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Covid: cosa cambierà con il nuovo decreto

31 Marzo 2021 | Autore:
Covid: cosa cambierà con il nuovo decreto

Restano le restrizioni per tutto il mese di aprile: niente fasce gialle. Divieto alle Regioni di decidere sulla chiusura delle scuole. Le concessioni a Pasqua.

Vince la linea del rigore. E si tarpa le ali alle Regioni, che non potranno più decidere sulla chiusura delle scuole. L’unica, minima, concessione arriverà nel fine settimana di Pasqua, quando sarà possibile andare a trovare partenti e amici alle solite condizioni (massimo in due, con figli under 14 e una sola volta al giorno). Chi aveva chiesto di allentare le misure anti-Covid nel corso del mese di aprile dovrà mettere il cuore in pace.

Ecco l’impianto del nuovo decreto legge che oggi riceverà il via libera dal Consiglio dei ministri e che sarà in vigore dal 7 al 30 aprile. Il polso all’interno della maggioranza tra chi vuole lasciare le cose come stanno e chi spinge per qualche cauta riapertura è ancora estenuante. Ma tutto fa capire che la decisione lasciare appeso in tutto il Paese il cartello «Chiuso per Covid» sia già stata presa. Colpa della variante inglese, che continua a dilagare.

Per tutto il mese di aprile, dunque, l’Italia resterà in rosso o in arancione. Niente zone gialle, men che meno quelle bianche. L’unica possibile apertura arriverà nelle zone in cui venga registrato qualche miglioramento significativo dei contagi: a quel punto si potrebbe valutare un allentamento molto mirato delle restrizioni. Questo non avverrebbe, però, in automatico in base all’indice Rt o ad altri parametri, come chiesto dalla componente di centrodestra del Governo.

Seguendo il calendario, e rispetto alla situazione attuale, l’unico cambiamento a breve, prima che entri in vigore il nuovo decreto legge, lo si avrà questo week end di Pasqua. Solo nei giorni 3, 4 e 5 aprile, vale a dire Sabato Santo, Pasqua e Lunedì dell’Angelo, sarà possibile andare a trovare parenti e amici anche in zona rossa una volta al giorno, in due e con figli under 14. La deroga scadrà dal 7 aprile, quando tornerà il divieto di allontanarsi dalla propria abitazione in zona rossa o di uscire dal Comune di residenza in zona arancione, tranne che per motivi di lavoro, di salute o di comprovata necessità. Il coprifuoco resterà intatto, dalle 22 alle 5, sempre e comunque.

Non sarà possibile uscire dalla propria Regione in tutta Italia, con poche eccezioni: si potrà andare nelle seconde case anche fuori Regione e in zona rossa purché le abitazioni siano vuote e si vada con il proprio nucleo familiare convivente. Inoltre, occorre un titolo di proprietà o di affitto non breve risalente a prima del 14 gennaio 2021. È consentito sempre il ritorno nell’abitazione presso la quale si ha il domicilio o la residenza.

Il nuovo decreto stabilisce anche che le Regioni non potranno più decidere di chiudere le scuole fino alla prima media, indipendentemente dalla fascia di rischio in cui sono collocate.

Per quanto riguarda i colori dei vari territori, non ci sarà per tutto il mese di aprile – come già segnalato – la fascia gialla. Entreranno in zona rossa le Regioni in cui «l’incidenza cumulativa settimanale dei contagi sia superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti». I presidenti delle Regioni e delle Province autonome avranno facoltà di applicare le misure da zona rossa anche dove la circolazione delle varianti «determina alto rischio di diffusività e induce malattia grave».

Da segnalare, infine, la possibilità per i dipendenti di lavorare in smart working alternativamente all’altro genitore quando hanno figli minori di 16 anni a casa in didattica a distanza.



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