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Quando si sceglie la comunione o separazione dei beni?

6 Agosto 2021
Quando si sceglie la comunione o separazione dei beni?

Gli sposi possono scegliere il regime patrimoniale prima, durante o dopo la celebrazione del matrimonio.

Devi sposarti e sei già nel panico perché ci sono tantissime cose da organizzare. Peraltro, non hai assolutamente idea di quale regime patrimoniale adotterete tu e il tuo fidanzato. Ma quando si sceglie la comunione o la separazione dei beni? Devi sapere che la prima si instaura in automatico se i nubendi non esprimono alcunché al riguardo. La conseguenza è che ogni bene acquistato dai coniugi (tranne alcune eccezioni) rientrerà nel patrimonio comune. La seconda, invece, deve essere espressamente dichiarata al celebrante oppure al notaio, con l’effetto che marito e moglie conservano la titolarità esclusiva dei loro acquisti anche dopo il divorzio.

Va precisato, inoltre, che se vige la comunione legale, i creditori possono aggredire i beni comuni, cosa che invece non accade con il regime della separazione. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di esaminare il tema in questo articolo.

Comunione dei beni: cosa significa?

La comunione dei beni è uno dei regimi patrimoniali della famiglia. In pratica, se i nubendi scelgono questa opzione, i beni acquistati durante il matrimonio, congiuntamente o separatamente, rientreranno nel patrimonio comune e, quindi, ciascun coniuge ne sarà proprietario al 50%. In particolare, vi rientrano:

  • i beni acquistati dai coniugi in costanza di matrimonio;
  • i proventi dell’attività lavorativa di ciascun coniuge;
  • i frutti percepiti: come, ad esempio, i canoni di locazione degli immobili di proprietà;
  • l’impresa familiare nella quale collaborano marito e moglie.

Tuttavia, vi sono delle eccezioni nel senso che sono esclusi dalla comunione i beni personali ossia quelli:

  • di cui i coniugi erano proprietari già prima del matrimonio;
  • ricevuti per successione o donazione;
  • necessari all’attività lavorativa: pensa, ad esempio, al marito musicista. In tal caso, tutta l’attrezzatura musicale sarà di sua esclusiva proprietà.

Ancora, non sono compresi i beni di uso strettamente personale (tipo l’abbigliamento, i gioielli, ecc.) e quelli acquisiti con il ricavato della vendita dei beni personali, a condizione che ciò risulti dall’atto di acquisto.

Separazione dei beni: cosa significa?

Con la separazione dei beni, marito e moglie scelgono di mantenere la titolarità esclusiva degli acquisti effettuati prima e durante il matrimonio. Quindi, ad esempio, l’automobile comprata dal marito apparterrà a lui soltanto e non anche alla moglie, la quale comunque sarà libera di usarla.

Come vedi, anche in tal caso, si tratta di un regime patrimoniale il cui scopo è quello di destinare i beni alle necessità della famiglia (figli compresi).

Quando si sceglie la comunione o separazione dei beni?

A questo punto, vediamo qual è il momento esatto in cui la coppia deve scegliere quale regime patrimoniale adottare.

Per quanto riguarda la comunione dei beni, questa si applica automaticamente qualora gli sposi non manifestano alcuna scelta al celebrante.

Invece, se i nubendi intendono adottare la separazione dei beni, potranno dichiararlo espressamente in uno dei seguenti momenti:

  • prima del matrimonio: grazie ad un’apposita convenzione redatta davanti al notaio alla presenza di due testimoni;
  • durante la celebrazione;
  • dopo il matrimonio: i coniugi sono liberi di recarsi dal notaio e passare dalla comunione alla separazione dei beni.

In ogni caso, la scelta può essere effettuata dinanzi al sacerdote oppure all’ufficiale di Stato civile a seconda che ci si sposi in chiesa oppure al Comune. Sarà poi cura del celebrante annotare tale decisione sull’atto di matrimonio.

Tuttavia, come ti ho già anticipato, è sempre possibile modificare il regime patrimoniale in qualsiasi momento con un atto stipulato davanti al notaio.

Va detto, altresì, che la scelta del regime patrimoniale può essere effettuata anche dalla coppia omosessuale che intende formalizzare il proprio legame con l’unione civile. In tal caso, è sufficiente una dichiarazione congiunta all’ufficiale di Stato civile alla presenza di due testimoni (uno per parte).

Quali sono gli effetti della comunione dei beni?

Come ti ho già spiegato, con il regime della comunione legale, i coniugi saranno proprietari al 50% di tutti i beni acquistati, anche separatamente, durante il matrimonio. Quindi, ad esempio, una casa pagata dal marito apparterrà anche alla moglie per metà.

Inoltre, i coniugi potranno gestire autonomamente i beni ricompresi nel patrimonio comune, ma se gli atti eccedono l’ordinaria amministrazione (ad esempio, uno dei due intende comprare una villa al mare) sarà necessario il consenso di entrambi. In caso di disaccordo, la coppia deve rivolgersi al giudice, il quale dovrà valutare se l’atto risponde o meno all’interesse della famiglia.

Se poi si arriva ad una pronuncia di separazione o divorzio, allora bisognerà procedere allo scioglimento della comunione ed alla divisione dei beni in parti uguali oppure vendere quelli indivisibili e spartire il denaro ricavato. Lo scioglimento della comunione si verifica anche in caso di morte o fallimento di uno dei coniugi, annullamento del matrimonio o separazione giudiziale dei beni.

Infine, eventuali creditori di un solo coniuge potranno aggredire anche i beni in comunione.

Quali sono gli effetti della separazione dei beni?

Con la separazione dei beni, marito e moglie conservano la titolarità esclusiva degli acquisti effettuati prima o durante il matrimonio. Se poi la coppia intende cointestarsi un bene, dovrà dichiarare tale volontà al momento dell’acquisto e specificare la quota che spetta a ciascuno.

Quindi, scegliendo un regime del genere, è chiaro che i patrimoni personali dei coniugi saranno sempre distinti e, se uno dei due contrae dei debiti, l’altro non rischia di vedere pignorati anche i propri beni.

Inoltre, in caso di separazione o divorzio ognuno manterrà la proprietà esclusiva e non ci sarà alcuna divisione dei beni come invece accade per la comunione legale.



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