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Cartelle nulle già pagate: posso ottenere il rimborso?

24 Aprile 2021
Cartelle nulle già pagate: posso ottenere il rimborso?

Mi sono state notificate due cartelle dall’indirizzo pec non valido dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, ma le ho già pagate mediante rateazione. Se le cartelle sono nulle, posso ottenere il rimborso?

Numerose sentenze di merito delle Commissioni Tributarie Provinciali hanno recentemente affermato la nullità delle notifiche delle cartelle di pagamento a mezzo posta elettronica certificata quando l’indirizzo di provenienza non risulta conforme a quello inserito nei pubblici registri nazionali.

Tale orientamento si fonda sul dettato normativo di cui all’art. 16-ter del D.L. 179/2012, convertito in Legge n. 221/2012 secondo cui: “a decorrere dal 15 dicembre 2013, ai fini della notificazione e comunicazione degli atti in materia civile, penale, amministrativa e stragiudiziale si intendono per pubblici elenchi quelli previsti dagli articoli 4 e 16, comma 12, del presente decreto”, ovvero “lPA”, “Reginde “, “Inipec”.

Dunque, nel caso del lettore, potrebbe sussistere l’illegittimità della notifica se l’indirizzo pec di provenienza non corrisponde né a protocollo@pec.agenziariscossione.gov.it  né a pct@pec.agenziariscossioneriscossione.gov.it (indirizzi presenti nei citati pubblici registri).

Tuttavia, il fatto che il lettore abbia già spontaneamente pagato le cartelle, impedisce di chiedere il rimborso. Il vizio di nullità non è stato, infatti, contestato con ricorso nei termini di decadenza imposti dal nostro ordinamento (60 giorni per le cartelle aventi ad oggetto debiti tributari, 30 giorni negli altri casi) ed è stato, di fatto, sanato con il pagamento (cosiddetta sanatoria per raggiungimento dello scopo): in altri termini, avendo il lettore chiesto la rateizzazione delle cartelle, ha dimostrato di esserne venuto comunque a conoscenza e, non avendole impugnate entro il termine di legge, ma pagandole spontaneamente, ha sostanzialmente riconosciuto il debito.

Ciò determina l’impossibilità di far valere il diritto di rimborso (il discarico e lo sgravio non potrebbero comunque più essere effettuati, visto che i ruoli si sono già estinti con l’avvenuto pagamento).

Alla luce di quanto precede, ferma restando l’istanza in autotutela già presentata (alla quale l’Agenzia potrebbe anche non rispondere o rispondere in modo non soddisfacente), si sconsiglia di intraprendere azioni finalizzate al rimborso, essendo ormai decaduto dal termine di impugnazione e avendo tacitamente riconosciuto il debito.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Maria Monteleone



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