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Infedeltà online virtuale: cosa dice la legge?

5 Agosto 2021 | Autore:
Infedeltà online virtuale: cosa dice la legge?

Che succede se un coniuge si accorge che l’altro ha una relazione speciale via Internet? Quando scatta il tradimento? E quando l’addebito?

Ci sono molti modi di tradire il proprio partner. Al più classico rapporto fisico con «il terzo incomodo», le reti sociali hanno portato in auge quello che potremmo denominare «il fedifrago internettiano», quello che tenta l’approccio via chat e, quando lo trova, inizia una relazione su Facebook, su Instagram o tramite WhatsApp, Telegram ed altri servizi di messaggistica, fatta da uno scambio di conversazioni e di immagini ad alto contenuto erotico. Ma sull’infedeltà online virtuale, cosa dice la legge?

C’è poco da fare: se c’è una cosa che fa male in un rapporto di coppia è perdere la fiducia nell’altro. Ecco perché il fatto di non sfiorare un amante nemmeno con un dito ma di instaurare con lui o con lei un rapporto parallelo, di nascosto dal coniuge o dal compagno, basato sull’intimità che dovrebbe essere riservata in esclusiva alla persona con cui si convive, viene considerato un comportamento infedele quanto quello di finirci a letto. E non solo per il partner, come vedremo tra un istante, ma anche per la legge. Ecco cosa è previsto per i casi di infedeltà online virtuale.

Il rapporto virtuale è tradimento?

La linea che separa un rapporto di sana confidenza con uno di infedeltà online virtuale è molto sottile. Facciamo qualche esempio.

Due persone sposate o conviventi con i rispettivi compagni si incrociano su Facebook, si scrivono sempre più frequentemente, entrano in confidenza. Si raccontano le loro vite, i momenti felici ma anche le loro frustrazioni e le loro aspirazioni. Si trovano bene in questo spazio virtuale che hanno trovato, cominciano a volersi bene e se lo dicono apertamente, pur non scambiandosi delle foto o dei video osé. La legge lo considera un’infedeltà? Oppure per parlare di tradimento c’è bisogno che queste due persone oltrepassino il confine del pudore e si mandino reciprocamente foto o video spinti, che manifestino il proprio desiderio di incontrarsi, nel senso più completo della parola?

Non è sempre facile entrare nell’universo più intimo delle persone e, quindi, capire con quali intenzioni un uomo si confida con una donna o una donna dice «ti voglio bene» a un uomo. Per stabilire se un rapporto di amicizia è andato oltre il consentito, occorrerà vedere il modo in cui sono state portate avanti le conversazioni, i toni utilizzati, la possibile esistenza di un coinvolgimento sentimentale. Ecco, a quel punto, la legge parla di infedeltà online virtuale, cioè di tradimento.

C’è anche un altro aspetto che non va trascurato e che un giudice potrebbe ben chiedere ai due soggetti coinvolti in questa storia: «Scusi, a sua moglie o al suo compagno farebbe piacere leggere quello che vi siete scritti? Mostrerebbe loro queste conversazioni?». Se la risposta è no, il tradimento appare evidente. Certo, c’è chi se la prende anche per il solo dire «caspita, hai visto che bella donna?». Ma anche qui, tutto dipende dal modo in cui lo si dice. E da come la si guarda.

In altre parole: non conta quanto si parli o si frequenti in chat una persona, ma il tono delle conversazioni che mantengono.

Tradimento: cosa comporta?

Oltre al mitico probabile colpo di mattarello in testa, cosa comporta il tradimento in termini legali? Quando viene appurato che il partner ha «una storia» con qualcuno o con qualcuna, la legge è perentoria: il traditore si troverà l’addebito per la separazione. Lo stesso succederà quando il comportamento, nel contesto in cui abita la coppia, possa causare offesa alla dignità e all’onore dell’altro coniuge. Significa che viene punito anche l’adulterio apparente, quello cioè che fa pensare ai vicini piuttosto che ai colleghi o agli amici del partner «cornificato» che c’è una relazione clandestina in corso.

Quando si parla di «punizione» non si fa riferimento a delle sanzioni civili o penali, perché il diritto di famiglia non le prevede in caso di tradimento. Si intende, invece, come abbiamo appena accennato, l’addebito della separazione. In questo caso, il fedifrago:

  • non potrà chiedere l’assegno di mantenimento, nemmeno se fosse ridotto alla miseria;
  • non avrà diritti sull’eredità dell’ex nel caso in cui il partner dovesse morire prima di lui.

Infedeltà virtuale: cosa comporta?

Quello che abbiamo appena spiegato circa l’addebito della separazione è previsto anche in caso di infedeltà online virtuale? Non sempre.

L’addebito scatterà nel momento in cui il tradimento via Internet sia stato la vera causa della fine del matrimonio. Se, invece, anziché essere il motivo scatenante del fallimento ne è una conseguenza, cioè se il rapporto era già in frantumi e si sarebbe comunque concluso anche senza il rapporto virtuale di uno dei due, a quel punto non ci sarà l’addebito automatico al fedifrago. Succede, ad esempio, quando la moglie trova il marito a letto con un’altra e, per vendetta, ripaga il coniuge con la stessa moneta. Oppure quando una donna abbandonata a sé stessa dal marito, non considerata, vessata in pubblico, trova in un altro uomo la felicità perduta con il marito.

Secondo la Cassazione, infatti [1], mancare ai doveri coniugali avviando una relazione via chat non è sufficiente: occorre provare il fatto che quelle conversazioni, anche spinte, sono state la vera causa della fine del matrimonio.

Può anche succedere che la moglie, nel momento in cui ha la certezza che il marito «se la intende» con un’altra donna via chat, prenda le sue cose e se ne vada via di casa. Significa che la separazione verrà addebitata a lei per abbandono del tetto coniugale? Secondo una sentenza della Corte d’Appello di Catania, no: i giudici ritengono, infatti, che ci siano gli elementi per pensare che il marito abbia dimostrato in quel modo una forma di disinteresse verso la moglie che, a questo punto, è legittimata a lasciarlo [2].


note

[1] Cass. sent. n. 14414/2016.

[2] C. App. Catania sent. del 30.03.2015.


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