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Cos’è il lavoro supplementare?

9 Agosto 2021 | Autore:
Cos’è il lavoro supplementare?

Lo svolgimento di un orario superiore rispetto a quello assegnato, ma inferiore al lavoro a tempo pieno di 40 ore settimanali.

Sei stato assunto con contratto a tempo parziale, ma talvolta ti viene richiesto di lavorare oltre l’orario stabilito. Le ore in più che svolgi sono definite lavoro supplementare. Ti chiedi se ciò sia possibile, se ci sia un limite massimo di orario che puoi svolgere e se le ore in più devono esserti pagate con una maggiorazione.

In questa breve guida, vedremo come si gestisce l’orario di lavoro nell’ambito del rapporto part-time, cosa si intende per lavoro supplementare, in cosa differisce dallo straordinario e come deve essere remunerato.

Il lavoro part-time

Il contratto di lavoro a tempo parziale o part-time è un contratto di lavoro subordinato caratterizzato da un orario di lavoro, stabilito dalle parti, inferiore rispetto all’orario di lavoro normale (full-time) di 40 ore settimanali previsto dalla legge o dal contratto collettivo.

Il contratto part time può essere sia a tempo determinato, sia a tempo indeterminato. Esso deve essere redatto in forma scritta ai fini della prova e deve contenere l’indicazione precisa della durata della prestazione lavorativa e dell’orario di lavoro, con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno.

A seconda della modulazione dell’orario di lavoro, si parla di part time:

  • orizzontale, quando il lavoratore lavora tutti i giorni a orario ridotto;
  • verticale, quando il lavoratore lavora a tempo pieno, ma solo in alcuni giorni della settimana, del mese, o dell’anno;
  • misto, quando vi è la combinazione delle due predette modalità.

Il lavoratore a tempo parziale ha gli stessi diritti del lavoratore a tempo pieno: ad esempio, percepisce la stessa retribuzione oraria di un dipendente full time, ha diritto al medesimo periodo di prova, alle ferie, alla conservazione del posto in caso di maternità, malattia ed infortunio.

Ovviamente, il dipendente a tempo parziale riceverà un trattamento economico proporzionato all’orario di lavoro effettivamente prestato.

Cos’è il lavoro supplementare

Nell’ambito di un rapporto di lavoro a tempo parziale, si parla di lavoro supplementare quando un dipendente svolge un orario superiore a quello contrattualmente pattuito, ma comunque inferiore alle 40 ore settimanali. Ciò significa che si può parlare di lavoro supplementare solo con riguardo ai contratti part-time.

Il lavoro supplementare può essere richiesto dall’azienda esclusivamente a fronte di motivate esigenze tecnico-produttive, casi di forza maggiore ed eventi particolari (ad esempio, fiere, mostre, manifestazioni). Tali esigenze devono essere dettagliatamente specificate dal datore di lavoro, non essendo sufficiente un generico richiamo a “ragioni di carattere tecnico o produttivo” [1] .

Nel caso in cui il dipendente superi l’orario di lavoro normalmente stabilito per i contratti a tempo pieno, si parla invece di lavoro straordinario.

Differenza tra lavoro supplementare e lavoro straordinario

Si definisce lavoro straordinario quello prestato oltre le 40 ore settimanali: ciò significa che si può ricorrere allo straordinario sia nei rapporti a tempo parziale, che a tempo pieno.

Come il lavoro supplementare, anche lo straordinario può essere richiesto dall’azienda a fronte di eccezionali ragioni di carattere tecnico produttivo.

Il dipendente può rifiutarsi di svolgere le ore in più richieste, sia come lavoro supplementare, che come straordinario, purché dimostri l’esistenza di altre esigenze familiari, di salute o di formazione professionale prevalenti.

Lo scopo del contratto part-time è infatti quello di consentire al dipendente di dedicarsi nel corso della giornata, della settimana o del mese alla famiglia o ad altre attività lavorative, formative o di qualsiasi altra natura di proprio interesse.

In ogni caso, sia che si svolgano ore di lavoro supplementare sia che si tratti di straordinario, l’orario di lavoro settimanale complessivo non può mai superare le 48 ore.

Le maggiorazioni retributive

Le ore di lavoro supplementare prestato, richiedendo al lavoratore un ulteriore sacrificio rispetto a quanto contrattualmente stabilito, debbono essere remunerate con una maggiorazione retributiva.

Questa maggiorazione viene stabilita dai singoli contratti collettivi di categoria ed è rappresentata da un aumento percentuale rispetto alla normale retribuzione oraria.

A seconda del contratto di lavoro, è possibile che le ore di lavoro supplementare siano maggiorate con percentuali differenti, a seconda ad esempio che le ore di lavoro vengano svolte in un giorno festivo oppure in orario notturno.

Le maggiorazioni per lavoro supplementare vengono sempre dettagliatamente indicate in busta paga.

Infine, si tenga presente che gli importi corrisposti come lavoro supplementare subiscono, al pari della retribuzione ordinaria, le trattenute per i contributi Inps e la tassazione Irpef.

Qualora l’azienda non corrisponda il giusto trattamento economico per le ore di lavoro supplementare o straordinario prestato, il lavoratore, per recuperare il proprio credito, dovrà dimostrare in giudizio, con testimoni e/o documenti, di avere effettivamente svolto la propria prestazione lavorativa per tutte le ore che non gli sono state pagate o adeguatamente maggiorate [2].


note

[1] Cass., sentenza n. 8718 del 17/6/2002

[2] Trib. Milano, sentenza del 4/6/2002


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