HOME Articoli

News Redditometro al via: a giorni i nuovi controlli dei contribuenti

News Pubblicato il 12 marzo 2014

Articolo di




> News Pubblicato il 12 marzo 2014

Così cambiano le regole sugli accertamenti fiscali per via del nuovo redditometro; l’Agenzia delle Entrate ha diffuso la circolare con cui recepisce le indicazioni del Garante Privacy.

Con una circolare diffusa ieri, l’Agenzia delle Entrate ha confermato l’avvio del nuovo redditometro. Tra pochi giorni partiranno dunque i controlli e le lettere ai contribuenti secondo il meccanismo completamente ridisegnato dal Fisco. In particolare, gli uffici inizieranno i controlli per le evasioni relative al periodo di imposta 2009 (quindi i redditi dichiarati da Unico 2010).

Ci sono voluti quattro anni per la sua definitiva approvazione (il decreto legge che lo prevede è del 2010), ma ora sembra tutto pronto per l’avvio del nuovo Redditometro. Il tassello mancante è arrivato ieri con la circolare dell’Agenzia delle Entrate [1] che ha accolto i rilievi mossi dal Garante della privacy nel parere del 21 novembre 2013.

Le spese medie Istat

Dagli “indici di ricchezza” del redditometro sono state tagliate fuori le spese medie Istat: in pratica, ciò significa che, per valutare le spese fatte dai contribuenti (e, quindi, le loro capacità reddituali) non verranno considerati, tra gli altri, i valori medi statistici relativi alla spesa per alimenti o per vestiti o ancora per i pranzi fuori casa [2].

La selezione

Come avverrà la selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo con il nuovo redditometro? L’Agenzia delle Entrate valuterà innanzitutto le “spese certe”, ossia per elementi certi: si tratta, in pratica, di spese “collegate” al possesso di determinati beni, come per esempio le spese di acqua, condominio e manutenzione della casa o quelle per l’utilizzo dell’auto.

Verrà poi valutata la quota di risparmio che si è formata nell’anno precedente: in altre parole si considererà quanto il contribuente è riuscito a mettere da parte senza spenderlo.

C’è poi la questione del fitto figurativo: si tratta di quella voce di spesa presunta che viene imputata al contribuente che non risulti possedere, nel comune di residenza, un immobile in proprietà o in base ad altro titolo (per es. usufrutto, locazione, leasing immobiliare oppure a uso gratuito). Ebbene, il fitto figurativo non concorrerà a ricostruire il reddito in fase di selezione. Ma qualora il contribuente non chiarisca la propria posizione oppure non si presenti al contraddittorio, il fitto figurativo concorrerà alla determinazione del maggior reddito accertabile. A fronte, però, di una diversa condizione abitativa evidenziata in contraddittorio (come per esempio la disponibilità di una casa), non andrà considerato il fitto figurativo.

L’Agenzia delle Entrate continua a rassicurare che la selezione verrà effettuata solo nei confronti di coloro che presentano scostamenti significativi tra reddito dichiarato e capacità di spesa superiore al 20%, evitando situazioni di marginalità economica e “categorie di contribuenti che, sulla base dei dati conosciuti, legittimamente non dichiarano, in tutto o in parte, i redditi conseguiti”.

Il controllo sul nucleo familiare

Gli uffici dovranno innanzitutto effettuare una verifica preventiva sull’effettiva composizione del nucleo familiare: in pratica dopo la selezione del contribuente – e quindi prima di invitarlo al contraddittorio – l’Agenzia delle Entrate dovrà verificare se la famiglia fiscale presente in Anagrafe tributaria corrisponde effettivamente a quella anagrafica, che potrebbe anche comprendere figli maggiorenni, familiari conviventi e i partner di fatto.

È questa una delle principali novità che caratterizza la circolare di ieri.

In sede di selezione dei soggetti da sottoporre ad accertamento, a ogni contribuente viene attribuito il “Lifestage” risultante dalla “famiglia fiscale” presente in anagrafica tributaria, determinata sulla base delle informazioni ottenibili dai prospetti dei familiari a carico ricavabili nei modelli Unico persone fisiche, 730 e modello Cud. In questo ambito rilevano il coniuge (non legalmente ed effettivamente separato) anche se non a carico, i figli e/o gli altri familiari a carico.

La “famiglia anagrafica invece comprende, oltre al coniuge unito in matrimonio e ai familiari a carico, anche i figli maggiorenni e gli altri familiari conviventi non fiscalmente a carico, nonché, più in generale, i conviventi di fatto.

Il concetto di famiglia anagrafica, dunque, è più ampio rispetto a quella fiscale, in quanto il primo comprende la totalità dei soggetti che, indipendentemente dai legami di sangue esistenti, connotano il contesto di fatto.

Nel nuovo redditometro è il nucleo familiare il centro comune di imputazione delle spese annue dal quale occorre partire per determinare, in via presuntiva, il reddito sintetico attribuibile alla persona fisica.

In questo senso gli uffici locali sono tenuti obbligatoriamente a effettuare il riscontro, ove disponibile, direttamente attraverso il collegamento telematico con l’anagrafe comunale o, in via subordinata, inviando la richiesta attraverso il canale telematico (Pec) al comune che detiene l’informazione.

In alternativa, in caso di errore spetterà comunque al contribuente, sin dal primo contraddittorio (post selezione), rappresentare la diversa situazione di fatto al fine di permettere una corretta attribuzione della tipologia familiare.

note

[1] Agenzia delle Entrate la circolare n. 6/E.

[2] Non è detto che tali voci non possano essere “monitorate” in assoluto: potrebbero essere considerate soltanto se il Fisco già disponesse nei suoi database di dati certi a riguardo (vale a dire tutte quelle già presenti in Anagrafe tributaria perché comunicate con la dichiarazioni dei redditi o altri adempimenti posti a carico di determinate categorie di contribuenti, come per esempio lo spesometro). E lo stesso discorso vale anche per le spese per elettromestici e arredi, di cui l’Agenzia può tener conto solo se ha informazioni in Anagrafe.

 

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI