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Caduta su strada privata: quando il Comune paga i danni

31 Marzo 2021 | Autore:
Caduta su strada privata: quando il Comune paga i danni

La Pubblica Amministrazione ha un obbligo di manutenzione delle vie destinate ad uso pubblico; se non lo adempie correttamente, deve risarcire gli infortunati.

Una brutta caduta può avvenire dovunque, ma a seconda del luogo in cui si verifica, le conseguenze giuridiche possono essere molto diverse. Così, se inciampi in un marciapiede cittadino e ti fai male, sarebbe spiacevole venire a sapere che quel tratto è di proprietà privata: potresti credere che il Comune non c’entra nulla. Generalmente, si è portati a pensare che se l’incidente è successo in un’area privata, il responsabile è il proprietario e la Pubblica Amministrazione invece è del tutto esente. In realtà, non è proprio così: ci sono alcuni casi in cui l’Ente pubblico è tenuto comunque a risarcire i danni all’infortunato.

Vediamo quindi quando per la caduta su strada privata il Comune paga i danni: una recente sentenza [1] ha affermato – e non è la prima volta che ciò accade – il criterio di attribuzione della responsabilità in base all’uso che la gente fa della strada. Questo significa che possono esserci strade private ma destinate all’uso pubblico e, allora, il Comune ha l’obbligo di provvedere alla loro manutenzione, nell’interesse della collettività: se non lo fa, diventa responsabile dei pericoli arrecati ai veicoli ed ai pedoni che le percorrono e deve risarcire i danneggiati.

Le strade private a uso pubblico  

Al di là della formale appartenenza di una via ai proprietari privati, come nel caso delle strade condominiali, ciò che conta è la destinazione pubblica: ciò si verifica spesso – come nel caso ora deciso dalla Corte d’Appello di Firenze – in porticati su cui insistono negozi o altri esercizi commerciali aperti al pubblico. Tali spazi sono indubbiamente aperti al «pubblico transito», pedonale o anche veicolare, senza particolari restrizioni e, perciò, vengono adibiti in concreto ad un uso pubblico. La principale conseguenza è che il Comune deve accollarsi l’onere di «intervenire direttamente per la manutenzione dell’area»: questo incombente tocca alla Pubblica Amministrazione, anziché ai proprietari privati.

Strada privata: obbligo di manutenzione del Comune

Il Comune ha l’obbligo di manutenzione anche per le strade di proprietà privata, se esse hanno una destinazione pubblica in quanto sono aperte al pubblico transito. In tali casi c’è una precisa responsabilità che la legge attribuisce a chi ha la custodia delle cose [2] inerti ma potenzialmente insidiose e pericolose: e le vie percorribili, notoriamente, lo sono.

Per la Corte fiorentina è proprio «l’uso pubblico a giustificare l’obbligo del Comune di provvedere alla manutenzione della strada». Se ciò non viene adempiuto, i giudici non hanno dubbi: «è il Comune stesso da ritenersi responsabile dei danni subiti dal passante, caduto a causa di una buca».

Il medesimo principio è stato affermato anche dalla Corte di Cassazione [3], che ha precisato come «è in colpa la P.A. la quale né provveda alla manutenzione o messa in sicurezza delle aree, anche di proprietà privata, latistanti le vie pubbliche, quando da esse possa derivare pericolo per gli utenti della strada, né provveda ad inibirne l’uso generalizzato». Il principio è dunque consolidato nella giurisprudenza, quando si tratta di aree private attigue alle strade pubbliche ed aperte al pubblico transito.

Caduta su strada privata: quando il Comune risarcisce i danni

Da quanto ti abbiamo spiegato avrai compreso che il Comune risponde anche dei danni provocati da cadute su strade private se non ha svolto la manutenzione cui era tenuto a motivo del loro uso pubblico: la Corte sottolinea che «la natura privata della strada non è sufficiente ad escludere la responsabilità dell’amministrazione comunale, se per la destinazione dell’area o per le sue condizioni oggettive l’amministrazione era tenuta alla sua manutenzione».

In concreto, il criterio per stabilire se la responsabilità risarcitoria ricade sul Comune è il seguente:

  • se la strada privata è destinata ad uso pubblico, è il Comune il soggetto obbligato a mantenerla in buono stato e in condizioni di sicurezza ed anche a inibirne l’uso ai passanti, in caso di pericolo;
  • tale obbligo si estende anche alle pertinenze della strada, come i marciapiedi e le aree latistanti la via;
  • se si verificano danni alle persone in conseguenza di cadute in buche o altre insidie stradali (come gradini rotti e marciapiedi sconnessi) il Comune che non ha correttamente eseguito la manutenzione è tenuto a risarcire il danneggiato.

In definitiva, il titolo di proprietà privata dell’area in tutti questi casi non conta affatto, perché ciò che conta è individuare il soggetto che è tenuto a provvedere alla corretta custodia: «quando si tratta di stabilire chi sia tenuto alla manutenzione del suolo non conta tanto l’atto di proprietà, ma l’uso che di esso fa la collettività» – ribadisce la Corte fiorentina e perciò «sebbene una strada sia di proprietà privata, se questa è attigua a una strada comunale e quindi di essa vi è un uso pubblico, l’amministrazione ha l’obbligo di provvedere alla sua manutenzione» in modo da evitare che l’area sia o diventi «potenzialmente pericolosa per veicoli e pedoni».

Tutto ciò ovviamente non esime i pedoni e i conducenti dei veicoli dall’uso della dovuta attenzione e prudenza nel percorrere la strada, altrimenti il risarcimento potrebbe essere escluso, o sensibilmente ridotto, per tale difetto di diligenza che ha contribuito alla verificazione dell’evento dannoso o ha provocato il caso fortuito che elimina il nesso di causalità tra la strada e la caduta di chi la percorreva in modo anomalo.

Leggi anche “Caduta su strada privata ma usata da tutti: il Comune risarcisce“.

note

[1] Corte d’Appello Firenze, sent. n. 61 del 14.01.2021.

[2] Art. 2051 Cod. civ.

[3] Cass. ord. n. 3216 del 07.02.2017.


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