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Quante firme servono per una petizione popolare?

5 Agosto 2021 | Autore:
Quante firme servono per una petizione popolare?

Il primo strumento di democrazia diretta, costituzionalmente previsto, è la petizione popolare.

Sei un convinto animalista e vorresti l’abolizione di una normativa che non tutela le specie in pericolo di estinzione? Secondo te, il Parlamento dovrebbe approvare un provvedimento legislativo su un determinato problema sociale? Tu e i tuoi amici siete favorevoli alla riforma di una vecchia legge così da adattarla alle mutate esigenze economiche? In tutte queste ipotesi, i cittadini possono organizzare una raccolta di firme o, ancora meglio, una petizione per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità. In concreto, però, quante firme servono per una petizione popolare? In alcuni casi, è la stessa legge a prevedere un numero minimo di firme affinché una proposta legislativa approdi in Parlamento; in altri, invece, è consigliato arrivare ad un numero di firme abbastanza elevato in modo da dimostrare l’interesse di più cittadini verso una determinata esigenza, non essendo prevista alcuna soglia minima.

Il diritto di rivolgersi alle Camere è un diritto politico, costituzionalmente garantito; infatti, l’articolo 50 della nostra Carta Costituzionale attraverso la previsione della petizione introduce il primo istituto di democrazia diretta insieme al referendum [1] e al disegno di legge di iniziativa popolare [2], mediante i quali viene garantita la partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica del Paese.

In cosa consiste la petizione popolare e quali sono le tipologie

La petizione popolare è una richiesta ad un’autorità, in genere governativa, o a un ente pubblico (ad esempio, al Comune). Nel linguaggio corrente, si tratta di un documento firmato da uno o più soggetti ed indirizzato ad un ente pubblico o privato.

In base alle finalità che si intendono perseguire, è possibile distinguere diverse tipologie di petizione; più precisamente, vi sono:

  • le petizioni precettistiche che hanno come scopo la proposta di un disegno di legge di iniziativa popolare per colmare un vuoto legislativo;
  • le petizioni abrogative, attraverso le quali viene richiesta l’abrogazione di una legge o di una norma giuridica che si ritiene in contrasto ovvero lesiva degli interessi della comunità;
  • le petizioni di sensibilizzazione, rivolte a focalizzare l’interesse del destinatario su una particolare tematica.

Quante firme servono per una petizione popolare

Per avere valore legale, le petizioni precettistiche devono essere sottoscritte da almeno 50.000 cittadini e le relative firme devono essere validate dalla Corte di Cassazione.

Le petizioni abrogative sono valide ed efficaci se raggiungono la soglia minima di 500.000 firme, che vanno sempre validate dalla Corte di Cassazione.

Invece, per le petizioni di sensibilizzazione non è previsto alcun numero minimo di firme né è prevista la loro validazione da parte della Suprema Corte.

Diritto di petizione: com’è disciplinato nell’ordinamento italiano

La Costituzione italiana riconosce a tutti i cittadini il diritto di rivolgersi alle Camere mediante una petizione popolare. In altre parole, ogni cittadino può manifestare la sua volontà esercitando questo diritto per richiamare l’attenzione del Parlamento su un problema di interesse generale.

I regolamenti della Camera e del Senato chiariscono le modalità di trattazione di una petizione [3]. In particolare, quella presentata al Senato deve essere indirizzata al suo Presidente e il Servizio dell’Assemblea ne cura l’annuncio sul resoconto dei lavori dell’Aula e il deferimento alle Commissioni competenti.

La presentazione di una petizione può avvenire per posta ordinaria oppure per fax, al numero 06.67063415.

La petizione deve essere personalmente sottoscritta dal presentatore o dai presentatori e deve contenere l’indicazione di un loro recapito per le successive comunicazioni. Per accertare il possesso del requisito della cittadinanza italiana, è richiesta l’allegazione della copia di un documento di identità in corso di validità solo del firmatario, nel caso di petizione presentata da più persone.

La petizione può essere, altresì, inviata per posta elettronica al seguente indirizzo: petizioni@senato.it.

La petizione da rivolgere ai Comuni, così come quella per tutte le amministrazioni, è stata resa obbligatoria solo dal 2000 grazie all’entrata in vigore del Testo Unico Enti Locali [4]. Tale provvedimento ha previsto anche l’obbligo di risposta entro tempi certi per singoli ed associati.

Diritto di petizione: com’è garantito nell’Unione Europea

Il diritto di petizione è considerato un diritto fondamentale dell’UE ed è stato inserito nell’apposita Carta dal Parlamento europeo [5]. Inoltre, tale diritto è previsto come uno dei diritti connessi alla cittadinanza dell’UE [6].

La petizione “europea” può essere presentata da qualsiasi cittadino, individualmente o in associazione con altre persone, purché su materie che rientrano nel campo di attività dell’UE.

La petizione può essere scritta in qualsiasi lingua dell’Unione europea e deve contenere i dati anagrafici, la nazionalità e l’indirizzo di ciascun firmatario. Può essere presentata sia in forma cartacea sia online tramite il portale delle petizioni del Parlamento europeo.

Competente per la trattazione è l’apposita Commissione per le petizioni del Parlamento europeo, che ne verifica la ricevibilità formale e sostanziale, ovvero che la materia rientri in quelle proprie dell’UE. Nell’esercizio delle sue funzioni, tale Commissione può chiedere pareri alla Commissione europea o alle altre Commissioni parlamentari, quindi, organizza una riunione alla quale partecipa il firmatario che presenta la propria petizione. Successivamente, la Commissione risponde.

A seconda dei casi, la Commissione può contattare l’istituzione, l’autorità o lo Stato membro competente oppure può avviare una procedura di infrazione [7], qualora constati la violazione di un diritto dell’UE. Il Parlamento o la Commissione possono anche prendere iniziative politiche.


note

[1] Art. 71 Cost.

[2] Art. 75 Cost.

[3] Art. 109 Reg. Camera dei deputati e artt. 140 e 141 Reg. Senato.

[4] D. Lgs. n. 267/2000.

[5] Art. 44 Carta del Parlamento Europeo.

[6] Artt. 20 e 24 Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.

[7] La procedura di infrazione è un procedimento a carattere giurisdizionale eventuale, volto a sanzionare gli Stati membri dell’Unione europea responsabili della violazione degli obblighi derivanti dal diritto comunitario.


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