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Coppia gay: è valida l’adozione senza utero in affitto?

1 Agosto 2021 | Autore:
Coppia gay: è valida l’adozione senza utero in affitto?

La Cassazione stabilisce che i provvedimenti dettati all’estero devono essere trascritti all’anagrafe italiana. Con un solo limite.

Nei casi di adozione, c’è un principio che vale in ogni caso, in ogni momento, in ogni circostanza: prevale l’interesse del figlio. Tutto il resto passa in secondo piano, in particolare il fatto che la coppia sia eterosessuale oppure omosessuale. Questo pensiero, che può essere ritenuto scontato da alcuni e inaccettabile da altri, è stato sancito dalla Corte di Cassazione con una recente sentenza che ha affrontato una questione spinosa: per una coppia gay, è valida l’adozione senza utero in affitto?

Si parla, in questo caso, dell’adozione di un bambino generato da un padre e da una madre, quindi da una coppia etero, e messo in adozione grazie ad un provvedimento emesso da un giudice estero. Affinché ci sia un’adozione piena, dunque, l’ingresso nella nuova famiglia deve essere trascritto in Italia. Se quella nuova famiglia è stata formata da una coppia gay, la trascrizione deve essere consentita e ritenuta valida a tutti gli effetti? Vediamo che cos’ha detto la Cassazione in questa importante sentenza.

Adozione da coppia gay: è legale in Italia?

È stata la stessa Cassazione a sancire nel 2016 che le coppie omosessuali possono adottare un bambino. Anche perché non esiste una legge che dica il contrario, specialmente da quando non i giudici ma proprio il legislatore ha stabilito che le persone dello stesso sesso possono costituire un’unione civile, con doveri e diritti riconosciuti.

Finora, veniva stabilito che una coppia gay non potesse farsi carico del figlio biologico del partner avuto da una precedente relazione eterosessuale. La cosiddetta «stepchild adoption», norma rimasta immutata. Così come non era possibile l’adozione internazionale di un minore in stato di abbandono.

È su quest’ultimo vincolo che è intervenuta la Suprema Corte di recente [1]. In pratica, è stato sancito che l’adozione piena di un minore ottenuta all’estero da parte di una coppia gay è valida anche in Italia. Significa che la sentenza firmata da un giudice estero che riconosce un bambino come figlio di due persone dello stesso sesso deve essere trascritta allo stato civile.

Adozione da coppia gay: perché è legale?

I motivi per cui la Cassazione ha ritenuto che per una coppia gay è valida l’adozione senza utero in affitto sono almeno due. Il primo è proprio quello: il fatto che due persone dello stesso sesso stanno adottando un bambino in stato di abbandono nato non da un’utero in affitto ma da una coppia eterosessuale. Questo significa che non si è fatto ricorso alla cosiddetta gravidanza surrogata.

Ci sono, infatti, delle coppie omosessuali che, per motivi biologici che ben possiamo capire, se vogliono avere un figlio devono rivolgersi a chi ha «gli strumenti» che a loro mancano. Se si tratta di due uomini, dovranno chiedere a una donna di dar loro «in affitto» l’utero. Se, invece, la coppia è formata da due donne, dovranno ricorrere alla fecondazione artificiale.

Ebbene, in Italia, il ricorso all’utero in affitto è illegale. Lo impedisce una legge del 2004 [2]. Quello di cui la legge non parla è della possibilità di adottare un bambino da una coppia etero. Ma dove non arriva la legge, arrivano i tribunali. E la giurisprudenza ha stabilito più di una volta che due persone omosessuali legate in un’unione civile possono fare un’adozione. Ora, la Cassazione aggiunge: anche all’estero.

Adozione da coppia gay: l’interesse del bambino

È legale adottare un bambino all’estero, scrivono i giudici supremi, quando il figlio non è frutto di una gravidanza surrogata e, quindi, non è in contrasto con i princìpi di ordine pubblico internazionale.

Qui arriviamo al secondo motivo alla base della decisione della Cassazione: un provvedimento di questo tipo adottato da un giudice estero deve ritenersi conforme all’interesse primordiale del minore che, come detto all’inizio, prevale su qualsiasi altra cosa. L’adozione, inoltre, «non ostacola il riconoscimento della natura omoaffettiva della relazione tra i genitori», scrive la Corte Suprema.

Prevalgono, si legge ancora nella sentenza, i princìpi «che fondano l’autodeterminazione e le scelte relazionali del minore e degli aspiranti genitori, oltre che di non discriminazione e del preminente interesse del figlio». Pertanto, conclude la Cassazione, «deve essere trascritta all’anagrafe la sentenza straniera che riconosce una genitorialità sociale che sia del tutto equiparabile a quella biologica sorta dentro o fuori il matrimonio».


note

[1] Cass. sent. 9006/2021 del 31.03.2021.

[2] Legge n. 40/2004 del 19.02.2004.

Autore immagine: canva.com/


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3 Commenti

  1. Io sono contrario a ciò che dicono in molti e cioè che le coppie gay non possano adottare. L’importante è dare amore e un tetto sopra la testa a questi bimbi, poi quando cresceranno, potranno fare le loro scelte consapevolmente, ma intanto certe decisioni le prendono i genitori che rispondono civilmente dei danni causati dal proprio figlio

  2. Ma stiamo scherzando? Stiamo facendo passare per naturale ciò che non ho è. Come spiegherà il bimbo in classe che lui ha due papà o due mamme? La natura vuole che servano uomo e donna per procreare , quindi perché andare contro natura e permettere ai gay di adottare un bambino?

  3. Carmela, il tuo commento è fuori luogo e di cattivo gusto. Ma siamo all’epoca preistorica? Negli ultimi anni, abbiamo fatto passi da gigante prima su matrimonio ed ora sulle adozioni. Meglio evitare commenti sterili e cattivi. l’importante è che si accolga il piccolo nella casa

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