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Lo sai che? Responsabilità penale del medico incurante dei principi medici elaborati dalla comunità scientifica

Lo sai che? Pubblicato il 12 marzo 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 marzo 2014

Il medico deve tener conto delle situazioni di pericolo per la salute del paziente qualora esse siano riconoscibili tramite l’uso della propria diligenza professionale e l’applicazione delle regole virtuose della scienza medica.

 

In caso di esito infausto della cura, la responsabilità penale del medico è esclusa qualora egli si attenga alle linee guida accreditate dalla scienza medica, sempre che le lesioni subite dal paziente non siano dipese da dolo o colpa grave del medico stesso.

La valutazione della condotta del medico e dell’applicazione delle regole scientifiche deve essere effettuata caso per caso, prendendo in considerazione la situazione clinica del paziente.

È quanto ricordato da una recente sentenza [1] con cui la Cassazione ha confermato la condanna di una ginecologa per non aver diagnosticato la malattia del feto e dunque non essere intervenuta tempestivamente sulla paziente in gravidanza, causando così l’aborto.

In caso di errori derivanti da colpa lieve (cioè imprecisioni trascurabili) – ha ricordato la Corte – si applica la regola secondo cui i medici che rispettano le linee guida scientifiche sono esenti da responsabilità penale, ferma restando quella civile/risarcitoria nei confronti del paziente leso.

Tuttavia l’applicazione delle linee guida deve essere preceduta da un esame diagnostico del paziente, in modo da individuare tutte le peculiarità del caso.

Il giudice deve accertare se le circostanze del caso erano equivoche – per esempio per un quadro patologico oscuro del paziente – al punto da indurre il medico ad applicare determinate regole piuttosto che altre.

Allora è responsabile il medico che non si accorge di un pericolo evidente per la salute del paziente, se esso è riconoscibile con l’uso della propria diligenza professionale.

Nel caso di specie la ginecologa è stata ritenuta penalmente responsabile per non aver curato a dovere la gravidanza a rischio. Se il medico fosse stato diligente avrebbe infatti tenuto conto del pericolo di aborto, avrebbe segnalato il pericolo stesso alla paziente procedendo tempestivamente all’intervento più adeguato secondo le linee guida mediche.

note

[1] Cass. sent. n. 11804 del 11.03.2014.

Autore immagine: 123rf.com


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