Avvocati: per le spese generali rimborso forfettario del 15%

12 Marzo 2014


Avvocati: per le spese generali rimborso forfettario del 15%

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Marzo 2014



Le quattro ipotesi in cui si applicano i compensi legali; ristabilito il rimborso delle spese generali; il giudice dovrà determinare le attività del legale successive al deposito della sentenza.

L’approvazione dei nuovi compensi per gli avvocati di pochi giorni fa ha portato la reintroduzione del rimborso forfettario delle spese, oggi passato dal 12,5% al 15%.

Innanzitutto, chiariamo che i rinnovati parametri sulla liquidazione giudiziale dei compensi si applicano nelle seguenti circostanze:

– quando all’atto dell’incarico, o successivamente, il cliente e l’avvocato non abbiamo determinato, per iscritto, il compenso spettante a quest’ultimo e in ogni caso di mancata determinazione consensuale;

– nelle controversie tra avvocato e cliente nell’ipotesi di mancato accordo sulla parcella;

– in caso di condanna alle spese da parte del giudice (ossia la liquidazione giudiziale dei compensi);

– nei casi di gratuito patrocinio.

Come si era già detto qualche giorno fa, all’indomani della definitiva approvazione delle tariffe (leggi l’articolo “Firmate le nuove parcelle avvocati”) è stato ristabilito il rimborso delle spese generali che, in precedenza, anche la Cassazione aveva negato [1].

Il nuovo decreto ministeriale sui parametri stabilisce che, in ogni caso e anche in caso di determinazione contrattuale, all’avvocato è sempre dovuta una somma per rimborso spese forfettarie di regola nella misura del 15% del compenso totale per la prestazione.

Sebbene nulla si dica nel decreto riguardo alla particolare attività post-decisionale da compiere una volta pubblicata la sentenza, si prevede comunque che il giudice, nella liquidazione della fase decisoria, tenga conto, in ogni caso, di tutte le attività successive alla decisione e che non rientrano, in particolare, nella fase istruttoria: quindi dell’esame e della registrazione o pubblicazione del provvedimento conclusivo del giudizio, comprese le richieste di copie al cancelliere, il ritiro del fascicolo, l’iscrizione di ipoteca giudiziale del provvedimento conclusivo stesso. Il che, se sembra impossibile per il giudice in mancanza di specifica indicazione nella notula, diventa assai arduo anche per l’avvocato, tenendo conto che non si gioca sul sicuro.

note

[1] Cass. sent. n. 43143 del 22.10.2013, a norma del comma 2 dell’articolo 1 del previgente Dm 140/2012.

Autore immagine: 123rf.com


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2 Commenti

  1. quale disciplina si applica sulle spese generali, per un procedimento civile avviato nel 2012 e concluso nel 2015, con fattura emessa nel 2015?

  2. rx farmacia italia alla consegna strisce vitamine levitra acquistare giovani cialis nei disfunzione d-e erettile

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