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Multa proprietario sbagliato

2 Aprile 2021
Multa proprietario sbagliato

Che fare se arriva una multa per un’infrazione che non hai commesso? Come farla annullare?

Non è così infrequente che una multa arrivi al proprietario sbagliato. Succede, ad esempio, a causa di un errore di battitura della targa, commesso dal poliziotto nella compilazione del verbale; o quando, a seguito della vendita dell’auto, non si procede tempestivamente al passaggio di proprietà; o ancora a causa di un difetto di notifica con indicazione, nella contravvenzione, di un indirizzo diverso rispetto a quello dell’effettivo proprietario. In tutti questi casi, come può difendersi chi riceve una multa per un’infrazione che non ha commesso? Qui di seguito, forniremo alcuni consigli pratici. 

Ricorso in autotutela

Per evitare di dover fare ricorso al giudice o al Prefetto, la prima cosa da tentare per ottenere l’annullamento della multa al proprietario sbagliato è il cosiddetto ricorso in autotutela. Si tratta di una semplice richiesta – in carta semplice – presentata allo stesso organo accertatore (ad esempio, la polizia municipale). Nell’istanza bisogna far presente l’evidente errore commesso dalle autorità nella compilazione o spedizione della contravvenzione. 

Il ricorso va presentato con raccomandata a.r., con pec (posta elettronica certificata) o con lettera diretta a mani. 

Non è sufficiente chiedere l’annullamento della multa: bisogna anche indicare le motivazioni dell’istanza e allegare eventuali prove che possano confermare l’assunto dell’automobilista. Così, ad esempio, per dimostrare di non aver commesso l’infrazione, bisognerà dimostrare che, nell’occasione di luogo e di tempo in cui è stata elevata la contravvenzione, si stava lavorando o svolgendo altra attività documentabile. 

Tale ricorso viene esperito nell’interesse della Pubblica Amministrazione, per evitarle di subire una condanna processuale. È quest’ultima, infatti, che si autotutela annullando un proprio atto illegittimo. Proprio per questo, l’autorità cui viene presentato il ricorso in autotutela non ha l’obbligo di rispondere al cittadino. 

Il ricorso in autotutela non sospende i termini per fare ricorso al giudice (30 giorni) o al Prefetto (60 giorni). Questo significa che, non intervenendo risposta entro tali termini, sarà meglio procedere per altra via (appunto tramite l’ordinario ricorso). Diversamente, infatti, la multa non sarà più impugnabile, diventerà definitiva e, per quanto illegittima, andrà comunque pagata. A quel punto, sarà impossibile opporsi anche contro la successiva cartella di pagamento. 

A consentire la presentazione del ricorso in autotutela contro le multe stradali notificate al proprietario sbagliato è l’articolo 386 del regolamento di attuazione al Codice della strada a norma del quale tale rimedio è possibile (tra le altre ipotesi) nel caso di:

  • notifica della multa eseguita a soggetto estraneo alla violazione: si pensi al caso di una persona che riceva una contravvenzione per una violazione del Codice della strada che non ha mai posto in essere;
  • errore di trascrizione del numero di targa: anche qui potrebbe avvenire che una persona riceva una multa riferita ad un’auto non di sua proprietà;
  • errore nella lettura delle risultanze dei pubblici registri;
  • o per altra causa (evidentemente di rilevante entità). 

Ricorso al Prefetto o al giudice di pace

Il ricorso in autotutela è sicuramente il rimedio più semplice, veloce e “indolore”: difatti, in caso di rigetto o di mancata risposta, l’automobilista non subisce alcuna conseguenza. 

Tuttavia, nell’ipotesi in cui non si voglia procedere per tale via o qualora, a ricorso presentato, non si ottenga risposta o si riceva un diniego, bisognerà presentare un ricorso ordinario. Diversamente, la multa diventa definitiva e, seppure ingiusta, andrà pagata.

Il ricorso contro la multa al proprietario sbagliato può essere presentato:

  • al Prefetto, entro 60 giorni dalla notifica del verbale;
  • al giudice di pace, entro 30 giorni dalla notifica del verbale.

Il ricorso al Prefetto si presenta in carta semplice, senza formalismi e senza bisogno dell’assistenza di un avvocato. Anche qui è necessario indicare le ragioni dell’illegittimità del verbale e le relative prove. In caso di rigetto, contro l’ordinanza del Prefetto è possibile far ricorso al giudice di pace nei successivi 30 giorni.

Il ricorso al giudice di pace si presenta presso la cancelleria territorialmente competente (luogo ove è stata elevata l’infrazione). Anche se non è necessaria l’assistenza di un avvocato è fortemente consigliata per via del formalismo che caratterizza il processo.

Scopo del ricorso, in entrambi i casi, è ottenere l’annullamento della multa.

La cartella per multa di un altro

Chi non ottiene l’annullamento della multa non può poi far ricorso contro la successiva cartella esattoriale che ne richieda il pagamento. Difatti, la multa non opposta diventa definitiva per quanto illegittima.

È tuttavia possibile fare ricorso contro la cartella se la multa non è mai stata notificata correttamente e l’automobilista non ne sia venuto a conoscenza. 



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