Diritto e Fisco | Articoli

Tari: come risparmiare?

5 Agosto 2021
Tari: come risparmiare?

Tutti i soggetti che possiedono dei beni immobili in grado di produrre i rifiuti devono pagare la relativa tassa che finanzia il servizio di nettezza urbana.

Vivi in una casa in campagna e, presso la tua abitazione, non arriva il servizio di raccolta dei rifiuti. Devi, ogni giorno, caricare l’immondizia sulla tua auto e trasportarla fino al punto di raccolta più vicino. A causa di questo disservizio, puoi chiedere una riduzione della Tari (tassa sui rifiuti)? Come risparmiare sulla Tari? 

Il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani costituisce una delle principali voci di costo per le amministrazioni comunali. Per questo ogni soggetto che possiede beni immobili o superfici scoperte idonei a produrre rifiuti deve pagare la relativa imposta. In molti, però, vorrebbero pagare di meno e si chiedono, con riferimento alla Tari: come risparmiare?

Come vedremo, la legge prevede che, in certe fattispecie, i Comuni devono obbligatoriamente riconoscere delle riduzioni o delle esenzioni dal pagamento di questa tassa. Inoltre, nell’ambito della loro autonomia impositiva, le amministrazioni comunali possono prevedere ulteriori agevolazioni.

Tari: cos’è?

La Tari, acronimo di tassa sui rifiuti, è un tributo comunale che ha lo scopo di finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e deve essere pagata da parte di chiunque possieda o detenga, a qualsiasi titolo, locali o superfici scoperte suscettibili di produrre i rifiuti.

La Tari viene riscossa dall’amministrazione comunale o dal soggetto terzo a cui il Comune ha affidato, in regime di concessione o appalto, questo compito. Spesso, l’attività di riscossione di questo tributo viene realizzata dallo stesso soggetto giuridico al quale è stato affidato il servizio di raccolta dei rifiuti.

La legge [1] prevede che i Comuni che hanno introdotto dei sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti dal soggetto privato al servizio pubblico possono applicare, al posto della Tari, che ha natura di tributo, una tariffa che ha natura di corrispettivo. Si tratta di una differenza che incide sulla natura del pagamento. Infatti, la Tari ha generalmente natura tributaria e, dunque, è fuori dal campo Iva ed è soggetta, in caso di contenzioso, alla giurisdizione tributaria.

Quando invece il Comune, avendo introdotto la misurazione specifica del rifiuto conferito, introduce la Tari come corrispettivo, l’imposta assume natura patrimoniale, rientra nel campo Iva ed è soggetta alla giurisdizione ordinaria.

Tari: quando scatta l’obbligo di pagamento?

Come abbiamo visto, il presupposto per applicare la Tari è la capacità del locale o dell’area scoperta di produrre rifiuti. La Cassazione ha precisato che ciò che rileva per stabilire se la Tari è dovuta o meno è la potenzialità del locale o dell’area a produrre rifiuti. Ne consegue che la semplice mancata utilizzazione, di fatto, del bene, quando deriva da una decisione soggettiva e discrezionale dell’occupante, non è sufficiente per escludere il pagamento della Tari. Per sfuggire al tributo, dunque, il contribuente deve dimostrare l’inidoneità del locale o dell’area a produrre i rifiuti a causa di oggettive condizioni di inutilizzabilità.

Secondo la giurisprudenza, la presenza alternativa dell’arredo o di una sola utenza di rete vale ad escludere l’inutilizzabilità del locale e, dunque, a far sorgere l’obbligo di pagamento. In ogni caso, i regolamenti comunali in materia di Tari specificano in quali casi il locale è ritenuto inidoneo a produrre i rifiuti ed è dunque esonerato dal pagamento della Tari.

Tari: come pagare di meno?

Occorre, dunque, chiedersi cosa può fare il contribuente per evitare di pagare la Tari o, quantomeno, ridurre il relativo importo.

Innanzitutto, se si possiede un locale inutilizzato è bene rimuovere arredi e utenze per poter dimostrare la sua inidoneità a produrre rifiuti e, dunque, evitare il pagamento della Tari.

Inoltre, la legge prevede delle fattispecie che determinano il diritto del contribuente ad una riduzione della Tari. Le riduzioni obbligatorie per legge sono le seguenti:

  • riduzione della quota variabile proporzionale alle quantità di rifiuti speciali che il produttore dimostra di aver avviato al riciclo;
  • riduzione per mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti o per effettuazione del servizio in grave violazione della disciplina di riferimento;
  • riduzione per le zone in cui non è effettuata la raccolta.

Le riduzioni della Tari che possono essere, con proprio regolamento, introdotte dal Comune sono le seguenti:

  • esenzioni e riduzioni in caso di:
    • abitazioni con unico occupante;
    • abitazioni e locali per uso stagionale;
    • abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero;
    • fabbricati rurali ad uso abitativo;
    • attività di prevenzione nella produzione di rifiuti (compostaggio domestico).
  • esenzioni e riduzioni previste dal Comune per ulteriori fattispecie ritenute meritevoli di tutela.

note

[1] Art. 1 co. 668 L. 147/2013.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube