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Bonus apprendistato di primo livello

5 Agosto 2021 | Autore:
Bonus apprendistato di primo livello

Assunzione di giovani apprendisti per il conseguimento del titolo di studio: incentivi economici e contributivi.

L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato, finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani [1]: l’assunzione di un apprendista comporta numerosi vantaggi per il datore di lavoro, specie se con contratto di apprendistato di primo livello.

Il contratto di apprendistato per la qualifica ed il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, detto apprendistato di primo livello, comporta infatti notevoli agevolazioni, sia contributive che economiche. Nel dettaglio, grazie al cosiddetto Bonus apprendistato di primo livello [2], il datore di lavoro che assume con questa tipologia contrattuale può beneficiare di uno sgravio del 100% dei contributi e di una forte riduzione della retribuzione dovuta all’apprendista.

Inoltre, gli apprendisti assunti con questo contratto sono esclusi dagli obblighi di stabilizzazione e non rientrano, per tutta la durata del periodo formativo, nella base di calcolo ai fini del computo dell’aliquota dei disabili. Le spese sostenute per gli apprendisti sono poi detraibili dalla base per il calcolo dell’Irap.

Non bisogna dimenticare, tuttavia, che l’assunzione con contratto di apprendistato comporta degli impegni supplementari per l’azienda, rispetto all’assunzione “ordinaria” di lavoratori dipendenti: deve essere difatti sottoscritto un apposito piano formativo individuale, relativo alle attività di formazione che l’apprendista deve svolgere, sia in azienda che presso l’istituzione scolastica alla quale è iscritto.

Il datore di lavoro, in merito alla formazione interna all’azienda, deve anche nominare un tutor qualificato: l’apprendistato di primo livello ha difatti la finalità di consolidare e acquisire competenze tecnico-professionali e specialistiche, abbinando quanto appreso in azienda con la formazione istituzionale.

In buona sostanza, gli aspetti collegati alla formazione, di notevole importanza in qualsiasi tipologia di apprendistato, risultano ancora più fondamentali nel contratto di apprendistato di primo livello, in quanto finalizzato al conseguimento di un titolo di studio: ciò giustifica la previsione di incentivi economici e contributivi più elevati rispetto a quelli previsti per l’instaurazione di altri contratti.

Quali tipi di apprendistato ci sono?

Le principali tipologie di contratto di apprendistato sono tre:

  • apprendistato di primo livello: questo contratto è finalizzato al conseguimento di una qualifica o di un diploma professionale, di un diploma di istruzione secondaria superiore o di un certificato di specializzazione tecnica superiore; riguarda i giovani che hanno compiuto i 15 anni di età e fino al compimento dei 25 anni;
  • apprendistato professionalizzante: questo contratto è finalizzato al conseguimento di una qualificazione professionale ai fini contrattuali; riguarda i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni o i beneficiari di indennità di disoccupazione;
  • apprendistato di alta formazione e ricerca: questo contratto è finalizzato al conseguimento di titoli di studio universitari e di alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, i diplomi relativi ai percorsi degli istituti tecnici superiori, nonché per il praticantato per l’accesso all’abilitazione professionale; riguarda i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni.

Come funziona l’apprendistato di primo livello?

Lo studente interessato a un percorso di apprendistato di primo livello, proposto da una o più imprese, deve presentare una specifica domanda individuale (sottoscritta anche dai genitori, se minore). Il contratto di apprendistato di primo livello può essere stipulato in tutti i settori di attività a condizione che l’apprendista abbia tra i 15 e i 25 anni (24 anni e 364 giorni).

La scuola o la differente istituzione formativa, d’intesa con il datore di lavoro, deve informare i giovani interessati, con modalità tali da garantire la consapevolezza della scelta sugli aspetti educativi, formativi e contrattuali del percorso di apprendistato.

Il datore di lavoro che intende stipulare il contratto di apprendistato di primo livello deve sottoscrivere un protocollo con l’istituzione formativa alla quale lo studente è iscritto, con cui vengono stabiliti il contenuto e la durata degli obblighi formativi.

L’istituzione formativa redige poi il piano formativo individuale (Pfi).

I periodi di formazione interna ed esterna possono essere articolati, oltreché in base alle esigenze formative dell’apprendista, anche secondo le esigenze formative e professionali dell’impresa, nonché in base alle competenze tecniche e professionali collegate agli apprendimenti che possono essere acquisiti in azienda. Nello specifico, le attività a scuola e in azienda possono avere cadenza settimanale, tenuto conto delle esigenze dell’azienda, in analogia e continuità con l’orario scolastico; in alternativa, si possono prevedere lunghi periodi di presenza in azienda, con una distribuzione “a moduli” alternati scuola/lavoro.

La formazione esterna non può comunque superare l’orario di lavoro per valori percentuali che variano dal 50% al 70%, a seconda del tipo di percorso previsto.

Definiti questi aspetti, può essere sottoscritto il contratto individuale di lavoro in apprendistato.

L’istituzione formativa-scolastica, anche avvalendosi del datore di lavoro per la parte di formazione interna, effettua il monitoraggio e la valutazione degli apprendimenti.

Bonus stipendio apprendistato di primo livello

Per quanto riguarda gli assunti con contratto di apprendistato di primo livello, la retribuzione, per le ore di lavoro svolte in azienda, è stabilita in misura percentuale rispetto alla retribuzione prevista per i dipendenti qualificati inquadrati allo stesso livello:

  • per il primo anno, la retribuzione per le ore di attività in azienda deve essere non inferiore al 45% della retribuzione di riferimento spettante per lo stesso livello di inquadramento;
  • per il secondo anno, la retribuzione per le ore di attività in azienda deve risultare non inferiore al 55% della retribuzione di riferimento spettante per lo stesso livello di inquadramento;
  • per il terzo anno, la retribuzione per le ore di attività in azienda non deve essere inferiore al 65% della retribuzione di riferimento spettante per lo stesso livello di inquadramento;
  • per il quarto anno, la retribuzione per le ore di attività in azienda deve risultare non inferiore al 70% della retribuzione di riferimento spettante per il corrispondente livello di inquadramento.

La legge [3], inoltre, prevede che:

  • per le ore di formazione svolte presso l’istituzione formativa (cioè per le ore di formazione esterna presso la scuola) il datore di lavoro sia esonerato da ogni obbligo retributivo;
  • per le ore di formazione interna in azienda sia riconosciuta al lavoratore una retribuzione, a carico del datore di lavoro, pari al 10% di quella che gli sarebbe contrattualmente dovuta.

Bonus contributi apprendistato di primo livello

Per il 2021, è operativo uno sgravio contributivo del 100% per chi assume con contratto di apprendistato di primo livello. Nel dettaglio, l’incentivo è riconosciuto:

  • per i contratti stipulati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021;
  • ai datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze non più di 9 addetti e che possano garantire le capacità strutturali, tecniche e formative, garantendo la disponibilità di uno o più tutor aziendali;
  • per i primi 3 anni di contratto; per i periodi successivi di apprendistato, l’aliquota è fissata in una misura agevolata inferiore, pari al 10%.

Il datore di lavoro gode anche:

  • dell’esenzione dalla tassa sul licenziamento, pari a 503,30 euro ogni 12 mesi di anzianità aziendale per un importo massimo, riferito ai rapporti di lavoro della durata pari o superiore a 3 anni, di 1.509,89 euro, relativamente al 2021;
  • dell’esenzione complessiva dall’1,61% di contribuzione, relativa alla Naspi (1,31%) e ai Fondi interprofessionali per la formazione (0,30%);
  • dell’esenzione dalla contribuzione ordinaria per il finanziamento del Fondo di integrazione salariale (Fis).

Se il datore di lavoro mantiene in servizio il lavoratore al termine del periodo di apprendistato, è riconosciuto un incentivo:

  • pari al 50% dei contributi previdenziali a carico dell’azienda, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail;
  • nel limite massimo di 3mila euro su base annua;
  • per un periodo massimo di 12 mesi.

L’incentivo spetta se, alla data del mantenimento in servizio, l’apprendista confermato non ha compiuto 30 anni.

Durata dell’apprendistato di primo livello

La durata del contratto di apprendistato di primo livello deve essere:

  • non inferiore a 6 mesi;
  • non superiore a 3 anni per il conseguimento della qualifica di istruzione e formazione professionale;
  • non superiore a 4 anni per il conseguimento del diploma di istruzione e formazione professionale o istruzione secondaria superiore;
  • non superiore a 2 anni per la frequenza del corso annuale integrativo per l’ammissione all’esame di Stato utile anche ai fini degli accessi all’università e dall’ alta formazione artistica, musicale e coreutica;
  • non superiore a 1 anno per il conseguimento del diploma di istruzione formazione professionale, per coloro che sono in possesso della qualifica di istruzione e formazione professionale nell’ambito nell’indirizzo professionale corrispondente;
  • non superiore ad 1 anno per il conseguimento del certificato di specializzazione tecnica superiore.

Il datore di lavoro può comunque prorogare il contratto fino ad 1 anno:

  • per consentire ai giovani qualificati e diplomati per consolidare e acquisire ulteriori competenze tecnico-professionali e specialistiche, utili anche ai fini dell’acquisizione del certificato di specializzazione tecnica superiore o del diploma di maturità professionale, all’esito del corso annuale integrativo [4];
  • nel caso in cui, al termine del percorso, l’apprendista non abbia conseguito la qualifica, il diploma, il certificato di specializzazione tecnica superiore o il diploma di maturità professionale all’esito del corso annuale integrativo.

note

[1] Art. 41 D.lgs. 81/2015.

[2] Art.15- bis, Co. 12, DL 137/2020.

[3] Art.43, Co.7, D.lgs. 81/2015.

[4] D.lgs. 226/2005.


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