cosa in custodia ed il danno, mentre sul custode grava l’onere della prova liberatoria del caso fortuito, inteso come fattore che, in base ai principi della regolarità o adeguatezza causale, esclude il nesso eziologico tra cosa e danno, ed è comprensivo della condotta incauta della vittima, che assume rilievo ai fini del concorso di responsabilità ai sensi dell’art. 1227, comma 1, c.c., e deve essere graduata sulla base di un accertamento in ordine alla sua effettiva incidenza causale sull’evento dannoso, che può anche essere esclusiva.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza d’appello, che aveva escluso la responsabilità dell’ente proprietario della strada, sul presupposto che la buca presente sul manto stradale, che aveva determinato la caduta del ciclomotore dell’attrice, si presentava ben visibile in quanto di apprezzabili dimensioni, non ricoperta da materiale di sorta e collocata al centro della semicarreggiata percorsa dall’attrice, nell’ambito di un più ampio tratto stradale dissestato e sconnesso).

Cassazione civile sez. VI, 30/10/2018, n.27724

Deve escludersi la responsabilità dell’Ente custode per i danni seguiti ad una caduta provocata di una buca sul manto stradale se dall’istruttoria è emerso che la buca era ampia, ben visibile e facilmente evitabile con l’adozione di un comportamento più attento.

Cassazione civile sez. VI, 16/05/2018, n.12032

Caduta in buca stradale per velocità eccessiva

In tema di responsabilità ex art. 2051 c.c., è onere del danneggiato provare il fatto dannoso ed il nesso causale tra la cosa in custodia ed il danno e, ove la prima sia inerte e priva di intrinseca pericolosità (come in sé una sede stradale), dimostrare, altresì, che lo stato dei luoghi presentava un’obiettiva situazione di pericolosità, tale da rendere molto probabile, se non inevitabile, il verificarsi del secondo, nonché di aver tenuto un comportamento di cautela correlato alla situazione di rischio percepibile con l’ordinaria diligenza, atteso che il caso fortuito può essere integrato anche dal fatto colposo dello stesso danneggiato (esclusa nella specie la responsabilità dell’Ente per la morte di un motociclista, che aveva perso il controllo del veicolo a causa di una buca del manto stradale, atteso che nel corso di causa era risultata decisiva la valutazione della condotta imprudente alla guida, testimoniata anche dalla velocità eccessiva).

Cassazione civile sez. VI, 09/05/2018, n.11023

Prova fotografica della presenza della buca stradale

La riproduzione fotografica è idonea ad assumere valore probatorio solo quando risulti conforme al fatto allegato, sicchè, laddove l’allegazione attenga a circostanze sia di luogo che di tempo (nella specie, concernenti la presenza di una buca sul manto stradale alla data di un sinistro), dalla riproduzione deve emergere anche il dato temporale, in mancanza del quale non sorge, a carico della controparte, alcun onere di disconoscimento, ai sensi dell’art. 2712 c.c., della conformità della riproduzione fotografica al fatto rappresentato.

Cassazione civile sez. III, 30/11/2017, n.28665

Danni da insidia stradale: presunzione di responsabilità dell’ente proprietario e incidenza della condotta della vittima

L’ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito si presume responsabile, ai sensi dell’art. 2051 c.c., dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo immanentemente connesse alla struttura ed alla conformazione della strada e delle sue pertinenze, indipendentemente dalla loro riconducibilità a scelte discrezionali della p.a.; su tale responsabilità può influire la condotta della vittima, la quale, però, assume efficacia causale esclusiva soltanto ove sia qualificabile come abnorme, cioè estranea al novero delle possibilità fattuali congruamente prevedibili in relazione al contesto, potendo, in caso contrario, rilevare ai fini del concorso causale ai sensi dell’art. 1227 c.c.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, escludendo che lo stato di una strada comunale – risultata “molto sconnessa” e contraddistinta dalla presenza di “buche e rappezzi” – costituisse esimente della responsabilità dell’ente per i danni subiti da un pedone, caduto a causa di una delle buche presenti sul manto stradale, atteso che il comportamento disattento dell’utente non è astrattamente ascrivibile al novero dell’imprevedibile).

Cassazione civile sez. III, 29/07/2016, n.15761

Insidia stradale in prossimità dell’abitazione del danneggiato: l’ordinaria diligenza impone di prevederla

La concreta possibilità per l’utente danneggiato di percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza un’anomalia stradale, vale ad escludere la configurabilità dell’insidia e della conseguente responsabilità ex art. 2051 c.c. della p.a. per difetto di manutenzione della strada pubblica.

Deve essere confermata la decisione dei giudici del merito che, nell’ambito di un sinistro avvenuto per la presenza di una buca sul manto stradale , hanno accertato che la buca in questione, in realtà un piccolo avvallamento, sarebbe stata riconoscibile ed evitabile usando l’ordinaria diligenza; inoltre, il fatto che il danneggiato abitasse nei pressi non era stato effettivamente utilizzato per porre una presunzione di conoscenza a suo carico ma come un elemento da considerare insieme agli altri nell’effettuare il necessario bilanciamento tra prevenzione e cautela, sotteso alla responsabilità per custodia, escludendo, pertanto, la responsabilità dell’Ente

Cassazione civile sez. VI, 14/06/2016, n.12174

Insidia stradale: nessun risarcimento per la caduta in una buca sulla strada di casa

Ai fini di cui all’art. 2051 c.c.., il caso fortuito può essere integrato anche dalla colpa del danneggiato, poiché la pericolosità della cosa impone un obbligo massimo di cautela, proprio in quanto il pericolo è altamente prevedibile. E tale prevedibilità con l’ordinaria diligenza è sufficiente ad escludere la responsabilità del custode anche ai sensi dell’art. 2051 (nella specie, relativa alla richiesta di risarcimento dei danni conseguenti alla caduta, avvenuta dentro un negozio a causa della presenza di un gradino non adeguatamente segnalato, la Corte ha rilevato come il dislivello fosse lieve, il gradino fosse largo circa un metro e fosse presente anche una guida antiscivolo, sicché la caduta doveva essere imputata ad un difetto di attenzione della danneggiata nell’affrontare il gradino che aveva determinato la caduta).

Cassazione civile sez. VI, 01/04/2016, n.6407

Buca stradale: nessun risarcimento se la caduta è determinata da imprudenza del danneggiato

La ricostruzione è avvenuta nel contraddittorio delle parti, iuxta allegata et probata, e dunque non può venire in questione il principio dell’onere probatorio, ma il diverso principio inerente alla imputabilità soggettiva per colpa del convenuto Comune ed al correlativo principio relativo alla condotta imprudente della donna che scivola, pur abitando a pochi passi e non si avvede della insidia per la scarsa illuminazione.

Cassazione civile sez. III, 28/10/2015, n.21940

È esclusa la presunzione di responsabilità per cose in custodia in capo alla p.a. quando l’abnorme comportamento del danneggiato costituisce l’unico ed esclusivo presupposto causale della verificazione del danno.

(Nel caso in esame veniva respinta una domanda di risarcimento danni subiti in conseguenza di una caduta da una moto a causa di una buca sul manto stradale poiché la guida del motociclista non era prudente né tecnicamente adeguata).

Cassazione civile sez. VI, 30/03/2015, n.6425

Buca non segnalata: se visibile non c’è risarcimento

In tema di responsabilità da cose in custodia, deve essere confermata la decisione dei giudici del merito, che hanno escluso la responsabilità dell’ente per l’infortunio occorso ad un cittadino caduto in ora notturna per la presenza di una buca priva di segnalazione sul manto stradale, allorchè sia emerso che la mancanza di pavimentazione era ben visibile nonostante l’ora notturna, che la parte conosceva molto bene il luogo della caduta e che, in considerazione della sua età (40 anni), avrebbe potuto facilmente spostarsi aggirando il pericolo, sicchè la responsabilità del fatto dannoso andava iscritta alla sua disattenzione nella circostanza della caduta, tale da integrare gli estremi del caso fortuito.

Cassazione civile sez. VI, 09/03/2015, n.4663

Caduta motorino in buca piena d’acqua

Per l’applicazione della presunzione di responsabilità del custode ex art. 2051 c.c. è necessaria la prova da parte del danneggiato del rapporto di causalità tra il bene in custodia e l’evento dannoso (escluso, nella specie, il risarcimento richiesto da una donna che lamentava dei danni a seguito di una caduta dal motorino per la presenza di una buca piena di acqua, atteso che l’attrice non aveva provato che la caduta dal motorino fosse dipesa proprio dalla presenza della buca nel manto stradale).

Cassazione civile sez. III, 21/11/2014, n.24845

Concorso di colpa del danneggiato

La caduta di un bambino di tre anni e mezzo di età da uno scivolo in ora notturna è un evento certamente prevedibile ed evitabile con un grado normale di diligenza. Il fatto che ai piedi dello scivolo vi sia una buca o una conca, un avvallamento che aumenta il rischio di cadute pericolose non fa che rendere ancora più prevedibile l’evento dannoso; sicché aumentano le probabilità che la cooperazione colposa del soggetto danneggiato – nel caso, degli adulti tenuti alla vigilanza sul bambino – possa avere un’efficacia causale del tutto assorbente ai sensi dell’art. 1227 c.c., assumendo la cosa il ruolo puro e semplice di occasione dell’evento. In altri termini, un genitore (o, comunque, un adulto) che accompagna un bambino così piccolo, in ora notturna (e perciò priva di luce solare) in un parco giochi e gli consente di giocare su di uno scivolo ai piedi del quale c’è una buca, deve avere ben presenti i rischi che ciò comporta, non potendo poi invocare come fonte dell’altrui responsabilità, una volta che la caduta dannosa si è verificata, l’esistenza di una situazione di pericolo che egli era tenuto doverosamente a calcolare.

Cassazione civile sez. III, 26/05/2014, n.11657



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