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Dissenso alle liti in condominio: Cassazione e giurisprudenza

4 Aprile 2021
Dissenso alle liti in condominio: Cassazione e giurisprudenza

Dissenso dei condomini rispetto alle liti e onere di partecipare alle spese processuali derivanti dalla soccombenza. 

Nel caso di controversia tra uno o più condomini e il condominio da cui consegua un conflitto giudiziario (o stragiudiziale), non trova applicazione per le parti controverse, in materia di spese, l’art 1132 c.c., che pone a carico del condomino dissenziente l’onere di manifestare il proprio dissenso con atto notificato all’amministratore. Nella specie, difatti, il condominio si scinde in due parti, ognuna delle quali del tutto separata dall’altra, di modo che le spese sostenute dal condominio in ragione della controversia non possono essere addebitate anche ai condomini titolari dell’interesse contrapposto se non in ragione della soccombenza. Di tal che la relativa delibera assembleare che ripartisca le spese anche tra questi condomini è nulla per impossibilità dell’oggetto.

Cassazione civile sez. II, 23/01/2018, n.1629

Nel caso di lite tra il condominio ed il singolo condomino non trovano applicazione, neppure in via analogica, la disposizione dell’art. 1132 c.c., che disciplina la materia delle spese processuali del condomino che abbia ritualmente dissentito dalla deliberazione di promuovere una lite o di resistere ad una domanda rispetto ad un terzo estraneo né l’art. 1101 c.c., richiamato dall’art. 1139 c.c.: sicché è affetta da invalidità la delibera assembleare che abbia statuito in tal senso.

Cassazione civile sez. II, 18/06/2014, n.13885

In tema di condominio, è affetta da nullità la delibera dell’assemblea che ponga le spese di lite, in proporzione della sua quota, a carico del condomino che abbia ritualmente manifestato il proprio dissenso rispetto alla lite medesima deliberata dall’assemblea, giacché in tal caso l’art. 1132 comma 1 c.c., contemperando l’interesse del gruppo con quello del singolo titolare di interessi contrastanti, riconosce a quest’ultimo il diritto di sottrarsi agli obblighi derivanti dalle deliberazioni assunte sul punto.

Cassazione civile sez. II, 15/05/2006, n.11126

La dichiarazione del condomino dissenziente, di separare la propria responsabilità da quella degli altri condomini per il caso di soccombenza del condominio nelle liti che l’assemblea condominiale ha deliberato, è un atto giuridico recettizio di natura sostanziale. Da portarsi, in quanto tale, tempestivamente a conoscenza dell’amministratore, o di chi altri rappresenti il condominio, ma per il quale non sono necessariamente richieste forme solenni ne la notificazione a norma della legge processuale. (Nella specie si è ritenuta valida la dichiarazione di dissenso comunicata mediante raccomandata con avviso di ricevimento).

Cassazione civile sez. II, 15/06/1978, n.2967

Laddove l’oggetto della controversia proposta nei confronti del condominio rientri tra le attribuzioni dell’amministratore (come il caso della resistenza in giudizio delle impugnazione delle delibere assembleari – ex art. 1130 n.1) c.c. – in cui unico legittimato è l’amministratore del condominio) non vale la previsione di cui all’art.1131 c.c., né, effettivamente, appare configurabile l’ipotesi del dissenso, ex art.1132 c.c., del singolo condomino in relazione a controversie relative a fatti rientranti nelle attribuzioni proprie dell’amministratore ex art. 1130 c.c., essendo il dissenso esercitabile solo in riferimento a liti proposte da terzi estranei al condominio

Tribunale Benevento, 01/02/2021, n.162

In tema di condominio negli edifici, è nulla la deliberazione dell’assemblea condominiale che, all’esito di un giudizio che abbia visto contrapposti il condominio ed un singolo condomino, disponga anche a carico di quest’ultimo, “pro quota”, il pagamento delle spese sostenute dallo stesso condominio per il compenso del difensore nominato in tale processo; in tal caso, infatti, non può farsi applicazione, neanche in via analogica, degli artt. 1132 e 1101 c.c., trattandosi di spese per prestazioni rese a tutela di un interesse comunque opposto alle specifiche ragioni personali del singolo condomino.

Corte appello Torino sez. II, 14/06/2019, n.1003

In tema di dissenso alle liti, l’operatività dell’art. 1132 c.c. non va oltre l’esonero del condomino dissenziente dall’onere di partecipare alla rifusione delle spese di giudizio in favore della controparte, nell’ipotesi di esito della lite sfavorevole per il condominio; la norma lascia, tuttavia, immutato l’onere di partecipare alle spese affrontate dal condominio per la propria difesa.

Tribunale Bologna sez. III, 12/10/2007, n.2618

In tema di dissenso alle liti, l’art. 1132 c.c. – che è norma derogatoria al regime ordinario ricavabile dagli artt. 1137 e 1123 c.c., secondo cui le delibere assembleari sono vincolanti per tutti i condomini e le spese di interesse comune vanno ripartite tra tutti i compartecipi – subordina gli effetti dell’estraneazione del condomino dalla lite al fatto che vi sia stata soccombenza e – quindi – che la lite abbia avuto esito giudiziale sfavorevole per il condominio (salvi i casi assimilabili di mancata pronuncia per fatto imputabile alla parte, rinuncia agli atti, rinuncia alla domanda, ecc … ). Fatto, questo, che non può verificarsi fino a quando la lite non sia stata introdotta avanti l’autorità giudiziaria. (Fattispecie relativa ad oneri per parere stragiudiziale reso da un avvocato in favore del condominio, in relazione ai quali il tribunale ha escluso l’operatività del dissenso alle liti manifestato dai ricorrenti, trattandosi non di spese defensionali per lo svolgimento delle difese in giudizio, bensì propedeutiche ad esso).

Tribunale Firenze sez. II, 04/12/2006, n.4149

Il dissenso del condomino rispetto alle liti deliberate dall’assemblea non deve essere necessariamente portato a conoscenza dell’amministratore con un atto notificato a mezzo di ufficiale giudiziario, ma è a tal’uopo sufficiente anche una comunicazione con lettera raccomandata.

Giudice conciliatore Catanzaro, 03/11/1989



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