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Aspettativa dal lavoro

5 Agosto 2021 | Autore:
Aspettativa dal lavoro

Congedo straordinario, per gravi motivi personali o familiari, per formazione, per incarichi: quando si può chiedere la sospensione del rapporto?

Alcune situazioni per le quali il dipendente è costretto ad assentarsi per un lungo periodo dal lavoro sono tutelate dalla legge attraverso la previsione di un’aspettativa, grazie alla quale il rapporto lavorativo è sospeso e l’interessato non perde il posto. L’aspettativa dal lavoro, o congedo, è infatti la possibilità concessa al lavoratore subordinato di astenersi dal servizio, anche per periodi di tempo piuttosto lunghi, conservando il proprio posto di lavoro e, in casi specifici, con diritto alla retribuzione.

Ma per quali motivazioni può essere concessa l’aspettativa dal lavoro? L’assenza può essere concessa sulla base delle disposizioni del contratto collettivo applicato: gli accordi collettivi prevedono infatti la possibilità di richiedere differenti tipologie di congedo.

In ogni caso, ci sono diverse tipologie di aspettativa, basate su motivi specifici, previste dalla legge, che possono essere richieste da tutti i lavoratori subordinati, indipendentemente dal contratto collettivo applicato.

Congedo straordinario legge 104

I lavoratori che assistono un familiare disabile, con handicap in situazione di gravità, hanno il diritto di richiedere un’aspettativa della durata massima di 2 anni, anche frazionati, nell’arco dell’intera vita lavorativa. Questa aspettativa è detta congedo straordinario legge 104 [1].

Il diritto è determinato secondo un ordine gerarchico di lavoratori dipendenti beneficiari, in base al grado di unione o parentela con il portatore dell’handicap grave.

Durante l’assenza, viene anticipata dal datore di lavoro un’apposita indennità economica erogata per conto dell’Inps; spetta inoltre l’accredito di contributi figurativi, utili a pensione (i contributi sono effettivi nel caso in cui a richiedere il congedo sia un dipendente pubblico).

Per approfondire, leggi: Congedo straordinario legge 104.

Aspettativa per violenza di genere

Le lavoratrici che hanno subito violenza di genere possono beneficiare di un particolare congedo retribuito, se:

  • risultano inserite in un percorso di protezione relativo alla violenza di genere;
  • il percorso è stato debitamente certificato dai servizi sociali del comune di residenza o da un centro antiviolenza o da una casa di rifugio.

L’aspettativa dal lavoro, connessa al percorso di protezione, è concessa per un periodo massimo di 3 mesi nell’arco di 3 anni, che decorrono dalla data di inizio del percorso, salvo diversa regolamentazione della contrattazione collettiva.

Il congedo per violenza di genere è comunque riconosciuto dalla legge [2] alla generalità delle lavoratrici dipendenti, a prescindere dal contratto collettivo applicato.

Durante l’assenza viene anticipata dal datore di lavoro un’indennità economica erogata per conto dell’Inps.

Aspettativa per formazione

I lavoratori dipendenti con almeno 5 anni di anzianità di servizio presso la stessa azienda possono beneficiare di un’aspettativa per formazione, se devono:

  • completare la scuola dell’obbligo;
  • conseguire un titolo di studio di secondo grado;
  • conseguire un diploma universitario o di laurea;
  • partecipare ad attività formative che non siano realizzate né finanziate dal datore di lavoro.

Il congedo per formazione:

  • non è retribuito;
  • ha una durata non superiore a 11 mesi, continuativi o frazionati.

Nonostante il congedo sia previsto dalla legge [3] a favore della generalità dei lavoratori dipendenti, le modalità di fruizione dell’aspettativa sono demandate alla contrattazione collettiva, che può anche disporre di previsioni di miglior favore.

Aspettativa per gravi motivi

I lavoratori possono richiedere un periodo di aspettativa non retribuita per gravi e documentati motivi familiari o personali.

Il congedo per gravi motivi:

  • può avere una durata massima di 2 anni, anche frazionati;
  • può essere concesso per gravi motivazioni relative alla situazione personale, della propria famiglia anagrafica, dei familiari anche se non conviventi, nonché dei portatori di handicap, parenti o affini entro il terzo grado anche se non conviventi [4].

In sostanza, l’assenza può essere richiesta a fronte di gravi e documentati motivi familiari legati alla situazione:

  • personale;
  • di un componente della propria famiglia anagrafica;
  • dei seguenti familiari, anche non conviventi:
    • coniuge;
    • figli legittimi, legittimati, naturali, adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi;
    • genitori e, in loro mancanza, ascendenti prossimi;
    • adottanti;
    • generi e nuore;
    • suocero e suocera;
    • fratelli e sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali;
  • dei portatori di handicap parenti o affini entro il terzo grado, anche se non conviventi.

Nel dettaglio, l’aspettativa è concessa per:

  • problematiche conseguenti alla morte o alla grave malattia di un familiare;
  • problematiche conseguenti alla cura ed assistenza di un familiare, per dedicarsi alla quale il dipendente sia impossibilitato a svolgere le sue mansioni, o in gravi difficoltà;
  • grave disagio personale del lavoratore, non consistente in malattia.

Aspettativa per tossicodipendenti

I lavoratori dipendenti assunti a tempo indeterminato di cui viene accertato lo stato di tossicodipendenza possono richiedere un periodo di aspettativa non retribuita:

  • per accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione presso i servizi sanitari della Asl o altre strutture riconosciute;
  • per il periodo necessario al trattamento riabilitativo, sino a una durata massima di 3 anni.

L’aspettativa è riconosciuta dalla legge [5], ma i contratti collettivi possono prevedere delle disposizioni di miglior favore, specie per quanto riguarda la durata del congedo.

Il congedo può essere anche concesso ai familiari dei lavoratori tossicodipendenti per concorrere al programma, se risulta attestata la necessità della loro partecipazione.

Aspettativa per lavoratori affetti da patologie alcol correlate

I lavoratori dipendenti assunti a tempo indeterminato affetti da patologie collegate all’abuso di alcol possono usufruire di un’aspettativa non retribuita:

  • per accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione presso i servizi sanitari e le strutture riconosciute dalle regioni;
  • per il periodo necessario al trattamento di riabilitazione, sino a una durata massima di 3 anni.

Il congedo può essere anche concesso ai familiari dei lavoratori affetti da alcolismo per concorrere al programma laddove sia attestata la necessità della loro partecipazione.

Aspettativa per funzioni pubbliche elettive

Il lavoratore dipendente beneficia di un’aspettativa per esercitare le seguenti funzioni pubbliche:

  • sindaco;
  • presidente della provincia;
  • presidente del consiglio comunale;
  • presidente del consiglio provinciale, dell’area metropolitana, della comunità montana e dell’unione di comuni;
  • membro della giunta comunale;
  • membro della giunta provinciale.

La durata massima del congedo è pari all’intero periodo di svolgimento del mandato.

L’aspettativa è riconosciuta anche ai consiglieri di parità nazionali e ai lavoratori eletti membri del Parlamento nazionale o del Parlamento europeo.

Aspettativa per incarichi sindacali

Il lavoratore dipendente può beneficiare di un’aspettativa non retribuita per ricoprire cariche sindacali; il periodo massimo di congedo è pari alla durata del mandato connesso alla carica ricoperta.

Aspettativa non retribuita per motivi di lavoro

Il lavoratore dipendente può beneficiare di un’aspettativa per svolgere un altro lavoro? La legge riconosce il congedo per motivi di lavoro, ma soltanto ai dipendenti pubblici: per questi ultimi, difatti, il Collegato lavoro [6] prevede la possibilità di assentarsi per un massimo di 12 mesi, non retribuiti, per intraprendere una nuova attività in proprio.


note

[1] Art. 42 Co. 5- Dlgs. 151/2001.

[2] Art. 24 D.lgs. 80/2015.

[3] Art.5, L. 53/2000.

[4] Art.4, Co.2., L. 53/2000.

[5] Art. 139 DPR 309/1990.

[6] Art. 18 L. 183/2010.

Autore immagine: pixabay.com


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