L’esperto | Articoli

Morte nonno e risarcimento danno da perdita parentale ai nipoti: Cassazione

1 Aprile 2021
Morte nonno e risarcimento danno da perdita parentale ai nipoti: Cassazione

Risarcimento del danno morale per il decesso di familiari non conviventi: il caso del rapporto tra nonno e nipote.

Il nipote va risarcito per l’uccisione della nonna, senza dover provare un legame ‘speciale’

Per ottenere il risarcimento iure proprio del danno non patrimoniale, il nipote deve fornire la prova di un rapporto di reciproco affetto e solidarietà con la defunta e non di un rapporto eccedente la fisiologica intensità delle relazioni con la nonna o un rapporto di convivenza con la stessa, che potranno invece rilevare in sede di quantificazione del danno.

Cassazione civile sez. III, 25/02/2021, n.5258

Morte del nonno e diritto del nipote al risarcimento del danno parentale anche in assenza di convivenza  

In caso di domanda di risarcimento del danno non patrimoniale, proposta iure proprio dai congiunti della persona deceduta, questi ultimi devono provare la effettività e la consistenza della relazione parentale, rispetto alla quale il rapporto di convivenza non assurge a connotato minimo di esistenza, ma può costituire elemento probatorio utile a dimostrarne l’ampiezza e la profondità, e ciò anche ove l’azione sia proposta dal nipote per la perdita del nonno. Infatti, non essendo condivisibile limitare la società naturale, cui fa riferimento l’articolo 29 della Costituzione, all’ambito ristretto della sola cosiddetta famiglia nucleare, il rapporto nonni-nipoti non può essere ancorato alla convivenza, per essere ritenuto giuridicamente qualificato e rilevante, escludendo automaticamente, nel caso di non sussistenza della stessa, la possibilità per tali congiunti di provare in concreto l’esistenza di rapporti costanti di reciproco affetto e solidarietà con il familiare defunto.

Cassazione civile sez. III, 26/05/2020, n.9696

Ai fini del risarcimento del danno non patrimoniale da perdita del rapporto parentale (nella specie, patito dai nipoti per l’uccisione del nonno), è necessario che i congiunti dell’ucciso, non appartenenti alla sua c.d. famiglia nucleare, dimostrino l’effettività e la consistenza della relazione parentale, rispetto alla quale il rapporto di convivenza non assurge a connotato minimo di esistenza, ma può costituire elemento probatorio utile a dimostrarne l’ampiezza e la profondità.

Cassazione civile sez. III, 08/04/2020, n.7743

Anche il legame parentale fra nonno e nipote consente di presumere che il secondo subisca un pregiudizio non patrimoniale in conseguenza della morte del primo (per la perdita della relazione con una figura di riferimento e dei correlati rapporti di affetto e solidarietà familiare) e ciò anche in difetto di un rapporto di convivenza, fatta salva, ovviamente, la necessità di considerare l’effettività e la consistenza della relazione parentale ai fini della liquidazione del danno.

Cassazione civile sez. III, 07/12/2017, n.29332

Il nipote può subire un pregiudizio non patrimoniale in conseguenza della morte del nonno per la perdita della relazione con la figura di riferimento e dei correlati rapporti di affetto e di solidarietà familiare indipendentemente dalla convivenza.

Cassazione civile sez. III, 07/12/2017, n.29332

Risarcimento del danno non patrimoniale “da uccisione”

In tema di domanda di risarcimento del danno non patrimoniale “da uccisione”, proposta “iure proprio” dai congiunti dell’ucciso, questi ultimi devono provare l’effettività e la consistenza della relazione parentale, rispetto alla quale il rapporto di convivenza non assurge a connotato minimo di esistenza, ma può costituire elemento probatorio utile a dimostrarne l’ampiezza e la profondità, e ciò anche ove l’azione sia proposta dal nipote per la perdita del nonno; infatti, poiché la “società naturale”, cui fa riferimento l’art. 29 Cost., non è limitata alla cd. “famiglia nucleare”, il rapporto tra nonni e nipoti, per essere ritenuto giuridicamente qualificato e rilevante, non può essere ancorato alla convivenza, escludendo automaticamente, in caso di insussistenza della stessa, la possibilità per tali congiunti di provare l’esistenza di rapporti costanti di reciproco affetto e solidarietà con il familiare defunto.

Cassazione civile sez. III, 08/04/2020, n.7743

Danno per lesione del rapporto parentale: è necessaria una situazione di convivenza?

Il fatto illecito costituito dalla uccisione del congiunto dà luogo a un danno non patrimoniale presunto, consistente nella perdita del rapporto parentale, allorché colpisce soggetti legati da uno stretto vincolo di parentela, la cui estinzione lede il diritto all’intangibilità della sfera degli affetti reciproci e della scambievole solidarietà che caratterizza la vita familiare nucleare. Perché, invece, possa ritenersi risarcibile la lesione del rapporto parentale subita da soggetti estranei a tale ristretto nucleo familiare (quali i nonni, i nipoti, il genero o la nuora), è necessario che sussista una situazione di convivenza, in quanto connotato minimo attraverso cui si esteriorizza l’intimità delle relazioni di parentela, anche allargate, contraddistinte da reciproci legami affettivi, pratica della solidarietà e sostegno economico, solo in tal modo assumendo rilevanza giuridica il collegamento tra danneggiato primario e secondario, nonché la famiglia intesa come luogo in cui si esplica la personalità di ciascuno.

Cassazione civile sez. VI, 28/02/2020, n.5452

La tutela risarcitoria del nipote non convivente per la perdita del nonno

Il significativo rapporto affettivo instauratosi tra ascendente e nipote può essere tutelato come “vita familiare” ex art. 8 Cedu. Ne consegue che un’interpretazione restrittiva delle legge applicabile da parte delle autorità nazionali nel procedimento di adozione da parte di un’altra famiglia tale da escludere ogni valutazione circa l’opportunità di mantenere detto rapporto nel migliore interesse del minore, a fronte, oltretutto, di una specifica richiesta in tal senso da parte del nonno, integra una violazione dell’art. 8 della Convenzione .

Corte europea diritti dell’uomo, 05/03/2019, n.38201

Il legame tra nonno e nipote, in quanto giuridicamente rilevante, consente di presumere che il nipote possa subire un pregiudizio non patrimoniale per la morte del nonno anche in difetto di convivenza, fatta salva la necessità di provare l’effettività e la consistenza della relazione parentale ai fini della liquidazione del danno.

Cassazione civile sez. III, 07/12/2017, n.29332

Risarcimento del danno non patrimoniale subìto dal nipote per l’uccisione della nonna

Ai fini del risarcimento del danno non patrimoniale subìto dal nipote per l’uccisione della nonna, la convivenza con la vittima non è un requisito indispensabile, ma può costituire uno tra gli elementi probatori utili a dimostrare l’ampiezza e la profondità del vincolo affettivo, anche per la determinazione del “quantum debeatur”.

Cassazione civile sez. III, 20/10/2016, n.21230

Il diritto al risarcimento del danno biologico terminale è trasmissibile “iure hereditatis”

Il diritto al risarcimento del cd. danno biologico terminale è configurabile, e conseguentemente trasmissibile “iure hereditatis”, ove intercorra un apprezzabile lasso di tempo (nella specie, dieci giorni) tra le lesioni colpose e la morte causata dalle stesse, essendo irrilevante, al riguardo, la circostanza che, durante tale periodo di permanenza in vita, la vittima abbia mantenuto uno stato di lucidità, il quale costituisce, invece, il presupposto del diverso danno morale terminale.

Cassazione civile sez. III, 19/10/2016, n.21060

Il risarcimento del danno non patrimoniale “da uccisione” spetta anche dal nonno non convivente

In caso di domanda di risarcimento del danno non patrimoniale “da uccisione”, proposta “iure proprio” dai congiunti dell’ucciso, questi ultimi devono provare la effettività e la consistenza della relazione parentale, rispetto alla quale il rapporto di convivenza non assurge a connotato minimo di esistenza, ma può costituire elemento probatorio utile a dimostrarne l’ampiezza e la profondità, e ciò anche ove l’azione sia proposta dal nipote per la perdita del nonno; infatti, non essendo condivisibile limitare la “società naturale”, cui fa riferimento l’art. 29 Cost., all’ambito ristretto della sola cd. “famiglia nucleare”, il rapporto nonni-nipoti non può essere ancorato alla convivenza, per essere ritenuto giuridicamente qualificato e rilevante, escludendo automaticamente, nel caso di non sussistenza della stessa, la possibilità per tali congiunti di provare in concreto l’esistenza di rapporti costanti di reciproco affetto e solidarietà con il familiare defunto.

Cassazione civile sez. III, 20/10/2016, n.21230

Morte di un prossimo congiunto e danno non patrimoniale diverso ed ulteriore rispetto alla sofferenza morale

Nel caso di morte di un prossimo congiunto, un danno non patrimoniale diverso ed ulteriore rispetto alla sofferenza morale (cd. danno da rottura del rapporto parentale) non può ritenersi sussistente per il solo fatto che il superstite lamenti la perdita delle abitudini quotidiane, ma esige la dimostrazione di fondamentali e radicali cambiamenti dello stile di vita, che è onere dell’attore allegare e provare; tale onere di allegazione, peraltro, va adempiuto in modo circostanziato, non potendo risolversi in mere enunciazioni generiche, astratte od ipotetiche.

(Nella specie, la S.C. ha ritenuto inidonea a dimostrare uno sconvolgimento delle abitudini di vita degli stretti congiunti dell’ucciso la mera allegazione di circostanze, quali la convivenza con la vittima, i suoi studi universitari ed il suo subentro in attività imprenditoriali di famiglia, nonché l’assenza di incomprensioni all’interno del nucleo familiare, volte a dimostrare in via presuntiva che gli attori avevano investito molto, in termini umani e professionali, sul parente defunto, figlio primogenito, e che il dolore per la sua prematura perdita era stato particolarmente intenso).

Cassazione civile sez. III, 19/10/2016, n.21060



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube