Condono cartelle: attenzione a quello che si paga

31 Marzo 2021 | Autore:
Condono cartelle: attenzione a quello che si paga

Deve ancora arrivare il decreto attuativo con la data di annullamento dei debiti. Fino ad allora, i soldi versati non verranno restituiti.

Chi ha un debito con il Fisco che rientra nel condono appena approvato dal Governo ma che ha già iniziato a pagare non vedrà più i soldi già versati. Lo stabilisce lo stesso decreto Sostegni che ha introdotto la cancellazione delle cartelle iscritte tra il 2000 e il 2010 di importo inferiore a 5mila euro per i contribuenti con un reddito dichiarato nel 2019 inferiore a 30mila euro.

In altre parole, i pagamenti effettuati per i ruoli anche di importi minimi non verranno restituiti.

Per lo stralcio dei ruoli fino a 1.000 euro, introdotto dalla pace fiscale del 2018, era stato stabilito che le somme versate dopo l’entrata in vigore del decreto legge venivano imputate ad altri debiti o, altrimenti, rimborsate. Il decreto Sostegni, invece, dice a chiare lettere che i pagamenti fatti prima della data di annullamento stabilita nel decreto attuativo saranno acquisiti in via definitiva, cioè non verranno restituiti al contribuente.

E questo è un passaggio fondamentale perché il decreto Sostegni è entrato in vigore ma quello attuativo ancora non c’è: deve essere approvato entro 30 giorni dalla conversione in legge del Sostegni. In quel decreto del ministero dell’Economia ci sarà la fatidica data dalla quale sarà effettivo l’annullamento delle cartelle esattoriali che rientrano nel condono. Quindi, tutto quello che verrà pagato fino a quella data che ancora deve essere resa nota non tornerà più indietro. Davvero improbabile, peraltro, che si pensi ad una data retroattiva.

Qual è la soluzione? Aspettare. Come spiega l’Agenzia delle Entrate Riscossione nelle sue Faq, tutte le attività di recupero dei ruoli in esame, indipendentemente dal reddito del contribuente, sono sospese fino alla data che verrà indicata nel decreto attuativo. La sospensione sarà effettiva anche dopo il 30 aprile, data in cui è fissata dal decreto Sostegni l’ultima scadenza per la maggior parte delle operazioni di riscossione.

Quindi, attenzione a quello che si paga: prima di aprire il portafoglio a beneficio del Fisco, bisogna controllare se il debito può rientrare nel condono appena approvato. Se così fosse, tanto converrebbe aspettare il decreto con la data dell’annullamento.

Ovviamente, si parla solo delle cartelle e dei debiti che possono far parte del condono. Quindi, non si parla di quello che resta escluso dal beneficio, vale a dire:

  • i debiti per aiuti di Stato;
  • le sanzioni dalle autorità penali;
  • le sanzioni conseguenti ad una condanna della Corte dei conti;
  • le entrate relative alle risorse proprie dell’Unione europea, come i dazi doganali;
  • l’Iva all’importazione.

Va ricordato che la soglia dei 5mila euro comprende la sorte capitale, le sanzioni e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo. Conta l’importo di ogni singolo debito e non il totale complessivo della cartella.



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