Assegno per i figli: importo massimo a rischio

31 Marzo 2021 | Autore:
Assegno per i figli: importo massimo a rischio

Non ci sono abbastanza soldi per garantire a tutti i beneficiari la cifra promessa di 250 euro al mese: Governo al lavoro per trovare altre risorse.

Il Governo dice una cosa, i numeri dicono un’altra. L’assegno unico e universale per i figli, che dovrebbe debuttare il 1° luglio comprendendo tutti gli attuali aiuti alle famiglie, promette un importo fino a 250 euro al mese, a seconda della situazione economica del nucleo. A conti fatti, però, al momento si intuisce che sarà difficile arrivare a quella cifra.

Restano tre mesi all’arrivo del nuovo assegno. Tre mesi entro i quali devono essere definite le risorse e le modalità di erogazione del contributo. Si parte con una dote di circa 20 miliardi di euro, di cui quasi 13 vengono recuperati dall’eliminazione dei vari bonus in vigore (bonus bebè, bonus mamma, ecc.) ed il resto viene stanziato dall’ultima legge di Bilancio. Una torta da dividere fra 7,6 milioni di famiglie italiane che hanno figli fino a 21 anni (il beneficio viene riconosciuto dal settimo mese di gravidanza), per quanto dai 18 ai 21 anni l’importo si riduca del 40%.

E allora, ecco cosa dicono i conti, fatti – come riporta questa mattina Il Sole 24Ore – dal gruppo di ricerca Arel, Fondazione E. Gorrieri e Alleanza per l’infanzia. Il calcolo è basato su un assegno «moderatamente selettivo», pari in media a 1.930 euro all’anno (ovvero, 161 euro al mese) per ogni figlio minorenne, ridotto del 40% se maggiorenne o maggiorato del 50% se disabile, con un incremento di 300 euro all’anno per ogni figlio oltre al secondo. Quindi, 161 euro al mese, non 250.

Va ricordato, inoltre, che il valore del contributo scende gradualmente a partire da un Isee di 30mila euro fino ad uno di 52mila euro. Oltre questa cifra, l’assegno resta a 67 euro al mese per ogni figlio minore e a 40 euro al mese per ciascun maggiorenne fino a 21 anni.

Questi numeri, riportati sui 7,6 milioni di famiglie beneficiarie, dicono che circa 1 milione e 350 nuclei avrebbero a regime un assegno per un importo inferiore a quello che oggi percepiscono con gli attuali aiuti, ovvero 381 euro in meno all’anno. Vengono penalizzati, in particolare, i lavoratori dipendenti. Nel caso in cui il Governo volesse inserire una clausola di salvaguardia per evitare che ci perdano con la nuova agevolazione – ed è un’ipotesi sulla quale si lavora – serviranno altri 800 milioni di euro.

L’assegno unico e universale è stato approvato ieri in via definitiva dal Senato ed è, quindi, diventato legge. Conterrà gli aiuti alle famiglie attualmente previsti, quindi l’assegno per il nucleo familiare, le detrazioni per i figli a carico, il bonus asili nido, l’assegno di natalità, le detrazioni Irpef per il quarto figlio, ecc.

Il contributo, come accennato, verrà erogato dal 1° luglio per ogni figlio a carico a partire dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni. Dopo i 18 anni, però, l’importo si riduce e verrà pagato direttamente al figlio maggiorenne ma solo se il ragazzo è studente, svolge un tirocinio, frequenta un corso professionale, è registrato in un Centro per l’impiego o in un’agenzia di lavoro come disoccupato, svolge un servizio civile universale o fa qualche lavoro a basso reddito.

L’assegno sarà cumulabile con il reddito o con la pensione di cittadinanza.



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