Diritto e Fisco | Articoli

Violazione domicilio e invasione edifici: differenze

24 Aprile 2021
Violazione domicilio e invasione edifici: differenze

Possiedo un appartamento con un piccolo cortile di mia proprietà. Il mio vicino ha demolito il muro perimetrale e ha realizzato una portafinestra; quindi, ora, ha accesso al mio cortile, che ha occupato con piante e altri oggetti. Ritengo che l’abbattimento del muro perimetrale integri il reato di violazione di domicilio e quello di invasione di edifici. È così?

I due reati (violazione di domicilio e invasione di edifici) sono contraddistinti da elementi costitutivi differenti, per cui la presenza dell’uno esclude quella dell’altro.

Pertanto, è improprio parlare di assorbimento di un reato nell’altro, ipotesi che accade quando vi è un concorso apparente di norme, cioè quando lo stesso fatto può essere ricondotto a più fattispecie criminali diverse (si pensi, ad esempio, alla violenza perpetrata sulla vittima per realizzare un abuso sessuale: in questo caso, non si applicheranno due norme, la violenza privata e la violenza sessuale, bensì la sola disciplina della violenza sessuale. Lo stesso dicasi per il possesso ingiustificato di chiavi o grimaldelli assorbito nel reato di furto).

Nel caso evidenziato nel quesito, sembra sussistere il solo reato di cui all’art. 633 c.p., come si evince dalla seguente giurisprudenza:

  • «Il delitto di invasione arbitraria di terreni si realizza quando il bene immobile altrui sia in qualche modo e per qualche tempo assoggettato ad un potere di fatto del soggetto agente, sicché il delitto non è integrato dalla condotta di chi si introduca precariamente nel fondo altrui» (Cassazione, sentenza 4 ottobre 2019 – 17 marzo 2020, n. 10342);
  • «Non ogni turbativa del possesso comporta un’invasione, “ma soltanto quella che realizzi un apprezzabile depauperamento delle facoltà di godimento del terreno o dell’edificio da parte del titolare dello ius excludendi, secondo quella che è la destinazione economico sociale del bene o quella specifica ad essa impressa dal dominus” (cfr. ex ceteris: Cass. Sez. 2, sent. n. 31811 del 08/05/2012, dep. 06/08/2012, Rv. 254330). Corollario di tale nozione è, però, un altro elemento che, sebbene non espresso nella norma, deve ritenersi in essa implicito e che consiste nel fatto che la permanenza nel terreno o nell’edificio non deve avere carattere momentaneo ma, al contrario, un’apprezzabile durata perché solo tale ulteriore elemento consente, poi, di evidenziare il dolo specifico dell’agente, ossia la volontà di occuparli o trarre altrimenti profitto, comportamenti questi (occupazione – approfittamento) che presuppongono, appunto, una stabile ed apprezzabile insistenza fisica dell’agente sul bene altrui (Cass. 2253/1969 Rv. 115239 – Cass. 5603/1976 Rv. 135748 – Cass. 42786/2008). La ratio della norma, infatti, consiste nel reprimere quei comportamenti idonei a pregiudicare la libera disponibilità del fondo o dell’edificio da parte del proprietario o del legittimo possessore e, quindi, nella tutela della proprietà e del possesso. Non a caso, come si evince dalla Relazione al codice penale, il reato di invasione di cui all’articolo 633 c.p., è stato mutuato dal Decreto Legge n. 515 del 1920, articolo 9 – trasfuso poi nel Regio Decreto n. 2047 del 1921, articolo 36 – che era stato introdotto proprio per far fronte al dilagante fenomeno delle occupazioni di terre che avvenivano alla fine della prima guerra mondiale». (Cassazione, sentenza 3 dicembre 2014, n. 50659, con cui la Suprema Corte ha ritenuto di escludere il reato di cui all’art. 633 c.p. a favore della violazione di domicilio, difettando il carattere della permanenza e della volontà di occupare stabilmente l’immobile).
  • Il delitto di invasione arbitraria di terreni si realizza quando il bene immobile altrui sia in qualche modo e per qualche tempo assoggettato ad un potere di fatto del soggetto agente, sicché il delitto non è integrato dalla condotta di chi si introduca precariamente nel fondo altrui (Sez. 2, n. 19079 del 03/05/2011, Rv. 250320).
  • L’integrazione della fattispecie criminosa di invasione di terreni o edifici, infatti, implica che la permanenza sull’altrui bene immobile si protragga nel tempo per una durata apprezzabile, ancorché non sia necessario che l’agente rimanga stabilmente su di essi, purché, però, la condotta risulti effettivamente rivolta all’occupazione dell’immobile ovvero a trarne in altro modo profitto (Sez. 2, n. 11544 del 08/02/2011, Rv. 249887).
  • «In tema di invasione di terreni o edifici (art. 633 c.p.), poiché il concetto di «invasione» va ricondotto ad una qualunque introduzione dall’esterno con modalità violente — sicché non può essere in alcun modo omologato a quello, rilevante nel diverso delitto di violazione di domicilio, di permanenza nell’altrui abitazione contro la volontà del titolare dello “ius excludendi” — non integra il reato l’occupazione di un istituto scolastico per fini dimostrativi posta in essere dagli studenti che lo frequentano, nei cui confronti, in quanto soggetti attivi della comunità scolastica e partecipi della sua gestione ai sensi del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 416, non si configura un diritto d’accesso all’istituto limitato alle sole ore in cui è prevista l’attività didattica in senso stretto né può dirsi sussistente l’elemento normativo della fattispecie incriminatrice consistente nell’“altruità” dell’immobile». (Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 1044 del 30 marzo 2000).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube