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Modulo richiesta monetizzazione permessi

7 Agosto 2021
Modulo richiesta monetizzazione permessi

I contratti collettivi prevedono il diritto del lavoratore a prendersi delle ore di assenza retribuite che possono anche essere monetizzate.

Negli ultimi tre anni, hai dovuto dedicarti in modo molto intenso al lavoro, senza riuscire a staccare quasi mai la spina. Per questo, leggendo la busta paga, ti sei accorto di non avere più preso i permessi che prevede il contratto collettivo e di avere, dunque, tante ore accumulate. Non potrai certamente assentarti per tutto questo tempo e vuoi richiedere all’azienda di liquidarti i permessi arretrati. A differenza delle ferie, i permessi retribuiti previsti dai contratti collettivi, se non vengono utilizzati, possono anche essere liquidati. In questo articolo, ti proporremo un apposito modulo richiesta monetizzazione permessi.

Trattandosi, in ogni caso, di diritti previsti unicamente dal contratto collettivo e non disciplinati dalle norme di legge, occorre verificare cosa dice il Ccnl sui tempi di fruizione dei permessi retribuiti e sulla relativa possibilità di monetizzazione.

Cosa sono i permessi retribuiti?

Il contratto di lavoro prevede uno scambio tra lavoro e stipendio: il lavoratore percepisce la retribuzione perché esegue il proprio lavoro a favore dell’azienda. I permessi retribuiti sono un’eccezione a questa regola poiché, al pari delle ferie, consentono al lavoratore di assentarsi dal servizio percependo, comunque, lo stipendio.

Nel nostro ordinamento, ci sono delle tipologie di permessi retribuiti previsti direttamente dalla legge come, ad esempio:

  • i permessi 104 [1] per i lavoratori disabili o che devono assistere un disabile grave;
  • i permessi per studio;
  • i permessi per svolgere attività sindacale o politica.

Inoltre, i contratti collettivi hanno introdotto ulteriori permessi retribuiti detti rol (riduzione orario di lavoro) e ex festività.

Permessi retribuiti: quanti ne spettano?

I permessi retribuiti previsti dai Ccnl spettano solo ai lavoratori ai quali si applica il contratto collettivo. Se, ad esempio, la lettera di assunzione prevede che il rapporto di lavoro non è disciplinato da alcun contratto collettivo il lavoratore potrà accedere solo ai permessi retribuiti previsti direttamente dalla legge. Ma quante ore di permesso spettano? Non esiste una risposta univoca a questa domanda poiché, come abbiamo detto, questi permessi trovano la loro disciplina nel singolo contratto collettivo che li prevede.

Tanto per fare alcuni esempi, il Ccnl Industria Metalmeccanica prevede che ogni lavoratore ha diritto ad un massimo di 72 ore annue di rol elevate a 92 per gli addetti al settore siderurgico. Il Ccnl Commercio, invece, attribuisce 56 ore annue di rol ai dipendenti di aziende fino a 15 dipendenti e 72 ore annue di rol per i lavoratori che operano presso le aziende con più di 15 dipendenti.

Permessi retribuiti: come maturano?

I permessi retribuiti, al pari delle ferie, iniziano a maturare al momento dell’assunzione e per tutto il corso del rapporto di lavoro. Il lavoratore avrà diritto ad accumulare un rateo mensile di rol ed ex festività per ogni mese di lavoro prestato per intero.

Il rateo si calcola dividendo il numero di permessi spettanti per l’anno per dodici (i mesi di calendario). Il Ccnl può prevedere, tuttavia, che determinati periodi di assenza non siano validi per la maturazione dei permessi. Generalmente, si prevede che il rateo mensile matura per intero se sono stati lavorati almeno quindici giorni in un mese.

Permessi retribuiti: quando vanno presi?

Il Ccnl prevede come devono essere goduti i permessi ed entro quanti mesi, a partire dalla fine dell’anno di maturazione, devono essere utilizzati. Trattandosi di un diritto di fonte contrattuale, non ci sono leggi al riguardo ma occorre consultare la disciplina presente nel Ccnl applicato al proprio rapporto di lavoro.

In molti casi, il Ccnl prevede che dopo un certo numero di mesi dopo la maturazione, i rol e le ex festività devono essere automaticamente scaricati e liquidati al lavoratore in busta paga sotto forma di denaro.

Permessi retribuiti: come devono essere monetizzati?

Nei casi in cui il lavoratore ha diritto di ricevere la monetizzazione dei permessi retribuiti accumulati e non goduti, l’azienda dovrà versargli una somma di denaro pari allo stipendio che il lavoratore avrebbe percepito durante le assenze.

In sostanza, se il lavoratore ha accumulato 100 ore di permessi non goduti, il datore di lavoro dovrà pagargli in busta paga una somma pari alla retribuzione oraria di 100 ore di lavoro. Su questa somma di denaro devono essere pagati regolarmente i contributi previdenziali e il lavoratore deve pagare l’Irpef.


Modulo richiesta monetizzazione permessi

Spettabile Società,

il sottoscritto (nome e cognome), Vostro dipendente a far data dal ___, chiede il pagamento dell’indennità sostitutiva dei permessi retribuiti maturati e non goduti alla data del _____, per un totale di n. __ ore, essendosi realizzate le condizioni alle quali il CCNL applicato al rapporto di lavoro riconduce la monetizzazione dei permessi.

Certo dell’accoglimento della presente, porgo

Cordiali saluti

Il Lavoratore


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