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Scrittura privata: valore legale

1 Aprile 2021
Scrittura privata: valore legale

Quanto tempo dura una scrittura privata e che valore ha: l’autentica e la contestazione della firma. 

Tutti, in modo consapevole o meno, redigiamo e firmiamo in continuazione scritture private. La scrittura privata è un normale documento che viene compilato da privati cittadini, senza l’assistenza di un notaio o di altro pubblico ufficiale. È quindi un atto che serve a regolare i propri interessi economici o personali, realizzato in piena autonomia e senza il vincolo di forme o contenuti. 

In linea di massima, il nostro ordinamento lascia libero ogni cittadino di disciplinare, come meglio crede, i propri affari nel rispetto solo di alcune disposizioni imperative di legge. Un esempio classico è costituito dai contratti e dai testamenti. 

Qui di seguito, ci occuperemo di comprendere qual è il valore legale di una scrittura privata. In altri termini, risponderemo ad alcune tipiche domande sul tema: una scrittura privata è obbligatoria? Quanto tempo dura una scrittura privata e come si può annullare? Quando è obbligatorio registrare una scrittura privata? Ma procediamo con ordine. 

Cos’è una scrittura privata

Nessuna norma di legge definisce cosa sia una scrittura privata. Si tratta piuttosto di un’astrazione elaborata dai tecnici. Possiamo dire che rientra nel concetto di scrittura privata ogni atto giuridico caratterizzato dal fatto di essere scritto e firmato direttamente dai privati cittadini, senza quindi la presenza di un pubblico ufficiale come il notaio. 

Ecco alcuni esempi delle più frequenti scritture private: la vendita, la donazione, il prestito (ossia il mutuo), l’affitto (ossia la locazione) e, in generale, tutti i contratti. Ma sono scritture private anche gli atti unilaterali, ossia redatti da un solo soggetto come, ad esempio, il testamento olografo, la promessa di pagamento, l’opzione e così via.

Possiamo quindi dire che la scrittura privata è un documento, redatto senza vincoli di forma e con contenuto “libero” (ossia non imposto dall’ordinamento), con cui uno o più soggetti regolano i propri interessi.

Si può quindi redigere una scrittura privata su un comune foglio di carta o su un documento realizzato al computer e poi stampato, purché ovviamente riporti sempre la firma del soggetto che intende impegnarsi. Senza la sottoscrizione, infatti, la scrittura privata non avrebbe alcun valore.

Che valore ha una scrittura privata?

La scrittura privata impegna colui che la firma e nessun altro. Essa ha quindi valore di legge tra le parti che sono tenute a rispettarla.

Come detto, per la validità della scrittura privata non è richiesto alcun requisito o adempimento. Sono previste però delle eccezioni: eccole qui di seguito.

In alcuni casi, la scrittura privata deve essere trascritta nei pubblici registri immobiliari affinché esplichi effetti nei confronti dei terzi. Si pensi al caso di un contratto preliminare (il cosiddetto “compromesso”) con cui una persona si impegna a vendere un bene immobile a un’altra: se lo stesso patto viene stretto con più persone, prevale tra queste chi ha trascritto per primo la scrittura privata. 

In altri casi, la scrittura privata deve essere registrata presso l’Agenzia delle Entrate. È sempre il caso del compromesso, che va registrato entro 20 giorni. Tuttavia, la mancata registrazione non determina la nullità della scrittura privata, trattandosi di un mero adempimento di natura fiscale. Solo con riferimento ai contratti di locazione la mancata registrazione determina la nullità dell’atto stesso (in tal caso, si avrà il cosiddetto “affitto in nero”, che non ha alcun valore vincolante tra le parti).

In casi ancora più eccezionali, l’ordinamento prescrive una forma specifica per determinati atti, escludendo che le parti possano optare per la scrittura privata. È il caso della compravendita o della donazione immobiliare o ancora dell’atto costitutivo di una società che devono avvenire sempre per atto pubblico ossia tramite il notaio (e quindi mai con scrittura privata); sono quindi privi di valore le scritture private volte a regalare o a trasferire dietro un corrispettivo la titolarità di un immobile.

Quanto tempo dura una scrittura privata?

Una scrittura privata è vincolante per le parti senza limiti di tempo: i firmatari sono quindi tenuti a rispettarla fino a quando non decidono di risolvere (ossia “sciogliere”) l’atto di comune accordo (il cosiddetto “mutuo consenso”). Si pensi, ad esempio, a un abbonamento, a un contratto di utenza domestica, a un testamento, ecc.

Le parti possono però accordarsi, già nell’atto stesso, nel definire una data di scadenza alla scrittura privata. Si pensi a un soggetto che conceda a un altro il diritto di opzione sull’acquisto di un immobile, ma solo per tre anni.

Come contestare la firma su una scrittura privata?

Come anticipato, il limite della scrittura privata è di vincolare solo il soggetto che l’ha firmata. Se, tuttavia, quest’ultimo dovesse ritenere che la firma presente sull’atto non gli appartiene, potrebbe contestarla. In tal caso, la scrittura privata perde ogni valore e cessa di essere vincolante. Non si può infatti essere tenuti a rispettare un impegno che non si è mai voluto. Spetterà allora agli altri soggetti controinteressati dimostrare il contrario, ossia l’autenticità della sottoscrizione.

Facciamo un esempio.

Una compagnia delle luce invia delle bollette a un utente il quale, però, sostiene di non aver mai firmato alcun contratto. La società non potrà quindi pretendere alcun pagamento se non dimostra che la sottoscrizione è autentica, cosa che dovrà fare con un apposito giudizio in cui verranno sottoposte a vaglio e confronto del giudice la scrittura privata “incriminata” con altri documenti scritti o firmati in passato dal soggetto in questione, per verificare che la scrittura sia la stessa.

Cos’è una scrittura privata autenticata e che valore ha?

Proprio per evitare il problema che abbiamo appena esposto al paragrafo precedente, e quindi per cautelarsi dal rischio che si possa contestare in futuro la firma apposta sulla scrittura privata, le parti possono accordarsi per richiedere a un notaio l’autentica della firma. Si tratta cioè di un’attestazione, fatta dal pubblico ufficiale – e, pertanto, avente pieno valore legale – con cui questi accerta l’autenticità della sottoscrizione e la sua provenienza.

In tal caso, contestare la firma non sarà più possibile, o meglio dovrà avvenire con un apposito procedimento (la cosiddetta querela di falso) che dovrà esperire – questa volta – il soggetto presunto firmatario e non la controparte. 

Approfondimenti

Per ulteriori informazioni, leggi: “Scrittura privata: cos’è e che valore ha?“.



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