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I benefici dello sport sulla psiche

6 Agosto 2021 | Autore:
I benefici dello sport sulla psiche

Ecco perché praticare attività fisica: tutti i vantaggi dello sport sulla nostra salute fisica e mentale. Chi risponde dell’infortunio sportivo a scuola?

La celebre locuzione latina tratta dalle Satire di Giovenale recita così: «Mens sana in corpore sano» (mente sana in un corpo sano). Secondo Giovenale, l’uomo deve aspirare a due beni: la sanità dell’anima e la salute del corpo. Da questa frase emerge lo stretto legame tra benessere fisico e psicologico. Insomma, come dimostrano numerosi studi scientifici, lo sport è il migliore alleato della nostra salute.

I benefici dello sport su corpo e psiche sono sotto gli occhi di tutti: infatti, migliora la memoria, l’apprendimento e il riposo notturno; combatte lo stress e la depressione; previene gli stati d’ansia; aumenta l’autostima; protegge dalle malattie neurodegenerative (come l’Alzheimer e il Parkinson); previene le malattie cardiovascolari, l’ipercolesterolemia e l’ipertensione.

È risaputo che praticando regolarmente un’attività sportiva, o anche semplicemente un’attività motoria, è possibile riscontrare sin da subito ottimi risultati. Oltre ai vantaggi facilmente evidenti sul nostro corpo, al tempo stesso a beneficiarne è la nostra mente. Un’indagine del 2006, pubblicata sulla rivista Psychiatry&Neuroscience, dimostra che l’esercizio fisico può avere effetti simili agli antidepressivi e attenuare alcuni disturbi mentali come l’ansia, la depressione, lo stress. L’esercizio fisico produce dei cambiamenti biochimici che vanno a modificare lo stato psicologico dell’individuo. Basti pensare al rilascio di endorfine, gli ormoni che favoriscono un’incredibile sensazione di benessere, piacere ed euforia; infatti, spesso, sentiamo parlare del cosiddetto «runner’s high» (lo sballo del corridore). In soldoni, un’attività fisica prolungata stimola anche la produzione degli ormoni della felicità.

Ma quali sono i benefici dello sport sulla psiche? Ne abbiamo parlato nell’intervista al professor Stefano Vicari, ordinario Università Cattolica, responsabile del reparto di neuropsichiatria infantile dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e autore di numerosi libri.

Dopo l’intervista all’esperto, ti parlerò del risarcimento del danno da infortunio sportivo a scuola. Ma procediamo con ordine.

Qual è il legame tra salute mentale e fisica?

L’Organizzazione mondiale della sanità afferma con forza che non c’è salute senza salute mentale. Mente e corpo non possono essere separati. Il movimento entra fortemente in gioco nello sviluppo intellettivo e cognitivo dei bambini.

Cosa si intende per movimento?

Per movimento si intendono molte cose, non soltanto l’attività all’aria aperta che, ovviamente, è fondamentale per chiunque, specialmente per un bambino. Persino, l’attività motoria della masticazione aumenta la capacità di parlare e mantenere l’attenzione. Ci sono studi che mettono in connessione l’attività della masticazione con la liberazione di alcuni neurotrasmettitori che, a livello cerebrale, sono responsabili di ridurre l’iperattività e la disattenzione.

È vero che i movimenti ripetitivi della corsa hanno sul cervello lo stesso effetto della meditazione?

Si, certo. Un’attività fisica, anche moderata, aumenta il microcircolo e si innesca un effetto molto positivo sull’ippocampo che è una struttura del cervello fondamentale per gli strumenti di memorizzazione e apprendimento. Quindi, è tutto connesso e la possibilità dell’attività fisica non può essere preclusa ai bambini.

In questo periodo, forse, ci siamo preoccupati troppo poco di questo aspetto. Durante il primo lockdown, si è parlato dei runner e delle passeggiate con i cani, ma dei bambini non se n’è mai parlato, tant’è che con un gruppo di pediatri ha sottoposto questo tema all’attenzione dei più.

Non possiamo sottovalutare l’importanza che l’attività fisica ha sulla circolazione sanguigna, sul nostro corpo e sul cervello. Del resto, ognuno di noi sperimenta i benefici dello sport sulla psiche: facendo una passeggiata o una corsa ci si rilassa. Praticare l’attività fisica all’aria aperta trasformandola in gioco, consente al bambino di esplorare, imparare, scoprire il mondo.

Cosa comporta la rinuncia o la riduzione dell’attività fisica?

Inibire o ridurre l’attività fisica può avere conseguenze importanti. Ad esempio, i bambini che trascorrono molte ore davanti ai videogiochi o al televisore, mantenendo un comportamento molto passivo, hanno effetti negativi sulla crescita e sulla maturazione intellettiva.

Quali sono i valori trasmessi dallo sport?

Lo sport è una declinazione dell’attività fisica particolare; è un momento di formazione molto importante. Con lo sport impari cos’è la lealtà, impari a rispettare le regole della disciplina che intendi praticare, ti confronti con gli altri, capisci chi sei, scopri le tue capacità, impari ad accettare i tuoi limiti e a riconoscere i meriti dell’avversario. Valori che i ragazzi riescono ad apprendere grazie allo sport.  Quindi, non solo c’è un vantaggio legato all’attività fisica, ma anche alla sua valenza educativa e sociale.

Lo sport può aiutare a controllare le emozioni?

Secondo me, sì. Lo sport, cioè un’attività fisica organizzata con delle regole, può insegnare a gestire le proprie frustrazioni e far capire che non sempre si vince e, quindi, bisogna accettare anche la possibilità che in alcuni casi dobbiamo sperimentare l’insuccesso. Questo tema rende più adulti. Sono pietose le scene in cui i genitori spingono i propri figli ad una competizione esasperata (incitando spesso anche alla violenza). Si tratta di «esempi» che certamente non costituiscono un modello pedagogico da difendere. È importante sottolineare che l’attività motoria e lo sport devono essere imperniati su valori fondamentali di cui abbiamo parlato nella domanda precedente.

Lo sport può essere un antidoto contro la depressione?

Certo. Considera che l’attività fisica costante, che ha una sollecitazione duratura nel tempo (come la corsa, la bicicletta, il nuoto, il fondo), libera le endorfine a livello cerebrale.

Cosa sono le endorfine?

Le endorfine sono i nostri «oppioidi interni»: sono molecole che somigliano ai derivati dell’oppio e che il nostro cervello produce normalmente per dare tranquillità, per lenire i processi dolorosi e dare piacere, tant’è che per molti lo sport diventa una dipendenza, nel senso che avvertono proprio la necessità di praticarlo.

Lo sport è utile per combattere stress e ansia?

Alternare attività di tipo sedentario (ad esempio, per i bambini possono essere i compiti o l’uso del computer) ad un’attività fisica consente di scaricare lo stress e mantenere ritmi biologici regolari (come il sonno, ndr). Se l’attività fisica è ridotta o viene interrotta, è possibile riscontrare dei disturbi del sonno.

Con la corsa, ad esempio, si stacca da tutto il resto e si vive un momento in cui si lasciano andare i pensieri, si sta con sé stessi. Questo dato certamente è ricorrente.

Quanto è importante per i bambini con Adhd svolgere l’attività fisica per «scaricare» l’iperattività?

Ricordiamo che l’Adhd è un disturbo del neurosviluppo, cioè un disturbo legato alla maturazione tipica del cervello che ha come segni principali l’iperattività e la disattenzione. In realtà, la caratteristica è diversa a seconda dell’età: nei bambini più piccoli domina l’iperattività, mentre nei bambini più grandi è più marcata la disattenzione. Il disturbo può avere ripercussioni importanti anche sull’apprendimento: spesso, i bambini con Adhd fanno fatica a leggere e a scrivere correttamente o ad avere buoni risultati scolastici proprio a causa della loro disattenzione.

Il vero problema è che l’Adhd come molti disturbi del neurosviluppo (ad esempio, l’autismo, i Dsa, i disturbi del linguaggio,  i disturbi dell’umore) tendono a presentarsi in combinazione: la percentuale di Adhd è molto alta nei bambini autistici.

Per i bambini con Adhd è importante praticare attività fisica, ma nei casi più gravi in cui il disturbo è più marcato non è sufficiente. Tuttavia, l’attività fisica è un momento in cui il bambino si «scarica», pertanto è un elemento che può coadiuvare la canalizzazione dell’iperattività. Bisogna intercettare tempestivamente questi disturbi in modo da poterli trattare correttamente, perché c’è il rischio di complicanze.

Nei disturbi alimentari come l’anoressia, quale ruolo ricopre l’attività fisica? 

Talvolta, per l’anoressia è quasi un pericolo. Mi spiego meglio. Molte ragazze che hanno il terrore di ingrassare cercano di smaltire le calorie assunte sottoponendosi ad attività fisiche molto impegnative. Questo non vuol dire assolutamente che lo sport e l’attività fisica siano causa di anoressia, ma vuol dire che un uso scorretto dell’attività fisica può alimentare l’idea di una perfetta forma fisica.

L’anoressia è molto più frequente nelle ragazze, però ci sono anche alcuni ragazzi con un pensiero costante legato al raggiungimento di un fisico scultoreo, così praticano attività fisica in maniera esagerata. Quindi, i genitori devono vigilare sia rispetto a un’eccessiva sedentarietà sia rispetto a un’eccessiva attenzione alla forma e alle caratteristiche del proprio corpo: noi la chiamiamo dismorfofobia. In tal caso, la paura di essere troppo magri o avere un fisico poco atletico può costituire un problema. È sempre una questione di equilibrio.

Tra chiusure e restrizioni a causa della pandemia, conviene attrezzarsi e praticare attività fisica in casa. Non crede?

Certo. Ho suggerito a molti genitori di facilitare attività domestiche allestendo anche in casa delle palestre rudimentali. Non serve granché: basta anche un tappetino. Se potessi dare un ulteriore suggerimento ai genitori, direi di praticare queste attività all’insegna del divertimento. Se l’attività fisica si trasformasse in un ennesimo compito o in un obbligo da assolvere, diventerebbe insopportabile.

Ricordiamo che praticare attività fisica regolarmente consente di prevenire l’obesità

Esatto. Purtroppo, però, a volte, i genitori si attivano quando alcuni meccanismi (come la dipendenza dal cibo) si sono trasformati in vizi difficili da modificare, ecco perché bisogna intervenire prima. Quando visito i bambini, sono molto attento al loro peso e alle loro attività. Non si possono lasciare davanti al televisore o alla playstation: tutte queste attività vanno regolamentate in modo che i bambini abbiano il tempo di sperimentare anche altro durante la loro giornata.

Sport e infortuni: giurisprudenza

Dopo aver analizzato i benefici dello sport sulla psiche nell’intervista al professor Stefano Vicari, a seguire ti parlerò di alcune interessanti pronunce giurisprudenziali relative al risarcimento del danno da infortunio sportivo a scuola.

Infortunio sportivo a scuola: di chi è la responsabilità?

La Corte di Cassazione [1] ha precisato che ai fini della configurabilità della responsabilità a carico della scuola, ex articolo 2048 del Codice civile, non è sufficiente il solo fatto di aver incluso nel programma di educazione fisica la disciplina sportiva in cui si è verificato il sinistro e l’aver fatto svolgere tra gli studenti una gara sportiva, ma è altresì necessario:

  • che il danno sia conseguenza del fatto illecito di un altro studente impegnato nella gara;
  • che la scuola non abbia predisposto tutte le misure idonee ad evitare il fatto.

Di conseguenza, grava sullo studente l’onere di provare l’illecito commesso da un altro studente, mentre la scuola è tenuta a dimostrare l’inevitabilità del danno, nonostante la predisposizione di tutte le cautele idonee ad evitare il fatto.

Tuttavia, quando si pratica uno sport, bisogna mettere in conto il cosiddetto «rischio sportivo». Rischio rilevato dal tribunale di Bari [2] con riferimento all’infortunio di uno studente verificatosi nel corso di una partita di calcio per le semifinali dei giochi sportivi studenteschi; quindi, durante un normale contrasto di gioco privo di comportamenti dannosi. Nella fattispecie dedotta in giudizio, pertanto, i giudici hanno stabilito che deve ravvisarsi il rischio sportivo, il quale esclude l’antigiuridicità delle condotte lesive e, quindi, la responsabilità dell’insegnante e dell’istituto scolastico.


note

[1] Cass. civ. sez. III n.9983 del 10.04.2019.

[2] Trib. Bari sez. III n.3589 del 28.06.2016.

Autore immagine: depositphotos.com


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10 Commenti

  1. noi pensiamo spesso a curare il nostro aspetto fisico, ma troppo poco badiamo alla nostra salute mentale. Per raggiungere la soddisfazione completa non è necessario solo guardarci allo specchio, ma osservare l’immagine ritratta e pensare ai sacrifici affrontati per raggiungere un determinato obiettivo. Quindi, l’attività sportiva, ci aiuta a scaricare le tensioni, a superare i nostri limiti e ad ottenere il benessere psicofisico perché come si suol dire “mens sana in corpore sano”

    1. Esatto! Praticare sport ha mille benefici non soltanto dal punto di vista fisico ma anche piscologico. Aiuta a fissare degli obiettivi e a fare di tutto per raggiungerli, a non rimandare gli impegni, a prendere di petto le situazioni e a superare i propri limiti. Questi insegnamenti possono essere applicati nella vita di tutti i giorni, nel lavoro, nello studio e nelle relazioni. Lo sport individuale ti consente di lavorare su te stessa/o e di capire qual è il tuo schema di gioco per perseguire i tuoi piccoli/grandi traguardi. Lo sport di gruppo ti insegna altri valori come la condivisione degli obiettivi con gli altri giocatori ed il gioco di squadra, ottimi stimoli da riportare anche sul piano lavorativo per migliorare il rapporto con il proprio team.

  2. Lo sport ha aiutato tanto me e mio figlio durante questo periodo pandemico. E’ stata l’occasione per praticare insieme l’attività sportiva, distrarci e cercare una valvola di sfogo. Abbiamo allestito una palestra in garage e quando ci sono le belle giornate andiamo fuori a camminare/correre. Lo sport ti insegna tanti valori e ti consente di dedicare quel tempo al tuo benessere psicofisico e a nient’altro.

  3. Devo dire che con questa emergenza sanitaria abbiamo imparato ad apprezzare ogni attivo della nostra vita e a valorizzare il tempo trascorso con i nostri cari. Per non ascoltare dalla mattina alla sera notizie sul Covid, ho iniziato a fare yoga e meditazione e mi ha aiutato tanto. Io insegno alle scuole elementari ed ho visto come hanno vissuto la pandemia i miei alunni. Molti erano ansiosi e preoccupati. Io ho potuto trasmettere loro un po’ di tranquillità, facendo svolgere loro alcune attività divertenti con l’aiuto dei loro genitori. Abbiamo combinato studio e attività sportiva quando siamo ritornati in presenza e abbiamo dedicato un giorno a settimana una lezione all’aria aperta. Loro, ma anche io, ne avevano bisogno

  4. Il mio piccolo è un bambino iperattivo ed ha sofferto molto il lockdown nei periodi in cui faceva freddo quando non era possibile andare fuori in giardino a giocare e correre. Quindi, inventarsi delle attività in casa come esercizi e piccoli allenamenti per fargli “scaricare le batterie” sono stati fondamentali altrimenti mi avrebbe distrutto casa visto che aveva anche scatti di rabbia

  5. Lo sport mi ha aiutato molto sia a livello fisico sia a livello mentale. Mi sono fissato l’obiettivo di ritagliare ogni giorno un tot di tempo da dedicare a me stesso e all’attività fisica perché mi stavo facendo assorbire totalmente dai miei impegni e non avevo la forza e la volontà di alzarmi dal divano quando finivo. Quindi, ho iniziato a segnare un orario in cui qualsiasi cosa succeda, io devo indossare la tuta e allenarmi. All’inizio, è stato un bello sforzo, poi si è trasformato in abitudine e non ho fatto più fatica. Talvolta, è necessario perché se stiamo sempre seduti la nostra salute fisica e mentale ne risente. Pertanto, consiglio di fare sport anche per essere più produttivi e carichi. Avrete quella marcia in più e quell’energia che vi manca per affrontare meglio la giornata

  6. Fare sport un giorno sì e l’altro no è molto utile. Quando riesco, mi ritaglio anche un’oretta di allenamento quasi ogni giorno. Bisogna essere costanti. Nel momento in cui mi dedico allo sport, vengono fuori mille idee, mi concentro sui miei progetti e cerco soluzioni per migliorare le mie performances.

  7. Lavoro come persona trainer e devo dire che amo dedicarmi alla cura del mio corpo e a quella degli altri. Quando le persone iniziano a concentrarsi su un obiettivo da raggiungere e vedono i risultati, cambiano approccio verso lo sport e verso le loro abitudini di vita e alimentari. Tenersi in forma permette anche di essere sicuri nella vita, nelle relazioni, sul lavoro, nei rapporti privati. Inutile negare che lo sport ci aiuta a vivere meglio.

  8. Ho riscontrato questi e tanti altri benefici per me stesso e per mio figlio, specialmente durante il periodo di pandemia. Ci siamo attrezzati in casa e abbiamo condiviso il momento da dedicare all’attività fisica e questo ci ha avvicinato. Prima, lui andava in palestra ed io praticavo sport all’aperto. Ora, ci alleniamo insieme anche perché gli ho costruito la palestra personale in casa

  9. Mio figlio è iperattivo e con lo sport riesce a scaricare tutta la sua adrenalina. Ho notato un netto miglioramento nei suoi comportamenti. Forse, crescendo ha iniziato a capire anche le ragioni dei nostri comportamenti

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