HOME Articoli

Miscellanea Il paradosso dei professionisti: con la crisi ecco chi guadagna di più e chi di meno

Miscellanea Pubblicato il 11 marzo 2014

Articolo di




> Miscellanea Pubblicato il 11 marzo 2014

Notai, avvocati, commercialisti, ma anche infermieri, medici, ingegneri, consulenti del lavoro e psicologi: ecco quali i redditi professionali hanno perso di più con la crisi economica.

Tra i settori più colpiti dalla crisi economica vi è, senza dubbio, quello dei professionisti. La riduzione del reddito arriva a toccare, in media, finanche due cifre. Ma il paradosso è che, nonostante ciò, sta aumentando il numero di iscritti agli albi e di quanti vedono nella professione l’unico sbocco lavorativo. Come è possibile?

Gli analisti del settore spiegano questa apparente contraddizione ed il recente boom delle partite IVA come un effetto naturale della crisi occupazionale: l’impossibilità di trovare l’impiego fisso si riversa necessariamente nell’auto imprenditorialità e, conseguentemente, nelle professioni. Il che sarebbe confermato dall’età media di iscrizione agli albi: il 12,2% dei neo iscritti nel 2012 ha più di quarant’anni.

Spiccano, nelle scelte degli italiani, le professioni protette, per tradizione considerate un salvagente reddituale. Circostanza, tuttavia, sconfessata proprio dai recenti indici. Salvo, infatti, i commercialisti, i medici e i veterinari, la remuneratività delle professioni – sia quelle considerate “ricche” (ossia con un reddito dichiarato superiore a 40mila euro, come i notai), sia quelle considerate “povere” (con un reddito in media inferiore a 20mila euro) – ha subito un tracollo generalizzato.

I redditi: chi ha perso di più?

Sulla base dei dati pubblicati dalle Casse professionali, si è tracciato un indice di quali sono i settori che hanno perso di più in fatturato.

La categoria dei notai, benché sia quella più ricca, con un reddito medio reale di 72mila euro, ha registrato il calo più alto. Rispetto al 2008, la diminuzione è addirittura del 44,01%. Ciò si spiega per via della contrazione delle compravendite immobiliari registrata negli ultimi anni (-42% dal 2006 al 2012).

Seguono gli ingegneri che, per colpa della crisi del settore edile, hanno subìto una flessione del -23,75% (passando dai 30mila euro del 2008 ai 22.992 euro del 2012).

Al terzo posto di questa non invidiabile classifica ci sono i periti industriali – anch’essi vittime del tracollo del settore edile – con -21,73% rispetto al 2008 e -14,75% nel confronto con il 2011.

Seguono gli infermieri (-16,78%), i consulenti del lavoro (-16,41), gli avvocati (-13,53%) e i geometri (-12,37%).

Una ripresa rispetto al 2011 è stata registrata da veterinari (+6,36%), psicologi (+4,46%) e commercialisti.

Il forte incremento degli infermieri (circa il 70% in più) si spiega con la recente possibilità di iscrizione alla Cassa di chi prima risultava nella gestione separata Inps; fenomeno che ha anche ridotto il “reddito medio” della categoria. È invece reale l’aumento del 39,10% registrato dagli psicologi, che crescono mediamente dell’8% l’anno.

note

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI