Si può licenziare oggi?

2 Aprile 2021 | Autore:
Si può licenziare oggi?

Le proroghe del divieto di ripulire l’organico durante l’emergenza non coprono alcuni casi eccezionali. Ecco quali sono.

La doppia proroga del divieto di licenziamento concessa dal decreto Sostegni impedisce almeno fino al 30 giugno 2021 ai datori di lavoro di interrompere i rapporti con i dipendenti per ragioni economiche (il cosiddetto giustificato motivo oggettivo). «Almeno», perché in determinate situazioni il divieto resta in vigore fino al 31 ottobre 2021. Tuttavia, il decreto non blinda il 100% dei posti di lavoro: i licenziamenti sono attuabili in alcune realtà anche prima del 30 giugno.

Per capire le regole sul divieto di licenziamento bisogna fare una premessa. Tra le misure di sostegno all’occupazione introdotte dal decreto ci sono altre 13 settimane di cassa integrazione ordinaria Covid da utilizzare dal 1° aprile al 30 giugno 2021. Inoltre, per le aziende che non rientrano nella Cigo, ci sono 28 settimane di assegno ordinario gratuito e di cassa integrazione in deroga, da usare tra il 1° aprile e il 31 dicembre 2021.

Come si lega il divieto di licenziamento a questo programma di ammortizzatori sociali? Il decreto Sostegni ha stabilito che sono vietate le riduzioni di personale fino al 30 giugno nelle aziende che fruiscono della prima soluzione, cioè delle 13 settimane di cassa Covid. Il divieto, invece, viene esteso fino al 31 ottobre 2021 per chi utilizza l’assegno ordinario o la cassa in deroga.

Da precisare, però, che l’ultima relazione illustrativa al decreto include in quest’ultima proroga al divieto di licenziamento (quella fino al 31 ottobre) le aziende che «possono fruire» dei trattamenti di ammortizzazione sociale con causale Covid-19 diversi dalla cassa integrazione ordinaria. E fin qui, quello che non si può fare.

Chi può essere licenziato anche domani, senza attendere le scadenze del 30 giugno o del 31 ottobre? Il decreto Sostegni conferma le deroghe al divieto già previste da precedenti provvedimenti. È consentito, dunque:

  • il licenziamento di lavoratori già impiegati in un contratto di appalto e, successivamente, riassunti in esecuzione di una norma di legge o di clausole sociali per il subentro di un nuovo appaltatore;
  • il licenziamento in caso di fallimento, senza esercizio provvisorio, o quando ne viene disposta la cessazione;
  • il licenziamento per cessazione definitiva dell’attività d’impresa, anche se conseguente alla messa in liquidazione dell’azienda senza continuazione, neppure parziale, dell’attività, a meno che durante la liquidazione ci sia un trasferimento d’azienda o di un suo ramo.

A ben guardare, però, quest’ultima eventualità contiene una grossa novità rispetto ai provvedimenti precedenti: è possibile, infatti, licenziare in caso di cessazione definitiva al di là della messa in liquidazione: basta, dunque, il solo annuncio di cessazione.

Non è finita, perché c’è un’altra situazione in cui si può licenziare. Succede quando l’azienda stipula un accordo collettivo aziendale con i sindacati comparativamente più rappresentativi a livello nazionale. Intesa che deve prevedere un incentivo all’esodo dei soli lavoratori interessati ad aderirvi. Questi ultimi avranno diritto alla Naspi.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube